Il sit-in di protesta dei giocatori di Ael Larissa e Acharnaikos non poteva restare inosservato. Le immagini che li riprendono seduti sul campo, e i due minuti di silenzio per commemorare le giovani vittime annegate nel Mar Egeo hanno fatto il giro del web, ma il rischio successivo era quello di una rapida archiviazione come accaduto con la foto del corpo senza vita del piccolo Ayal: la rapidità con cui è stata dimenticata è proporzionale alla sensibilità e alla commozione suscitata nei giorni successivi alla pubblicazione. Per non dimenticare, per essere concretamente solidali verso i migranti che non riescono a superare i mari che li separano dall’Europa, è nata la campagna «Tutti giù per terra». L’iniziativa è di Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, impegnato nel denunciare le tragedie del Mar Mediterraneo. Con l’intenzione di emulare la protesta organizzata dai giocatori greci nella gara di Serie B di fine gennaio, Iacomini ha chiesto al mondo dello sport di fare altrettanto chiedendo trenta secondi di gambe incrociate a terra con un obiettivo ben chiaro: «ricordare le centinaia di bambini che continuano a perdere la vita nell’Egeo a causa della brutale indifferenza di UE e Turchia», come si leggeva nel comunicato dell’Ael Larissa prima della famosa partita della protesta.

L’invito a sedersi #tuttigiùperterra è stato accolto dalle principali trasmissioni d’informazione sportiva, da La Domenica Sportiva a 90° Minuto, da Tutto il Calcio Minuto per Minuto alle emittenti locali, e anche da portali d’informazione (qui, ad esempio, Articolo21). Lega Calcio e dirigenti non sono esenti dall’iniziativa, e Noi di Io Gioco Pulito ci sentiamo in dovere di condividere il messaggio per far sì che la questione non cada nella solita opera solidale che cavalca l’onda dei fatti di cronaca.

Come noi, hanno aderito altre rubriche sportive (Corriere dello Sport e Calciomercato.com), ma soprattutto alcune amministrazioni comunali: è il caso di Torre del Greco. Dopo l’incontro fra Domenico Pesce, presidente Unicef per la Regione Campania, e l’assessore alle Pari Opportunità, Romina Stilo, il sindaco Ciro Borriello è stato chiaro nell’adesione, come si evince dalle parole rilasciate al quotidiano locale Torresette: «si tratta di un piccolo gesto che ha l’importantissimo scopo di tenere alta l’attenzione su un’emergenza umanitaria mondiale che Paesi europei a noi vicino continuano a sottovalutare».

Ora l’impegno deve proseguire, dal basso verso l’alto, dalla Serie B greca alla nostra serie A, dal comune del napoletano alle più grandi città metropolitane, dalle reti d’informazione locale alla rete nazionale, come abbiamo intenzione di fare noi di Io Gioco Pulito, rilanciando l’appello su larga scala, già colto dalle ONLUS come Save The Children, Oxfam Italia e Cospe. L’appello è stato lanciato all’inizio di questo mese, ma sentiamo il bisogno di dover diffonderlo ancora di più. Mentre la Grecia è lacerata da una (silenziosa) guerra civile, ennesima forma di disperazione di un paese saturo d’austerity, i morti del mar Egeo rischiano di passare in secondo piano, e il sit-in dei giocatori di Ael e Acharnaikos non deve restare un caso isolato.

Proponiamo quindi la manifestazione di protesta anche ad altri campi, altri stadi e altre squadre, senza distinzione di categoria, consapevoli che il messaggio possa essere ben recepito sia nelle sfere più alte del calcio che nei campionati minori, con la speranza che il tutto possa estendersi anche agli altri sport, invitando quindi gli atleti a sedersi sul parquet e staccare la spina per due minuti dalla palla a spicchi, o sospendere per un attimo battute e schiacciate nelle partite di volley, o ancora placare per due minuti (non in senso sportivo) i confronti di rugby, appoggiare stecca e ginocchio sul ghiaccio nelle gare di hockey, e sensibilizzare gli interi movimenti all’importante gesto di sedersi #tuttigiuperterra.

Unicef ha lanciato l’ultimo appello, Noi lo riproponiamo, perché la morte di un bambino migrante non può passare inosservata.

Close