È innegabile la capacità agonistica dei campioni che hanno partecipato alle Paralimpiadi di Rio 2016. Ma per alcuni atleti c’è bisogno di una attenzione in più per le loro particolari storie.

È il caso di Liam Malone, il neozelandese nato il 23 dicembre 1993, specializzato nella corsa da 400 metri, convocato nella sua nazionale dopo aver ottenuto un tempo fenomenale di 48.28 secondi, a Rio ha battuto il record detenuto dall’ormai ritirato Oscar Pistorius con il cronometro fermato a  46”20. Fin da quando era un semplice studente il suo sogno era sempre stato quello di poter partecipare ai Giochi. E alla fine così è stato. Ma ad un prezzo notevole. Liam era una promessa già all’età di sedici anni. Aveva un futuro glorioso nelle sue mani. Il destino però si è messo contro ed il ragazzo ha dovuto abbandonare questo sogno per assistere la madre malata, che quattro anni fa è scomparsa.

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Nonostante tutto il dolore, ha cercato di recuperare la sua firma fisica. Ma ancora una volta, tutti i suoi sforzi non erano sufficienti. Non aveva i soldi necessari per l’acquisto di lame in carboni da gara. Ha partecipato quindi ad un programma televisivo neozelandese, che gli ha permesso di mettere da parte ventimila dollari. Tutto ciò è stato possibile grazie al contributo di molti cittadini che credevano in questa causa.

Con umiltà, con gratitudine e con leggerezza, Liam ha voluto ringraziare tutti i suoi sostenitori: “Sono orgoglioso di rappresentare la Nuova Zelanda”.
Liam, nato con assenza congenita della fibula in entrambe le gambe, aveva appena diciotto mesi quando avvenne l’amputazione sotto il ginocchio. Ma ciò non gli ha impedito di diventare un uomo.

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