Quel tacchino con salsa di mirtilli è meno buono del solito nelle case dei tifosi del Leicester. E’ il giorno di Natale del 2014 e la loro squadra, archiviati i dieci anni tra seconda e terza divisione e ottenuta la promozione in Premier League a maggio, è mestamente ultima in classifica. L’impatto con il massimo campionato inglese non è stato per nulla facile: il manager Nigel Pearson non è ancora riuscito a trovare il giusto equilibrio, e il grande salto sta mettendo in grande difficoltà Jamie Vardy, centravanti acquistato pochi anni prima da una squadra della quinta serie e che aveva avuto un peso decisivo nella stagione della promozione.

A casa Ranieri, a Roma, è un Natale più mesto del solito: dopo l’addio al Monaco, l’esperienza sulla panchina della Grecia non è andata come sperava il tecnico testaccino, con l’esonero arrivato dopo appena quattro mesi in seguito alla clamorosa sconfitta con la Nazionale delle Isole Far Oer. Nella sua residenza londinese, intanto, Josè Mourinho si gode il primato solitario in classifica del suo Chelsea e si prepara al derby col West Ham del ‘Boxing Day’, il tradizionale turno di campionato del 26 dicembre.

E, passato un anno, è cambiato tutto. Natale 2015: il Leicester di Claudio Ranieri, ingaggiato tra mille dubbi e ironie (di stampa e tifosi) dal club inglese poco prima dell’inizio della stagione, dopo aver vinto anche sul difficile campo dell’Everton può festeggiare l’incredibile primato solitario in classifica, davanti a squadroni del calibro di Manchester City, United e Arsenal. Ranieri è ormai ufficialmente riconosciuto come miglior manager del momento, e il suo tradizionale nemico Mourinho, dopo averlo pubblicamente elogiato in conferenza stampa, ha pagato con l’esonero l’ennesima sconfitta stagionale del Chelsea, ironia della sorte proprio sul campo del Leicester. Jamie Vardy è il capocannoniere della Premier League con 15 reti all’attivo, dopo aver stabilito il nuovo record di partite consecutive con gol (ben 11).

Questa favola calcistica che ridà inevitabilmente lustro alla scuola calcistica italiana sta entusiasmando tutta l’Inghilterra, e da più parti ci si inizia seriamente a chiedere se Ranieri riuscirà ad andare fino in fondo, conquistando il primo titolo della storia del club. La sua squadra è stata costruita con sapienza e raziocinio: la coppia gol attualmente più prolifica del calcio inglese, quella formata da Vardy e dall’estroso algerino Riyad Mahrez, è costata in tutto circa due milioni di euro. Se si pensa che solo per Martial, per fare un esempio, il Manchester United ha speso 80 milioni si può percepire la reale dimensione del capolavoro che stanno realizzando nella piccola città (circa 285 mila abitanti) delle Midlands.

La concretezza di mister Ranieri, che quando allenava il Chelsea Oltremanica chiamavano ‘Tinkerman’ (traducibile con ‘pasticcione’, ma anche ‘aggiustatore’ o ‘indeciso’) è evidenziata da una statistica dai connotati clamorosi: il Leicester capolista, per possesso palla, è al 18esimo (su 20) posto in Premier League. In pratica è la pura esaltazione dell’italianissimo contropiede, grazie al quale l’ex tecnico di Fiorentina, Napoli, Valencia, Juventus, Roma e Inter sta valorizzando al massimo le caratteristiche dei suoi giocatori.

Manca ancora tanto al termine del campionato, e anche se Ranieri fino a pochi giorni fa parlava ancora dei punti mancanti alla certezza della salvezza, che ad inizio stagione era l’unico obiettivo, inizia a farsi strada tra tutti la convinzione che il volo del Leicester possa continuare. Nella sua carriera il manager italiano non è mai riuscito ad aggiudicarsi un campionato, pur essendoci andato vicinissimo con la ‘sua’ Roma nel 2010: con Vardy e Marhez in attacco e il figlio di Schmeichel in porta, l’impossibile potrebbe diventare realtà. Alla faccia del calcio business e di chi non apprezza le favole. Calcistiche o natalizie che siano.

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