Occhio a queste date: 20 febbraio e 6 marzo. Fra meno di una settimana, Assemblea Elettiva per la nomina del nuovo Presidente della Lega Calcio. Il 6 marzo elezioni in FIGC. Tre settimane che potrebbero cambiare volti e destini del calcio italiano.

Capitolo Federcalcio: Carlo Tavecchio si gioca la conferma con Andrea Abodi. L’ex presidente della Lega Serie B, apprezzato anche dal Presidente CONI Giovanni Malagò, ha ufficializzato la propria candidatura in FIGC. Come l’ha presa Tavecchio? Mah. La sua posizione non è affatto solida, sebbene possa contare sullo zoccolo duro della LND del neo eletto Sibilia e sulla simpatia degli arbitri che contano un 2%. Ad oggi Tavecchio ha in mano il 42-44% proveniente da LND (37%), parte della Serie A (3-5%).

Abodi è lì: conta un 40-43%. In serie A, ha la simpatia di Andrea Agnelli che già nel 2014 aveva definito Tavecchio “impresentabile”. L’Associazione Calciatori ha eletto Tommasi che mette a disposizione un bacino assestabile sul 20%. La B, che vale fra il 5-6% ha votato Abodi come presidente di Lega e non cambia idea per la FIGC. La Lega Pro (17%) sosterrà le scelte di Gravina che sostiene Abodi.

Si vince con il 50% +1. E allora? Contano, eccome, gli “spiccioli”. In questa ottica, l’Assoallenatori è il vero ago della bilancia: ha a disposizione un 10% decisivo. Renzo Ulivieri sostiene, anzi sosterrebbe Tavecchio. Purchè la scelta sia avallata dai suoi alleati: il toscano potrebbe perdersi per strada Roma, Fiorentina, Bologna, Cagliari e Sassuolo. Quanto basta per fargli cambiare idea…

Dunque? Ad oggi, l’attuale presidente  FIGC resta il favorito, ma non avrà vita facile. L’alternativa è piegarsi alle richieste dell’opposizione o modificare le proprie alleanze. In primis, quella con Claudio Lotito. Negli ultimi mesi la “triade” Tavecchio-Macalli-Lotito, trionfatrice nel 2014, ha perso tutte le battaglie che ha combattuto: Macalli è uscito a pezzi dalle elezioni in Lega Pro che hanno premiato Gabriele Gravina, in asse Abodi. A sua volta Abodi è rimasto al vertice della Lega di B nonostante l’opposizione del presidente della Salernitana. Lotito ha incassato con un sorriso il  “no” di Veltroni in Lega Calcio (le ruggini fra i due risalgono al “no” allo stadio della Lazio sulla Tiberina, quando l’ex leader del PD era Sindaco di Roma) ma non avrà, con ogni probabilità, il peso specifico del 2014 in Lega Calcio.

Già. La Lega Calcio. Dove regna il Caos. Maurizio Beretta lascerà. Il successore? Si è dibattuto a lungo su Adriano Galliani, rimasto incastrato dal closing cinese e sorpassato da Walter Veltroni che poi ha rinunciato. Eppure tredici società medio-piccole, avevano già espresso il loro “sì”. Nello specifico: Atalanta, Bologna, Cagliari, Chievo, Crotone, Empoli, Genoa, Palermo, Pescara, Sampdoria, Sassuolo, Torino, Udinese. La Lazio, da sola all’opposizione, è riuscita nella piccola impresa di impedire che una sola delle “big” votasse Veltroni. Risultato: lo spettro del commissariamento è dietro l’angolo ma attenzione a Juventus, Roma e Napoli. A dispetto delle battaglie sul campo, potrebbero unirsi in salotto e sostenere gli avversari di Tavecchio e Beretta in Lega e FIGC.

In sintesi: Abodi insidia Tavecchio, Veltroni favoritissimo in Lega, è tramontato. Il commisariamento in Serie A favovirebbe l’ex Presidente FIGC che, non a caso, si è affrettato a chiedere l’elezione entro febbraio. Le conseguenze immediate? Un continuum del passato o una nuova alba con un rimpasto dei poteri. In un panorama senza Tavecchio e Beretta, tramonterebbe anche il sole di Claudio Lotito. Nel 2014 aveva il calcio nelle sue mani. Fra poche settimane, con Abodi in FIGC  e un nuovo Presidente di Lega ne uscirebbe senza la poltrona di consigliere e fortemente ridimensionato.

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