Sono giorni, questi, in cui il mondo dello sport, il calcio in particolare, è attraversato da emozioni che prima non sembravano poter esistere o sussistere. D’un tratto, forse grazie ad un’informazione sempre più addentro agli accadimenti e vicina ai personaggi, nonché ad una comunicazione sempre più fagocitante ogni possibile tremolio di notizia o presunta tale, abbiamo scoperto il lato umano, emotivo, forse più vero perché percepito come più vicino alle nostre tensioni quotidiane, al nostro vissuto, o potenziale tale, di colori i quali hanno compiuto gesta quasi eroiche o passi decisivi.
E ci è piaciuto. Perché in fin dei conti è bello scoprire che dietro a quella patina di copertina plastificata, esiste anche qualcosa che sembra quasi di poter toccare perché si denso e intriso di emozioni. Totti da Re di Roma si è mostrato come uno di noi, anche se i più maliziosi e maligni potranno continuare ad affermare che è facile farlo quando, in vero, forse non lo sei.
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Ma questo nostro articolo, queste nostre riflessioni vogliono ora tributare omaggio ad un altro. Un altro uomo che ha trasformato una flebile speranza in una favola divenuta realtà, come nel più perfetto dei “e vissero tutti felici e contenti”. L’allenatore del Crotone, Davide Nicola: un uomo, sotto ai riflettori, costretto sempre e comunque a misurarsi con la dimensione pubblica del suo ruolo, che con le sue struggenti parole, rivolte ad un figlio che purtroppo non c’è più, non solo è riuscito a commuoverci come, se non di più, del “più famoso addio al calcio” – magari più silenziosamente anche – ma ci ha offerto un’altra grande lezione di vita.
La forza per credere di poter raggiungere risultati lontani o apparentemente più grandi noi, deve sì provenire dalla capacità di guardare avanti, ma può inaspettatamente nascere, crescere ed esplodere grazie al vissuto che ci portiamo dentro.
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“Ciao amore mio. Non so dove sei. No so cosa stai facendo. 
Forse sei su quella nuvola che era su di me quella sera quando correvo per far volare la tua lanterna. 
O forse sei qui accanto a me. Sì sono sicuro che sei accanto a me. 
Abbiamo lottato insieme in questo anno complicatissimo. 

Sei riuscito con la tua energia a darmi la forza di lottare e di continuare a inseguire l’impossibile.

Ale questa non è la mia vittoria, ma la nostra, proprio come quella della promozione in Serie A del Livorno.

Avrei voluto gioire con te, guardare i tuoi occhi e il tuo sorriso, prenderti per mano e insieme correre a festeggiare. Tutto questo è solo per te, ogni mia conquista è solo per te, ogni mia vittoria sarà la tua, ogni mio sogno sarà anche il tuo. 

Voglio che il mio cuore continui a battere per te e tu possa vivere ancora attraverso me”
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Davide Nicola al figlio Alessandro.
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Magari non è giusto ringraziare solo questo fantastico Mr. Nicola, perché di storie simili potrebbero essercene molte, anche nello stesso mondo del calcio, oltre che nella vita al di fuori. Ma ogni volta che la verità, soggettiva pure, viene fuori, tutti quanti noi, appassionati e non, ne guadagniamo oggettivamente.
Per questo. Grazie.
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Giorgio Mottironi
Responsabile Marketing Io Gioco Pulito
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