Il prossimo martedì, davanti al Tribunale dei Minori di Venezia si celebrerà un processo contro quattro giovani rugbysti, studenti dell’Accademia del Rugby di Mogliano Veneto accusati di reati odiosi: violenza sessuale, violenza privata, stalking, estorsione e rapina ai danni di una matricola della scuola, un ragazzo di sedici anni. Gli episodi contestati ai quattro sarebbero avvenuti nel 2015, quando anche gli imputati erano minorenni.

Si tratta del primo processo per bullismo che si tiene nel mondo del rugby, ambiente che di solito è una scuola di vita e rispetto reciproco. Secondo i PM incaricati delle indagini il sedicenne sarebbe stato più volte picchiato e insultato, gli sarebbe anche stato sottratto credito telefonico, da qui l’accusa di rapina, per visionare sul suo cellulare film pornografici a pagamento, si sarebbe andati quindi ben oltre i limiti del semplice nonnismo dei più anziani verso i nuovi arrivati. Anche altri ragazzi sarebbero stati vessati dai quattro e sarebbero stati sottoposti a pesanti riti iniziatori.

Ha destato polemiche poi il fatto che non risulta alcun provvedimento in merito da parte dei tribunali sportivi della FIR visto che i quattro hanno proseguito regolarmente la loro strada nel mondo del rugby, mentre la vittima ha dovuto rinunciare, lasciare l’accademia e rivolgersi a uno psicologo per superare i traumi.

Certo soprattutto trattandosi di minori occorre essere garantisti e non lasciarsi andare a sentenze di condanna anticipate senza conoscere esattamente i fatti, è ugualmente però necessario che nell’ambiente si colgano questi segnali per correre ai ripari con campagne di sensibilizzazione ad hoc, visto che sempre in questi mesi, e sempre a Venezia, stavolta davanti al Tribunale ordinario tre allenatori e una accompagnatrice di una società romana sono stati chiamati a rispondere di violenze fisiche e morali contro due ragazzi di 14 anni che sarebbero stati colpiti in un albergo di Jesolo durante il Trofeo Topolino. Anche su questa vicenda pare esserci stato del lassismo da parte della FIR, visto che gli organi giudicanti del CONI pochi giorni fa hanno deciso di occuparsi direttamente del caso vista l’inazione dei competenti organi delle federazione di riferimento.

maria_beatrice_benvenuti

A far da contraltare questi casi, estremamente delicati, che potrebbero nuocere all’immagine del nostro rugby già nell’occhio del ciclone per le vicende del buco di bilancio di oltre due milioni di euro per cui la Procura del CONI ha messo sotto accusa pochi giorni fa il Presidente Gavazzi e dieci componenti del vecchio consiglio federale, arriva invece una bellissima notizia dal Rugby Seven, disciplina olimpica a partire dai recenti Giochi di Rio: Maria Beatrice Benvenuti, 23 anni, arbitro di rugby, dopo aver rappresentato l’Italia proprio alle Olimpiadi facendo parte del panel arbitrale, è entrata anche in quello delle World Series, la manifestazione itinerante che raggruppa il meglio del Rugby a sette mondiale. Maria Beatrice ha già debuttato in Serie A maschile, la seconda divisione del rugby maschile a quindici  italiano, nello scorso gennaio, vanta importanti direzioni a livello internazionale in gare femminili, e a Rio 2016 ha collezionato ben 14 presenze tra direzioni di gara e impegni come giudice di linea.

Le World Series, cinque tappe femminili e dieci maschili, scatteranno a dicembre a Dubai, e la presenza della giovane direttrice di gara italiana è sicuramente notizia positiva per aiutare a uscire da questo momento di tensioni nel rugby italiano, a Maria Beatrice un sincero in bocca al lupo da parte di tutti noi!

Close