Quante volte ci è capitato di dire, vedendo una partita di calcio, “ammazza che coincidenza”? Magari dopo che l’ex di turno ha fatto gol nella prima partita contro la sua ex squadra. Oppure di nuovo, quando due squadre si ritrovano a disputare due finali della stessa competizione a distanza di pochi anni. La domanda di partenza allora, non può che essere che una: ma nel calcio esistono le coincidenze? Con buona pace di coloro (e sono tanti) che sostengono a prescindere che le coincidenze non esistano, anche nella storia del calcio ci sono stati episodi che si sono ripetuti nel tempo. Come catalogarli? Casi di fortuna, segnali del destino oppure per dirla con Giulio Andreotti (che era un appassionato di calcio) soltanto la volontà di Dio? Josè Mourinho, probabilmente, direbbe che anche le coincidenze sono dettagli. Lui che ha sempre ripetuto che nel calcio, i dettagli, possono fare la differenza. E allora, sfogliando l’almanacco del calcio si possono andare a cercare quei fatti (o almeno alcuni) che sono accaduti in maniera accidentale o quanto meno inaspettata. E che inevitabilmente non possono che sollevare curiosità.

Trovandoli ci accorgiamo allora e per esempio che la nazionale di calcio italiana (che ha vinto 4 Mondiali) è andata in finale 6 volte le ultime delle 4 ogni 12 anni. Dalla rovinosa sconfitta (4-1) contro il Brasile a Messico 70 alla straordinaria vittoria contro la Germania Ovest nel 1982 (3-1), passando per l’altra sconfitta e sempre contro il Brasile ma questa volta ai rigori di Usa 94, e arrivando infine alla romantica conquista della quarta Coppa del Mondo nella finale di Berlino 2006. Ogni 12 anni l’Italia arriva in finale e il prossimo Mondiale (da disputarsi in Russia) arriva proprio a 12 anni dall’ultima finale. Fosse di nuovo la volta buona? Guardando questi numeri sognare si può.

Proprio nell’ultima finale disputata quella del mondiale tedesco vinto ai rigori contro la Francia, i due assoluti protagonisti della finale sono stati il francese Zinedine Zidane e il nostro Marco Materazzi. Autori delle uniche due reti segnate nel corso dei 90 minuti. E protagonisti dell’episodio che probabilmente ha deciso il destino di quella partita: l’espulsione di Zidane nei minuti del secondo tempo supplementare. Quando l’allora centrocampista del Real Madrid colpì con una testata nel petto il difensore dell’Inter che cadde a terra per qualche minuto. Il conseguente (e scontato) cartellino rosso rimediato da Zizou privò la Francia di uno dei suoi rigoristi più importante che tra l’altro e proprio in quella partita aveva realizzato, e su calcio di rigore, l’iniziale vantaggio dei transalpini. Zidane e Materazzi insomma, protagonisti nel bene e nel male. Sempre in quella finale, uno degli errori dal dischetto che sono costati alla Francia la vittoria del Mondiale, lo ha commesso David Trezeguet cioè la stessa persona che sei anni prima aveva regalato alla Francia la vittoria e sempre contro l’Italia dell’Europeo in Olanda.

Passando dalla Nazionale alle squadre di club, e guardando a quello che è accaduto per esempio alla Lazio, la prima interessante coincidenza è che abbia vinto il suo secondo scudetto proprio nell’anno del suo centenario. E che il suo presidente di allora, Sergio Cragnotti, sia nato lo stesso giorno in cui nata la Lazio: il 9 gennaio. Un’altra interessante curiosità arriva invece nell’anno del primo scudetto biancoceleste: il 1974. In quell’anno infatti, accadde che il campionato iniziò il 7 di ottobre, cioè il giorno del compleanno dell’allora allenatore laziale Tommaso Maestrelli; mentre si concluse il 19 maggio (il giorno in cui la Lazio si laureò campione d’Italia) e cioè il giorno in cui sono nati i figli di Maestrelli, Massimo e Maurizio. Padre e figli, dunque, nati nei giorni in cui iniziò e si concluse il campionato in cui la Lazio vinse il suo primo scudetto. L’anno in cui arrivò il secondo (il 2000) invece, coincise con l’anno del Giubileo indetto da Papa Giovanni Paolo II. E l’anno successivo (il 2001) toccò all’altra squadra della Capitale, la Roma, vincere il suo terzo scudetto. Le due romane insomma, che nella loro storia hanno vinto rispettivamente “solo” 2 e 3 scudetti, tornano a laurearsi campioni d’Italia l’una, a distanza di un anno, dall’altra. E’ questa, forse, la coincidenza più bella nella storia del calcio romano.

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