Quando una squadra italiana inizia a lanciare con continuità i prodotti del proprio vivaio è sempre una buona notizia per il calcio nostrano. Dopo tanti anni in cui sembravano scomparsi, finalmente stanno tornando alla ribalta prepotentemente i talenti made in Italy. Se l’Atalanta risulta tra le squadre più attive nel dare fiducia ai giovani ragazzi e anche una grande storica come il Milan è salita alla ribalta per l’esplosione del gioiellino Locatelli, un posto d’onore in questa speciale classifica lo merita anche la Lazio. Cataldi, Lombardi, Murgia e adesso anche Rossi, sono tutti prodotti del vivaio biancoceleste che poco a poco stanno ricevendo la fiducia da parte di mister Inzaghi. Proprio l’allenatore, che prima di sedere sulla scottante panchina laziale ne è stato per diversi anni il condottiero delle selezioni giovanili, è il primo sponsor di questi talenti cresciuti nella cantera biancoceleste. Mister Inzaghi è una persona intelligente, un allenatore giovane, moderno e, cosa fondamentale, conosce benissimo pregi e difetti di questi giovani rampanti, avendoli già allenati in Primavera e negli Allievi. Lanciare un giovane privo di esperienza in Serie A e in una città come Roma, piazza famosa per divorarsi calciatori ben più formati a colpi di sentenze affrettate, non è assolutamente semplice e richiede una buona dose di coraggio.

Il mercato estivo ha involontariamente aiutato questo ‘’lancio’’ dei giovani, dato che a Formello sono approdati giocatori che sinora non hanno colpito favorevolmente mister Inzaghi. E quando il coraggio incontra l’opportunità, ecco che il passo per trasformare  una soluzione da azzardata a logica è assai breve. Con Cataldi che già dallo scorso anno si è iniziato a ritagliare un suo importante spazio nello scacchiere biancoceleste (ora andato via per approdare al Genoa), il primo in ordine temporale in questa stagione a bruciare le tappe è stato Cristiano Lombardi. Titolare alla prima giornata, il ragazzo ex Trapani e Ancona si è fatto trovare subito pronto regalando e regalandosi una buona prestazione condita anche da una preziosa rete. Da quel momento in poi l’esterno che tanto bene aveva fatto in Primavera con lo stesso Inzaghi in panchina, non ha mai smesso di essere considerato la prima scelta in caso di assenza di uno dei due titolari, ovvero Keita e Felipe Anderson. Complici i problemi, sia fisici che tecnico tattici, sia di Luis Alberto che di Kishna, Cristiano Lombardi ha trovato minutaggio e spazio in diverse partite, con la punta dell’iceberg rappresentato dal match contro il Crotone in cui l’ex Primavera è partito titolare per la seconda volta in stagione.

Un altro prodotto del vivaio biancoceleste che ha compiuto il grande salto è Alessandro Murgia. Centrocampista dai piedi raffinati e dalla buona visione di gioco, grazie ad un ottimo ritiro estivo e all’impegno costante, l’ex faro della Primavera laziale è riuscito in poco tempo a scalzare il neo acquisto Leitner e a diventare una valida alternativa a partita in corso. Senza neanche un’esperienza nei campionati minori e nel professionismo in generale, il salto di Murgia è simile a quello dell’ultimo prodotto del vivaio biancoceleste che ha da poco esordito in prima squadra, ovvero Alessandro Rossi. Bomber delle selezioni giovanili, Rossi ha le qualità per essere considerato un predestinato e questo Inzaghi lo sa bene. Punta moderna dotata di tecnica e fiuto del gol, il mister biancoceleste se lo è coccolato prima in Primavera e poi in prima squadra, consentendogli già da tempo di aggregarsi ai ‘’grandi’’ durante la settimana. Complice l’assenza di Djordjevic, durante la sfida contro il Crotone l’ex attaccante di Brescello e Piacenza non ha esitato a gettare nella mischia anche Rossi, affidandosi senza remore ad un debuttante per vincere un match ancora in equilibrio. Se, come detto, da un lato il mercato ha sicuramente favorito queste scelte tecniche, bisogna comunque rendere il giusto merito a Simone Inzaghi per aver osato lanciare giovani talentuosi di scuola Lazio, incurante dei tanti rischi che una simile scelta può comportare in una piazza pazza e nevrotica come quella romana. Solo il tempo ci dirà se questi ragazzi sapranno mantenere le promesse e confermarsi, diventando punti cardine del proprio club e, perché no, anche della Nazionale.

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