Si dice spesso che “il pallone è rotondo” proprio per indicare che non si può sapere come possano andare le cose. O meglio qualcosa si può fare, ma non tutto. Per l’Atalanta di Gasperini sono settimane idilliache. Gli ultimi successi (su tutti quelli ottenuti con Inter e Napoli) hanno proiettato i neroazzurri al quarto posto, iniziando persino (siamo solamente alla dodicesima giornata) a parlare di Europa. Il detto “calma e gesso” va tenuto bene a mente, soprattutto se si torna a rivedere come la stessa Atalanta ha iniziato il campionato: 3 punti in 5 partite e le voci che davano il Gasp vicino all’esonero.

Insomma, dalle stalle alle stelle in un batter d’occhio per il gruppo del presidente Percassi. La svolta c’è senz’altro stata e ne va dato atto agli interpreti. La vittoria contro il Crotone ha dato la carica e ha aperto gli occhi al mister, facendogli capire su chi vale veramente la pena puntare. In una situazione delicata, le sue scelte sono cadute sui giovani. Qualcosa di stupefacente, se si pensa all’età media delle formazioni del campionato di serie A (Chievo e Juventus le più anziane), che i giovani vengono sempre relegati in panchina e palesando molte restrizioni nel dar loro responsabilità. Invece, il buon Gasp ha stupito tutti e ha iniziato a far brillare le giovani stelle che ha a disposizione: Andrea Conti, Mattia Caldara, Roberto Gagliardini tutti classe 1994, senza dimenticare i già rodati Andrea Petagna e Alberto Grassi, un anno più giovani dei precedenti.

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Quanto durerà questo momento? Rimarranno in pianta stabile negli schemi del mister? Difficile dirlo e fare previsioni. Sicuramente però la strada sembra tracciata e sapendo quanto la stessa società ci tenga a coltivare i propri giovani (il vivaio bergamasco è tra i più competitivi in assoluto in Italia e attualmente presenta tre formazioni in testa nei rispettivi campionati giovanili) non dovrebbe essere una semplice e breve parentesi, ma l’inizio di un cambio di rotta e mentalità.

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