In un mondo del calcio dove la BBC Sport, al termine di un sondaggio, accerta che l’8% dei tifosi non seguirebbe più la propria squadra se ci fossero dei calciatori gay (dichiarati) in rosa, una forte risposta giunge dalla stessa terra d’Albione e prende il nome di Gay Gooners.

Gooners è il nome inglese con cui vengono chiamati i supporter dell’Arsenal e deriva dal soprannome dello storico club biancorosso di Londra: Gunners.

Ma chi sono questi Gay Gooners?

Gay Gooners è il nome dato all’associazione di tifosi LGBT (lesbian, gay, bisexual e trans) dell’Arsenal.

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Fondato nel Febbraio del 2013, si tratta del primo e più grande gruppo per tifosi di una squadra inglese rientranti nelle categorie LGBT; centinaia sono i fan che hanno aderito a tale iniziativa in Inghilterra e non pochi hanno seguito il loro esempio anche al di fuori del territorio del Regno Unito.

I Gay Gooners sono stati creati per offrire ai sostenitori LGBT dell’Arsenal e ai loro amici, parenti, conoscenti o partner spazi sicuri e accoglienti dove poter assistere alle partite della propria squadra del cuore, oltre che per ideare campagne contro l’omofobia nel calcio.

Prima di ogni partita casalinga all’Emirates Stadium dei ragazzi agli ordini di Wenger, i membri appartenenti ai Gay Gooners si incontrano nei pressi dello stadio e pianificano anche le trasferte successive. Essi, inoltre, rappresentano il club all’interno del London Pride, evento che si tiene ogni estate nella capitale inglese.

Lo striscione del gruppo viene esposto ad ogni match presso l’Emirates Stadium, dopo essere stato presentato e svelato al pubblico addirittura dalla leggenda dei Gunners Pat Rice proprio sul terreno di gioco.

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Il numero uno dei Gay Gooners, il comico e super tifoso Matt Lucas, ha sostenuto di essere “immensamente grato al suo club ed orgoglioso per l’interesse dimostrato in material dai vertici della società. Mi auguro che ora i tifosi LGBT, specialmente i giovani, si sentano davvero parte integrante di questa cosa meravigliosa che è l’Arsenal. Ai tempi in cui ero ragazzo io, purtroppo, tutto ciò non sarebbe stato possibile. Abbiamo ottenuto un risultato pazzesco”.

Un’iniziativa davvero bella. Chissà che non possa essere seguita a breve anche da queste parti.

Auguriamocelo. Sarebbe di certo un grande segnale di apertura.

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