Molti di noi, durante il periodo infantile o adolescenziale, hanno iniziato a collezionare qualcosa: francobolli, cartoline, schede telefoniche, figurine, lattine, bottiglie etc. Spesso il “triplice fischio finale” è arrivato poco dopo. Altri invece hanno continuato a immergersi nell’arte di raccogliere e catalogare seppur impegnati a correre dietro alla vita. Hanno sacrificato risorse economiche e tempo libero per arrivare al pezzo mancante o desiderato. Una volta ottenuto si sono dedicati alla contemplazione dello stesso…ma qualche istante dopo il nuovo obiettivo era già nel mirino.

Cercare, catalogare, possedere…è tutto razionale o c’è un pizzico d’irrazionalità? Piacere o ossessione? Che cosa spinge quindi l’uomo verso il collezionismo? C’è qualcosa in più se l’oggetto del desiderio riguarda il mondo del calcio? Inizia oggi un viaggio nella mente e nell’inconscio del collezionista. Inizia un viaggio che ci porterà nelle “raccolte” dell’Italia calciofila. Entreremo nelle storie di uomini innamorati di un gioco e cercheremo di trovare una breccia nella loro passione. Uomini forse nostalgici di un calcio che non c’è più, dove ciascuno ha trovato, e continua a trovare, il suo modo di fermare il tempo per proseguire a viverlo e assaporarlo. Vedremo come queste raccolte private diventano patrimonio della collettività durante le esposizioni o addirittura in veri e propri musei, anche quelli virtuali. I collezionisti hanno quindi il merito di conservare, a proprie spese e con grande sacrificio, materiale che neanche le società interessate possiedono. Anzi, spesso, quest’ultime proprio ai collezionisti privati devono rivolgersi per avere qualche “pezzo storico” da esporre. Infine avremo la grandissima opportunità di poter ammirare parte delle collezioni dei più importanti e blasonati collezionisti. E lo faremo insieme sfruttando una grande, grandissima dote del collezionismo: la sua forte capacità aggregativa, tra passione e cultura.

La prima tappa del nostro viaggio non può non partire dalla “Centesima Riunione Nazionale dell’Unioncollezionisti Calcio 1979”, avvenuta sabato 8 aprile u.s. a Genova, l’associazione che da trentotto anni riunisce i collezionisti di materiale inerente al mondo del calcio. L’associazione, di cui fanno parte a oggi circa una novantina di collezionisti, è presieduta dal genovese Gianni Lavarello, Presidente dal 1983. Il sodalizio si prefigge fondamentalmente di pubblicizzare e diffondere il collezionismo di materiale calcistico favorendone gli scambi, combattendo la diffusione di materiale falso, dando la possibilità ai soci di incrementare le proprie collezioni. Inoltre si pone l’obiettivo di allacciare rapporti con Club e Associazioni similari all’estero con le quali instaurare altresì rapporti d’interscambio di materiale.

Raggiungiamo il Presidente Lavarello: “Trentotto anni fa nasceva la nostra Associazione” ci racconta “Ero un ragazzo. Quanti ricordi. Ho conosciuto tantissimi collezionisti appassionati nel corso degli anni. Con qualcuno siamo diventati veri e propri amici”, poi con tono sconsolato e voce bassa … “Qualcuno ci ha anche lasciato prematuramente”. “Siamo alla Centesima Riunione Nazionale”, continua Lavarello, “Un grandissimo traguardo. Era il 10 marzo 1979 quando a Milano si costituì la Federazione Italiana Collezionisti Materiale Calcio (F.I.C.M.C.). Da allora tantissimi incontri: a Lugano, a Milano presso il Castello Sforzesco nel 1980, dove vennero collezionisti da Belgio, Francia, Germania, Spagna e Svizzera. Nell’82, l’anno dei Mondiali di Spagna, per la prima volta, grazie ai dirigenti del Little Club Genoa, riuscimmo a organizzare in uno stadio, il vecchio “Luigi Ferraris” di Genova il cui terreno di gioco venne letteralmente preso d’assalto dai molti collezionisti e curiosi presenti”.

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“Ulteriore lustro alla manifestazione lo diede poi la visita di Daniele Moruzzi. All’epoca era l’ultimo genoano in vita che vinse gli scudetti del 1923 e del 1924″.

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“Nel marzo 1984, in occasione della Riunione Nazionale che si tenne presso i locali di Villa Piantelli, lato distinti dello stadio “Luigi Ferraris”, fummo onorati della presenza di un “mostro sacro” del calcio: Bobby Charlton”. Una storia leggendaria quella del campione inglese: tra i pochi superstiti del disastro aereo di Monaco di Baviera, che nel 1958 decimò il Manchester United, sino al gradino più alto con la conquista della Coppa del Mondo con l’Inghilterra del 1966 e relativo Pallone d’Oro. Ma anche una Coppa d’Inghilterra, quattro Charity Shield, tre campionati inglesi e una Coppa dei Campioni. Vera bandiera dei Red Devils. “Un’emozione unica averlo alla nostra Riunione e un grande, grandissimo onore poter consegnare al fuoriclasse inglese una nostra targa ricordo”.

“Nel corso degli anni abbiamo avuto il piacere di annoverare tra gli iscritti anche Walter Zenga e Maurizio Iorio. Poi ci sono venuti a trovare o comunque sono stati coinvolti in varie iniziative Giampiero Scaglia, Ivano Bordon e Dino Maggi lo storico massaggiatore del Brescia scomparso lo scorso anno: grande uomo, grande professionista e grande collezionista. Anche Aldo Serena nell’Ottobre 1986 fu ospite di una nostra riunione di scambi organizzata a Torino”.

 “Abbiamo avuto anche una presenza femminile come collezionista”, ci dice il Presidente Lavarello. Una donna che segue il calcio e se ne innamora al punto da diventarne collezionista… nasce in noi il desiderio di contattarla. “Sono sempre stata appassionata di calcio”, ci racconta Patrizia Giuffrè, “E collezionavo cartoline raffiguranti gli stadi. Un giorno, tra gli annunci presenti sul Guerin Sportivo relativi agli scambi tra collezionisti, si diceva appunto che a Genova ci sarebbe stato un incontro. Non ci pensai molto, presi il treno e mi recai verso il capoluogo ligure. Fu una bellissima esperienza e decisi di ritagliarmi un ruolo attivo nell’Associazione e diventai Segretario Regionale per il Lazio. Scrivevo a macchina il Bollettino con le notizie dell’associazione, poi andavo in copisteria a fare le fotocopie. Il giorno dopo in posta per spedirlo agli associati. Che “lavorone”, ma che divertimento e che grande soddisfazione. Organizzai anche la riunione a Roma del Marzo dell’83. La locandina è ancora appesa in casa mia. Sono ancora tanto appassionata degli stadi e ancora oggi in qualsiasi città mi reco lo stadio è per me un’attrattiva imprescindibile”.

La voce narrante, quella di Lavarello, ritorna protagonista tra ricordi ed emozioni: “Siamo passati anche attraverso una scissione dalla quale, nel 1990, viene costituito il Club Collezionisti Calcio ’90 (C.C.C.’90). Poi nel novembre 2001 si è sottoscritto un accordo che riunisce di nuovo le due Associazioni facendo confluire la F.I.C.M.C. nel C.C.C.’90 dando così vita all’attuale Unioncollezionisti Calcio. Devo dire, in maniera molto onesta, che prima c’era più partecipazione e il numero degli iscritti era superiore alle duecento unità. Tra la seconda metà degli anni 80 sino ai primi anni 90 il nostro movimento raggiunse l’apice. Oggi non c’è la stessa partecipazione pur essendo comunque una passione molto diffusa. Le piattaforme di scambio e vendita con l’avvento di Internet si sono moltiplicate. Inoltre i giovani hanno oggi anche tanti interessi diversi rispetto alla nostra generazione. Manca un certo ricambio generazionale dal punto di vista della passione per il collezionismo. Mi auguro ci possa essere una ripresa. Per raggiungere quest’obiettivo andrebbero coinvolti i giovani probabilmente anche a livello scolastico. Insomma una cultura del collezionismo a salvaguardia della memoria storica. Anche in Europa la situazione non è molto diversa”.

Un grande plauso quindi a chi possiede il merito di conservare questa memoria storica altrimenti perduta. Come i tanti appassionati di sabato scorso a Genova, presso i locali della A.G.O.M.S., a conferma di come il movimento degli italici collezionisti sia ancora vivo, in attesa di un ricambio generazionale.