Che stagione strana quella dell’Inter, la si può riassumere in quella che a posteriori verrà ricordata come una delle più clamorose gaffe del decennio, ovvero Eder che dice di aver scelto i colori neroazzurri e non il contratto del Leicester per vincere lo scudetto.

Ammettiamolo, oggi fa un po’ ridere questa dichiarazione, ma a Gennaio il Leicester era una favola che rischiava di sciuparsi come tante favole prima di lei (come dimenticare il Palermo di Guidolin o il Chievo di Delneri), invece l’Inter solo all’ultima giornata del girone perde il titolo morale di Campione d’Inverno a vantaggio del Napoli. La squadra neroazzurra fornisce un gioco essenziale, cattivo, ed è salvata spesso da un Handanovic che è stato per larga parte della stagione uno dei migliori portieri del mondo. Se l’Inter chiude il campionato al quarto posto salvando parzialmente la stagione, o almeno rendendola sufficiente, probabilmente lo deve al suo immenso numero uno.

Ad un certo punto della stagione però qualcosa si incrina. La fortuna abbandona la squadra di Mancini, il tridente tutto muscoli del centrocampo non riesce proprio a girare, i talenti offensivi non rendono. Questo fa sì che l’atroce gioco interista, che nella prima parte di stagione era accettato volentieri dai tifosi perché era accompagnato dai risultati, diventa solo una terribile sagra della difesa.

Per i soldi spesi da Thohir, e la fama del tecnico, tutti gli addetti ai lavori ed i tifosi si aspettavano qualcosa di più ma così non è stato e l’Inter dovrà accontentarsi dell’Europa League il prossimo anno, con l’obbligo di riscattare le opache annate di alcuni dei suoi, su tutti Mister 40 milioni Geoffrey Kondogbia, e di operare oculatamente sul mercato, cosa fatta davvero poco bene in estate.

Per Io Gioco Pulito abbiamo sentito alcuni grandi interisti del passato a riguardo.

In ordine alfabetico, cominciamo da Roberto Boninsegna, vice Campione del Mondo con l’Italia, un attaccante formidabile che, in 281 presenze con la maglia dell’Inter, ha segnato 171 gol vincendo Scudetto e titolo di Capocannoniere nel 1971. “Stagione molto altalenante-dice Bonimbapartita bene e finita male. La squadra è stata rinnovata tanto e questo incide, come la fortuna che incide sempre, prima dona e poi prende e la fortuna, o la mancanza di essa, è stata parte integrante della stagione dell’Inter. Per me le responsabilità maggiori sono dell’area tecnica e di Roberto Mancini. E’ stato un grosso errore non avere una formazione base che ha disorientato un po’ tutti perché era alla continua ricerca della quadratura. Inoltre Thohir ha speso tantissimo in estate, ma Mancini ha fatto meno punti di Mazzarri che non è certo ricordato in maniera positiva dai tifosi, quindi per me Mancini ha parecchio da rivedere“.

Anche Tarcisio Burgnich non è clemente con l’area tecnica. Dall’alto delle sue 467 presenze in neroazzurro, ottavo di ogni epoca, ha forgiato tutta la sua carriera sulla durezza e sulla lealtà e alla Roccia non va giù il comportamento di Thohir, troppo distante dalle faccende in casa Inter: “Il presidente non c’è mai ma per una squadra vincente la società deve essere presente. Ai miei tempi Italo Allodi, allora presidente, risolveva tantissimi problemi di spogliatoio e se abbiamo vinto tutto con Herrera è anche grazie ad Allodi, nonostante il rapporto difficile tra i due. Oggi invece Mancini è un uomo solo. Lo stesso problema ce l’ha il Milan per esempio. Ma non è solo questo. La stagione dell’Inter non ha mai ingranato, si vinceva con la prima con una grande prestazione, ricordo quella col Napoli, ma poi si perdeva con l’ultima. Questo problema deriva da uno spogliatoio non coeso, fatto di troppe prime donne che pensano più al loro bene che a quello dell’Inter e questo è dannoso alla lunga“.

Per Francesco Colonnese, detto Ciccio, tre anni in neroazzurro ed una Coppa Uefa vinta da protagonista, la stagione dell’Inter “è stata insufficiente. Stagione andata male e quindi non me la sento di trovare un colpevole ma quello che è sicuro è che le aspettative sulla squadra erano maggiori, l’Inter doveva fare molto di più. E’ vero che il quarto posto finale si prefigge come una delle migliori stagioni degli ultimi anni, ma per la storia neroazzurra e per la piazza interista, è poco, l’Inter merita di più. Ora bisogna ricominciare, dalla rosa e dalla consapevolezza che servono gli uomini prima che i calciatori. L’Inter non può più permettersi stagioni così“.

La leggenda Sandro Mazzola, che con l’Inter ha giocato per 17 anni, di cui 7 da capitano e con la quale ha vinto ogni cosa nelle sue 565 partite, è invece amareggiato e dice che “Se sto guardando la partita ormai dopo mezz’ora stacco. Non capisco come, con questi giocatori, non si riesca a dare un gioco diverso alla squadra. Mancini secondo me è bravo, d’altronde i risultati ottenuti nella sua carriera sono importanti, ma quest’anno non è riuscito ad imprimere la sua mano sulla squadra. Non so di chi siano le maggiori responsabilità perché bisognerebbe stare dentro la squadra. Da fuori non riesco a decidere se la colpa è di chi ha acquistato giocatori che sembravano all’altezza ma non lo sono, o dei calciatori che sono svogliati e poco uniti o ancora dello stesso Mancini, che non è riuscito a gestire la rosa che ha a disposizione“.

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