Sfiorata di un soffio la squalifica dalla Champions League 2016/2017 per il Celtic a causa del reiterato comportamento che la Uefa ritiene scorretto da parte dei supporter scozzesi, l’organizzazione si è limitata ad una multa nei confronti dei biancoverdi che per i tifosi non è altro che una provocazione, infatti è partita una campagna di raccolta fondi che ha avuto grande risalto anche su Twitter, sotto l’hashtag #matchthefineforpalestine che ha permesso ai fan del Celtic di recuperare quasi l’intera somma che la Uefa aveva imposto al club di Glasgow che poi sarà data alla Medical Aid For Palestine, organizzazione benefica inglese che garantisce assistenza medica nei territori lacerati dal conflitto tra palestinesi e israeliani. Denaro che arriverà anche al Lajee Centre, un progetto che ha come obiettivo quello di aiutare tramite lo sport e la cultura i bambini del campo profughi di Aida, vicino Betlemme.

Il progetto per il campo profughi è ancora più grande perché i tifosi vogliono usare questi soldi per permettere ai bambini di fondare un vero e proprio club, l’Aida Celtic e per questo motivo la raccolta fondi continua.

Il Celtic è stato punito perché nel Playoff di Champions League contro l’Hapoel Be’er Sheva, una squadra israeliana, i tifosi scozzesi hanno inscenato una protesta pacifica al Celtic Park, ovvero sventolare le bandiere della Palestina, che la Uefa ha ritenuto essere offensiva secondo un comma del regolamento, ovvero “azioni, parole, oggetti o qualsiasi altra cosa possa trasmettere un messaggio inadatto a un evento sportivo, in particolare se legato a questioni politiche, ideologiche e religiose“.

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