Per raccontare la storia della nostra protagonista di oggi, Signorinetta, dobbiamo trasferirci nella Newmarket di inizio ‘900, in una nebbiosa mattina di febbraio. Anzi volendo proprio cominciare dall’inizio occorre arrivare fino in Italia, nell’anno 1887, a Firenze, ippodromo delle Cascine. E’ qui che un ricco signore napoletano, il Cavalier Odoardo Ginistrelli, al termine di una corsa litiga furiosamente con un commissario di gara, reo di aver distanziato un suo cavallo per una presunta irregolarità commessa in corsa, ed esasperato per le continue ingiustizie che a suo dire subisce sulle piste italiane, decide di vendere i suoi terreni vicini a Portici, liquidare i lavoranti e, caricati su una nave i suoi otto cavalli da corsa trasferirsi nel Suffolk a Newmarket appunto.

Quando vi arriva ha molte disponibilità finanziarie, acquista una scuderia in Fordham Road e si da all’attività ippica in Inghilterra. Passano 17 anni e nella famosa mattina di febbraio del 1904 il Cavalier Ginistrelli porta una sua fattrice, Signorina, alle scuderie di Lord Cunningham per farla coprire dal famoso stallone di quest’ultimo, il quotatissimo Cyllene, vincitore in carriera di ben nove delle più importanti corse britanniche e padre di quattro vincitori del Derby. Mentre la cavalla e il suo artiere si avvicinano al box di Cyllene, accade l’imponderabile, uno stallone baio che portava il nome di Chalereux iniziò a nitrire in direzione di Signorina, che si impuntò e non volle proseguire la strada. A questo punto le versioni tramandate dalla storia divergono, secondo la più romantica Signorina si sarebbe liberata della lunghina con cui la tratteneva l’artiere e avrebbe seguito Chalereux in un bosco vicino dove furono ritrovati dopo ore. Secondo la più realistica, e probabile, fu lo stesso Ginistrelli a decidere di lasciar perdere l’accoppiamento col famoso stallone di Lord Cunningham e di dar retta all’istinto della sua giumenta facendola accoppiare con Chalereux seguendo una non meglio specificata “boundless laws of sympathy and love” con cui giustificò la scelta.

Nacque così, undici mesi dopo, Signorinetta, che si rivelò in corsa un buon soggetto, vinse già a due anni e si disimpegnò bene nelle prime prove a tre. Contro ogni logica il Cavaliere la iscrisse al Derby di Epsom, la più importante corsa inglese riservata ai cavalli di tre anni. Signorinetta non godeva della minima considerazione degli scommettitori, al punto che una sua vittoria era pagata cento volte la posta. Alla partenza Signorinetta si sistemò a centro gruppo, per poi avanzare da metà gara in poi, fino a prendere il comando a 400 metri dall’arrivo e concludere prima sul traguardo con due lunghezze di margine sul secondo. Fu la quarta femmina a vincere il Derby, che si correva dal 1780, dopo di lei solo altre due cavalle ci sono riuscite. Era il 3 giugno 1908.

Due giorni dopo Ginistrelli pensò bene di farle disputare anche le Oaks di Epsom, prova che si correva sulla stessa distanza del Derby riservata però alla sole femmine di tre anni. Doppio riuscito solo due volte fino ad allora. Signorinetta non deluse. Rimase in seconda posizione fino all’ingresso in dirittura poi passò in vantaggio per andare a vincere ancora, dopo di lei nessuna femmina ha mai più realizzato l’impresa di vincere sia le Oaks che il Derby.

Signorinetta fu ripresentata in corsa ma non vinse mai più, anzi nemmeno fu in grado di piazzarsi, di entrare cioè nelle posizioni che davano diritto a un compenso per il proprietario, probabilmente si era stroncata per la fatica di realizzare la sua impresa, spesso capita ai cavalli generosi, e dopo il terzo tentativo fu ritirata e divenne fattrice.

Odoardo Ginistrelli passò dai fasti delle vittorie di Signorinetta alla povertà in poco tempo, nel 1911 vendette la cavalla a Lord Rosebery e usò il denaro per tornare in Italia, dove morì nel 1913.

Signorinetta produsse numerosi buoni cavalli, anche se nessuno di loro divenne forte quanto la madre, e morì nel 1928 all’età di 23 anni.

Cyllene, il grande stallone, venne esportato in Argentina, dove morì a ben 30 anni. Prima di emigrare ebbe numerosi figli in grado di diventare campioni. Un suo discendente, di quinta generazione è quel Nearco, allevato in Italia da Federico Tesio, che fu il nonno del grande Ribot. ( qui la sua storia)

 Del padre di Signorinetta, Chalereux si son perse le tracce nelle nebbie del tempo.

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