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La scommessa di Parma: in Serie A in tre anni. Chiudendo un occhio sul professionismo

Daniele Poto

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C’è una squadra che stabilirà un nuovo record in Italia. In tre anni dalla serie D alla serie A. Una previsione, una scommessa e insieme una certezza. Un inno al gioco pulito, allo sport “come si deve”? Fino a un certo punto vedremo.

Il Parma viaggia su una corsia preferenziale in serie D. Ha sette punti di vantaggio sulla seconda classificata, ipoteca di promozione. Una corazzata che, spinta da un sistema imprenditoriale e da solide protezioni istituzionali, volerà in serie A nel breve ciclo del triennio. E’ un Parma che si permette di avere ancora in squadra  Alessandro Lucarelli, veterano della difesa, e che, per rianimare la municipalità e le principali icone del tifo, ha collocato in organigramma e rilanciato il core business di anni migliori. Basti leggere che Nevio Scala, l’allenatore dei miracoli, è il presidente e che nell’area tecnica bazzicano e decidono Gigi Apolloni, Lorenzo Minotti e Fausto Pizzi, dirigenti quarantenni di futuro oltre che indimenticati calciatori del Parma che fu.

La rinascita nel nome del dio denaro, di un capitale iniziale di quasi due milioni di euro versati da una cordata di sette azionisti principali. Non è una cooperativa sul modello spagnolo né una polisportiva ma, nel nome del lancio delle azioni, sono stati reclutati 131 tifosi e 17 piccole imprese. E’ chiaro che per le altre squadre la partecipazione al campionato di D che annovera il Parma è solo virtuale. Il Parma ha i giocatori per imprese più importanti. Il Parma va su Sky come un’anomalia di sistema e si è meritato anche il collegamento su “Tutto il calcio minuto per minuto” dove forse la cornice più adatta sarebbe stata il “Quelli che il calcio..” di una volta. Il Parma si gestisce come una squadra e una società che si vuole riprendere il proprio posto in serie A, campionato dove ora militano le corregionali Carpi e Sassuolo, atipicamente.

Dilettanti i giocatori del Parma? Non proprio. Contraddicendo l’assunto istituzionale. Tavecchio chiuderà un occhio, se non due. Del resto non si è andati avanti per anni con l’ipocrisia del semiprofessionismo per la serie C, poi Lega Pro, spezzettata in Prima e Seconda Divisione, un brand che non ha avuto successo e che ora il neo-presidente Gravina vuole abrogare?  E’ notorio e palese che il monte stipendi del Parma ammonta a 900.000 euro con un tetto massimo fissato a 21.300 euro netti per tesserato. Cifre modeste ma non dilettantistiche, considerando che è logico immaginare che questi proventi siano cumulati a rimborsi spese.

A suo tempo Hubner fu squalificato per l’emersione di un contratto professionistico in serie D, regno dei teorici amateur. Al Parma non succederà nulla perché la società è sospesa come in un limbo in attesa di tornare ai livelli che le competono. Dunque la sua è un’anomalia fuori sistema che viene garantita e coadiuvata per un verdetto già scritto: promozione e rapida ascesa nel calcio che conta. Ma sarà un premio che per la sua gloriosa storia il Parma avrà certamente meritato.

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48 Commenti

48 Comments

  1. Zio Pino

    gennaio 8, 2016 at 11:27 am

    Ma certo! Ha ragione lei! Peccato che però è un ragionamento che andrebbe allargato alla Serie D intera, regno e patria del nero, che vede giocatori addirittura decidere di rimanerci, senza provare le avventure in Lega Pro. Quindi suvvia, non so cosa le abbia fatto Parma in concreto, ma se deve fare una denuncia la faccia generalizzata, gli esempi sono centinaia, perchè TUTTE, e sottolineo TUTTE le squadre di D pagano sotto forma di rimborsi spese. Senza contare che almeno due squadre, che però si trovano sotto in classifica nello stesso girone, spendono SICURAMENTE di più. La saluto e la lascio nella sua convinzione.

  2. Claudio

    gennaio 8, 2016 at 12:29 pm

    Questo articolo è da querela, che ne sa lei il Parma quanti soldi versa ai dipendenti? Ma ha visto contro quali paeselli giochiamo? Secondo lei è giusto che noi tifosi siamo all’inferno e Ghirardi e Leonardi sono tranquilli, anzi addirittura Leonardi quello che ci ha portato al fallimento lavora al Latina, in serie B! però perchè questo non lo scrive? – Giornalai + Giornalisti

  3. stefano

    gennaio 8, 2016 at 1:29 pm

    questo. giornalista qua è da querelare, dice tante falsità e accuse grauite a cominciare dal tetto salariale di 21 300 euro netti ma PER GIOCATORE non per tutto il club. Ma Il FAtto quotidiano non controlla quello che i giornalisti scrivono? se non siete informati lasciate perdere, fate dell’altro nella vita

  4. Fourth of may

    gennaio 8, 2016 at 3:15 pm

    Proprio un bel pistolotto. Complimenti . centrato e al passo coi tempi. dunque il calcio italiano è cosi marcio che più marcio non si può ( fresca ultima l indagine odierna per dirigenti del cesena per associazione a delinquere e quant’ altro) e lei trova da ridire sul nuovo corso a Parma?Visto che mi pare siano stati, almeno per ora , gli unici a pagare non mi pare abbiano ricevuto un occhio di riguardo dalle istituzioni o da tavecchio come sostiene lei. al contrario mi pare che le istituzioni e i vertici del calcio italiano siano stati a guardare , non so se conniventi, lo scempio che è stato fatto dalla proprietà e dalla dirigenza del vecchio Parma negli ultimi anni. se Sky, che non è notoriamente la Fatebenefratelli, ha deciso di seguire le partite del Parma in D evidentemente è perchè riteneva d’ appeal e di interesse la cosa.
    In serie D tra rimborsi spese e benefit ci sono giocatori altrove che guadagnano di sicuro più di quelli del Parma

  5. linx70

    gennaio 8, 2016 at 3:18 pm

    Ma che razza di articolo è ?? Invece di scrivere inesattezze, venite a Parma per vedere come stanno realmente le cose e toccare con mano il progetto reale. L’obiettivo è sicuramente quello di tornare nel calcio che conta, ma nessuno ha promesso di farlo in 3 anni. Il presidente Nevio Scala non percepisce un euro per la carica che ricopre. Quando il presidente chiama il tecnico delle giovanili Fausto Pizzi, la prima cosa che chiede non è il risultato, ma se i ragazzi si sono divertiti. Ci sono 10.000 abbonati e tantissime famiglie con bambini sono tornate allo stadio. E riguardo ai rimborsi spese, ci sono società che stanno investendo come e più del Parma e magari facendo anche un sacco di nero. Scrivere è bene, ma informarsi prima è meglio !!

  6. Pepito

    gennaio 8, 2016 at 3:50 pm

    Mi scusi sig. Poto ma lei di mestiere fa il giornalista o l’edicolante?
    Su che basi si fondano le sue pesanti insinuazioni sui favoritismi sportivi nei confronti della società Parma Calcio 1913? (spero che la società in questione prenda in considerazione di agire per vie legali)
    Come fa a pensare che una società appena rifondata, risorta dalle ceneri e ripartita dalla serie D senza ripescaggi ne altre facilitazioni (la società ha dovuto allestire la squadra in UN mese di tempo, una delle poche se non l’unica in Italia ad aver giustamente pagato per le sue colpe rappresenti il male supremo dal calcio e della società?
    Perché anziché starnazzare fandonie sul Parma Calcio non ha pensato di scrivere un articolo sui fatti avvenuti nel calcio femminile a Locri? Oppure sulle intercettazioni telefoniche di Lotito o sulle sue “multiproprietà”? Oppure sul presidente Preziosi, i suoi buchi di bilancio e le sue valigette?
    O il nuovo dirigente del Latica calcio Leonardi, nostra vecchia conoscenza, che ha permesso tutto ciò e se ne sta bellamente in serie B a fare il faccendiere?
    Forse perché è più facile attaccare una società nuova, pulita, e che cerca di dare un esempio che non pestare i piedi a soggetti e questioni più scomode?
    P.S. ma il Fatto Quotidiano non verifica gli articoli e giornalisti, pardon, giornalai, che pubblica?

  7. crociato milano

    gennaio 8, 2016 at 3:58 pm

    Scusa ma la matematica??
    “E’ notorio e palese che il monte stipendi del Parma ammonta a 900.000 euro con un tetto massimo fissato a 21.300 euro netti per tesserato”
    il Parma ha avuto circa 40 tesserati tra calciatori e allenatori vari, quindi + o meno ci siamo. Scala il presidente non percepisce niente, solo ingressi al teatro Regio. Il vice Presidente che caro Poto conoscerai immagino, è stato sin invitato a Trieste per spiegare il progetto innovati.
    Informarsi prima di scrivere??

  8. malatesta

    gennaio 8, 2016 at 4:03 pm

    E cosa vorrebbe dimostrare con questo articolo?
    vuole lasciare ad intendere che al Parma sia stata data la possibilità di “rifarsi la verginità” e che la strada sia già stata spianata? Che tutto sia un “gombloddo” per far arrivare la squadra in A? Cioè, mi spieghi, Tavechio ha chiuso cosi bene l’occhio che ha fatto partire il Parma dalla D? Il Parma è il male??? Con tutti le squadre di in rosso, con le scommesse e i vari scandali, Tavecchio chiude un occhio sul Parma?

  9. OVER 50

    gennaio 8, 2016 at 4:09 pm

    Finalmente un giornalista che ha le “palle”!
    Che racconta la realtà parmigiana.
    Complimenti Sig. Daniele Poto continui così.

    • Alessandropr78

      gennaio 8, 2016 at 4:23 pm

      Lei di dov’è? Se è così ben informato su Parma e sul Parma..

  10. crociato milano

    gennaio 8, 2016 at 4:34 pm

    Over 50 la realtà di storta, infatti hanno sin (con onestà) corretto l’errore del tetto salariale.
    Si informi anche lei .
    Tra l’altro se non ricordo male l’amministratore delegato di questo giornale, frequentava il Tardini. Quando viveva a Parma

  11. Alberto

    gennaio 8, 2016 at 4:57 pm

    Io spero che il Parma Calcio 1913, società nuova e PULITA (come NESSUN’ALTRA può dirsi in Serie A e in tutte le altre categorie del calcio italiano), consideri di citarla in giudizio, poiché ci sono tutti gli estremi.
    Così impara a fare il giornalista serio e NON il becero tifoso (lei per caso tifa Reggiana?). E così impara ad informarsi invece di fare qualunquismo e di lanciare accuse a caso.
    Le ricordo che il Parma è stata L’UNICA società italiana calcistica degli ultimi decenni A PAGARE per le sue colpe… e a pagare un prezzo SALATISSIMO (retrocessione dalla Serie A fino alla SERIE D senza salvacondotti a differenza di casi del recente passato come i vari Napoli, Fiorentina, Lazio, Torino e altre società loro sì “protette” con i vari Lodo Petrucci ecc.!!!).
    In realtà però in questo caso a pagare sono stati SOLO i tifosi del Parma, truffati due volte (sia dalla precedente proprietà facente capo a Ghirardi e sia dagli organi di controllo del calcio italiano che non hanno fatto nulla per prevenire questa assurda situazione pur avendone tutte le facoltà…).
    Io direi che quindi Parma, il Parma Calcio, la sua popolazione e i suoi tifosi sparsi in tutto il mondo hanno già PAGATO UN PREZZO ABBASTANZA CARO e non c’è bisogno di spargere altro fango a caso su questa tifoseria e su questa città, che stanno dimostrando con orgoglio, passione, competenza, amore e senza pietismi di sapersi rialzare dalle ceneri ancora una volta, contro tutto e tutti.
    La invito peraltro a guardare una partita dello splendido campionato di Serie D in cui il Parma è stato senza colpo ferire RELEGATO (senza tra l’altro sommosse di piazza di tifosi armati e minacciosi, cosa che in casi analoghi sarebbe successa – e in alcuni casi E’ GIA’ SUCCESSA! – dovunque, da Catania a Roma passando per Milano) così potrà sincerarsi che nessuno le sta regalando nulla (anzi, spesso i giovani arbitri della Serie D, forse per mostrare “personalità”, contro il Parma applicano una specie di “sudditanza psicologica al contrario” che di certo non la favorisce ma che anzi in alcune occasioni le ha sottratto ingiustamente alcuni punti tramite direzioni arbitrali vergognosamente contrarie!).
    Sono stupito negativamente dal livello di giornalismo becero di questa testata, che pensavo fosse migliore… invece devo dire che non si distingue dai vari Libero e company. Complimenti, eh. Anche per le correzioni in corsa…

  12. Stefano

    gennaio 8, 2016 at 5:19 pm

    Non capisco veramente come si possa lasciar pubblicare un articolo simile,questo non è un articolo da giornalista é una semplice accusa a una società che sta antipatica all’autore,l’unica parteche dovrebbe essere dotata di scienza dell’articolo è quella sul tetto salariale e mi sembrano semplicemente delle illazioni fatte a caso,per il resto davvero si stupisce se un giocatore (grande uomo) il nostro capitano da anni a fine carriera decide di fare ancora un anno sul campo per aiutare a riportare la squadra nei professionisti?!davvero si stupisce se una società come il parma riesce a mettere su una squadra per vincere la serie D?!senza tirare in ballo le competenze e conoscenze dei nostri dirigenti,mi spiace se noi abbiamo avuto una recente storia gloriosa e la gente che capisce di calcio ha voglia di ripartire con noi (leggere l’intervista a Guidolin), ma solo il fatto di poter essere solventi in questo calcio fa tantissimo,ci aggiunga le aspirazioni di una società fatta di imprenditori di parma (non parliamo di roma,e nemmeno della figc) e dovrebbe riuscire a capire,se il criceto si riesce a mettere in moto,che quelle che ha scritto sono solo…cazzate!

  13. OVER 50

    gennaio 8, 2016 at 5:20 pm

    Carissimo “CROCIATO MILANO”
    sono informatissimo dato che abito a Parma e frequento gli spalti del Tardini ai tempi dell’amato Ceresini.
    Io non sto discutendo sul tetto salariale ma sul fatto che
    il Parma 1913 ritornerà nel calcio che conta grazie al glorioso passato.

    • fidenza

      gennaio 8, 2016 at 5:45 pm

      se ci tornerà sarà perché la nuova proprietà ci avrà speso legittimamente e, fino a prova contraria, legalmente, i soldi che servono per tornarci. E perché avrà sviluppato un progetto tecnico all’altezza. Col “glorioso passato “, una volta che finisci in D, ti ci puoi pulire il…ci siamo capiti.
      Se non operi come sopra, ci rimani a vita lasciando in Serie A i vari Sassuolo, Empoli, Carpi e Frosinone che sono saliti con gestioni tecniche adeguate a fronte di investimenti non eccelsi (sassuolo a parte) e blasone pari a zero.

  14. Fourth of May

    gennaio 8, 2016 at 5:59 pm

    Ah si over 50 questo da dove lo deduce? Ne sara contento mi auguro visto che si professa tifoso del Parma d antica data

  15. Dante

    gennaio 8, 2016 at 6:05 pm

    Sono allibito dalla totale SUPERFICIALITA’ (spero si tratti solo di questo) di questo “articolo”.
    Il nuovo Parma godrebbe di “solide protezioni istituzionali”? Ma quali? Forse all’autore sfugge il fatto che in primis FIGC e Tavecchio sono state se non complici, almeno negligenti nelle vicende che hanno portato alla scomparsa di Parma FC e alla serie D e che in secondo luogo lo stesso Tavecchio era il principale “sponsor” della cordata Corrado/Viris – vicina ad Infront – totalmente alternativa all’attuale Parma 1913, a cui l’ok per l’iscrizione in Serie D è stata concessa solo all’ultimo secondo disponibile questa estate, rallentando di fatto il lavoro della nuova società.

    Rinascita in nome del “dio denaro”? Ma l’autore ha verificato quanto guadagnano Scala, Minotti, Apolloni, Pizzi e gli altri? Che sono a Parma gratis o ai minimi federali?
    Un Parma che “si permette Alessandro Lucarelli”? Come se Lucarelli fosse rimasto a Parma per lo stipendio! Ma l’autore dell’articolo sa che cosa è successo a Parma negli ultimi 12 mesi e come è perchè il Capitano ha deciso di rimanere? Il Parma su Sky “anomalia di sistema”? Ma lo sa che il Parma dei diritti pagati da Sky non vede una lira? E che il compenso dei diritti è stato pagato da Sky alla Lega di Serie D, a beneficio di tutto il movimento? E che grazie al Parma la Serie D ha avuto una visibilità mai ottenuta prima? “Corsia preferenziale”? Ma ha mai visto qualche partita e qualche arbitraggio? E poi dati “copiaincollati” da altre fonti (mi sembra di avere visto gli stessi dati qualche giorno fa su Repubblica cartaceo) nemmeno corretti, visto che in realtà i piccoli azionisti del Parma sono oltre 500..). Anche ammesso e non concesso (altro che dato palese e notorio! ) che il costo compensi del Parma ammontasse effettivamente a 900.000 Euro, il giornalista sa far di conto? Tra allenatori e giocatori il Parma ha più di 30 tesserati. Se si fa una banale moltiplicazione e si aggiungono i costi dei benefits (auto, affitto appartamenti, etc) che la società aveva dichiarato ad inizio stagione di voler utilizzare per attrarre giocatori, è palese invece che il costo compensi sia IN LINEA con le norme federali! Ma fare un salto a Parma o semplicemente 2 telefonate agli addetti ai lavori prima di scrivere un articolo? Ma l’autore lo sa che il Parma è l’UNICA società di SERIE D a NON FARE UNA LIRA DI NERO???? Sa come pagano gli stipendi le altre squadre di Serie D? E sa che i giocatori pur di venire a Parma hanno accettato compensi minori rispetto agli standard delle altre “big” della serie D? E si sparano queste corbellerie proprio il giorno in cui il Delta Rovigo annuncia l’ingaggio (ovviamente gratis…) di Ricchiuti;???
    “’Anomalia fuori sistema che viene garantita e coadiuvata per un verdetto già scritto: promozione e rapida ascesa nel calcio che conta” su cui “Tavecchio dovrebbe chiudere un occhio”?
    Ma – a parte fare tutti gli scongiuri del caso – di cosa stiamo parlando???? Parma ha subito la cancellazione della sua squadra, sta con orgoglio e dignità provando a risalire, con pratiche nuove e trasparenti, un progetto che parte dal territorio, con una forte attenzione al sociale e a vari aspetti (calcio femminile, territorio, settore giovanile, etc.) trascurati dal calcio dei “grandi”. Ma magari le altre squadre prendessero esempio dal nuovo Parma Calcio!
    Di sicuro l’autore dell’articolo – a differenza di Tavecchio – di occhi mentre scriveva, ne ha chiuso almeno due…

  16. Pepito

    gennaio 8, 2016 at 6:13 pm

    OVER 50 dev’essere un corradiano con il sangue amaro..lasciatelo perdere, se è così scrive contro a prescindere

  17. fabrizio

    gennaio 8, 2016 at 6:47 pm

    sono basito di fronte ad un articolo come questo!!!!!come si fa a scrivere certe cose siamo in serie d per colpa dei due compari e adesso ci tocca pure leggere critiche alla nuova società

  18. joe dimaggio

    gennaio 8, 2016 at 6:59 pm

    e ci scommetto che le da fastidio anche che l’anno prossimo ale’ ale’ oh oh
    per quanto riguarda la serie a in tre anni solo due parole sgrat sgrat

  19. L'ARABA FENICE

    gennaio 8, 2016 at 7:08 pm

    Continuate cari tifosi parmigiani o parmensi a leggere il Vostro giornale locale che scrive a senso unico! Basta dire che questo articolo ha minimamente accennato ad una possibile verità che la “piazza” si é scaldata con voci molto “tempestose”! Questa é Parma!

  20. joe dimaggio

    gennaio 8, 2016 at 7:57 pm

    aspetta adesso chiamo il giornale locale e gli dico di dare addosso al parma calcio ,SIOCHETT,cosi’ sei contento

  21. daila' lama

    gennaio 8, 2016 at 8:01 pm

    mo va a vedor al fiorensola sfortuneda ! ti e i to amig

  22. corallo

    gennaio 8, 2016 at 8:32 pm

    Daila’ Lama, sei il solito fascistello del web.

  23. stedan

    gennaio 8, 2016 at 8:33 pm

    Non mi pare che si debba aggiungere molto rispetto alle tante verità che in molti vi hanno già fatto notare. Vorrei soltanto sottolineare che Gigi Apolloni che “bazzica l’area tecnica” e “dirigente quarantenne di futuro”, per allenare il Parma, ha stracciato un accordo già preso nientepopodimeno che con il Lentigione Calcio, ridente frazione del comune di Brescello con una popolazione di mille abitanti si e no.

  24. daila' lama

    gennaio 8, 2016 at 8:46 pm

    corallo…….FASCISTONE prego, se no te corco

  25. OVER 50

    gennaio 8, 2016 at 9:37 pm

    Questi si che sono commenti che lasciano il segno.

  26. Gialloblùsempre

    gennaio 8, 2016 at 10:06 pm

    Giù le mani dalla nostra squadra! Come si fa ad accanirsi così? Per le colpe del duo criminale ci stiamo bevendo la D ma torneremo! Siamo declassati ma non demotivati! Forza Parma!

  27. Fourth of May

    gennaio 8, 2016 at 10:14 pm

    Si ma non hai risposto a me over 50. Ti professi tifoso del Parma di vecchia data. Godresti risalir in serie A? Come giudichi la gestione Ghirardi e Leonardi?

  28. Paul Codio

    gennaio 8, 2016 at 10:48 pm

    Ehi, ma allora anch’io posso fare il giornalista!

    • Zio Pino

      gennaio 9, 2016 at 3:07 am

      Intervengo solo per dire che il tuo nickname è forse una delle cose più belle lette negli ultimi dodici mesi. Senza esagerazioni. Sempre che fosse voluto, ovvio…

  29. OVER 50

    gennaio 8, 2016 at 10:58 pm

    Ma se non sono stati nemmeno giudicati dal foro competente poca importa il mio pensiero. Il Parma merita altri scenari.

  30. Remo Labarca

    gennaio 8, 2016 at 11:23 pm

    Beh, se proprio voleva trovarci del marcio poteva tirare fuori il pezzo di Cesena che è entrato nel Parma attuale, persone che sono state dirigenti per anni con chi ora è indagato per truffa eccetera, invece ‘sto qua ha letto 6 articoli sul Parma e poi ha scritto delle allusioni totalmente infondate. Beh spero che ‘sto giornalista sia pagato meno di Scala.

  31. Fourth of May

    gennaio 9, 2016 at 12:01 am

    Eh ma over 50 un idea su ghirardi e Leonardi te la sarai fatta. E invece secondo te con la cordata Corrado il Parma avrebbe avuto un futuro migliore e sopratutto più trasparente senza le ombre che compaiono adesso evidenziate dal puntuale Poto?

  32. OVER 50

    gennaio 9, 2016 at 4:38 am

    Caro FOURTH OF MAY su Leonardi e Ghirardi certo andavano “castigati”

  33. daila' lama

    gennaio 9, 2016 at 8:54 am

    over 50 Oormai ti conoscono anche i seggiolini dello stadio,fattene una ragione ,mandala giu’ tutta e cambia scenario

  34. Che riderei

    gennaio 9, 2016 at 11:05 am

    Continua a farmi ridere di gusto sto articolo,ha ragione chi dice che si chiama il “Fatto quotidiano” perché ci mettono un fattone al giorno a sparare cose insulse..davvero sarebbe bello poter leggere un articolo di replica ai nostri commenti..over50 lei tifa per forza reggiana altrimenti non si capisce proprio il senso delle sue critiche,secondo lei sarebbe stato meglio ripartire da una società di persone che con il calcio non hanno mai avuto che fare piuttosto che da gente che mastica calcio da sempre e ha anche delle conoscenze nel calcio (non penso di aver notato solo io lo stra potere dei procuratori),oltretutto mi sembra che la bontà del progetto sia riconosciuta a livello non solo nazionale,capisco che dopo quello che abbiamo passato è meglio essere prudenti ma in questo momento mi sembra un po’ una critica per partito preso,mi sembra che fino a questo momento la società si sia mossa bene e in linea con le aspettative dei tanti tifosi..
    P.s per l’autore dell’articolo,facendo solamente una semplice moltiplicazione si renderebbe conto che quei 900.000€ che le sembrano una cifra assurda a Parma li tirano praticamente fuori solo i tifosi con gli abbonamenti,non può essere quindi stra potere del denaro bensì strapotere di una città legatissima alla sua squadra di calcio,se da altre parti fanno 1000 abbonamenti tra i professionisti noi tifosi del parma e la nostra società cosa ne possono?profondamente mortificato se non siamo 4 gatti a tifare i crociati

  35. OVER 50

    gennaio 9, 2016 at 11:50 am

    Ti conoscono pure te DALAI LAMA anche I Wc della curva! Piuttosto li hanno puliti o devo telefonare in Comune?? Leonardi e Ghirardi andavano castigati quando erano al potere ora é solo “PAPPA E CICCIA”. E di questo i giocatori hanno in parte le proprie colpe.

  36. corcroze

    gennaio 9, 2016 at 12:46 pm

    Al giornalista (?) hanno gia’ ben risposto i commenti sopra e non c’e’ nulla da aggiungere.
    Un saluto invece ai vari over50, araba fenice e Corallo (o meglio Gianluca, Lucy e compagnia pernigottiana). Ma adesso oltre che su L’Era Biologica e su Faisbuc vi fate compatire anche in giro per il web? Potete usare tutti i nomi che volete, ma tanto rimanete sempre I soliti 3 mitomani che gia’ si vedevano al fianco dei Corrados’ nella società piu’ pazza del mondo…Magico Parma…si eh il circo Barnum con il prez juvente’ con l’asta selfie…ah l’e’ dura da mander zo’….che rasa d’un siochet..e che triste’sa mama mia….

  37. daila' lama

    gennaio 9, 2016 at 1:29 pm

    no da quando ci hai cagato tu pare che abbiano isolato la zona con barriere anti ebola,ovviamente il buon poto si e’ scordato di scrivere anche questo,qui si fanno contratti da professionisti e anoi tifosi ci mandano a fare i bisogni in latrine da campo militare

  38. OVER 50

    gennaio 9, 2016 at 2:32 pm

    Il vostro è un problema serio avete gli incubi. Sognate i Corrado’s ogni notte. Non si può passare le giornate a parlare della Reggiana, di cugino triste e di dove andare al ristorante prima della partita. A me invece piace vedere un bel calcio, battere la rubentus o il Milan, me né frega nulla di vincere la coppa del nonno o della civiltà il Parma deve ritornare nel posto che merita!

  39. Gionny Stecchino

    gennaio 9, 2016 at 3:40 pm

    A parte l’articolo che lascia il tempo che trova!! Se ci fossero favoritismi vi farebbe schifo ritornare ai massimi livelli? A me francamente no! Libertà di pensiero ovvio ma a me la D non piace. Secondo azzannarvi a vicenda peggiora la situazione. Il tifo deve restare unito. Se vi nuoce l’era biologica e i Corrado’s fate come me ignorateli. State facendo esclusivamente il loro gioco. Saluti a tutti voi e domani sarà una grande vittoria!!!

  40. corallo

    gennaio 9, 2016 at 7:16 pm

    Tanto ormai a Parma vaidi moda il calcio pulito (povero ?) , quindi se un giornalista (vero, non raccomandato) dice qualcosa controcorrente, viene insultato dai tifosi (?)

  41. joe dimaggio

    gennaio 9, 2016 at 8:25 pm

    over 50 lo sai che sei persino patetico ?

  42. OVER 50

    gennaio 9, 2016 at 11:05 pm

    JOE DIMAGGIO se per te essere patetici é rimpiangere la serie A…..buona LEGA PRO con la Reggiana (forse)….potremmo essere inseriti in gironi diversi….

  43. armando

    gennaio 10, 2016 at 3:06 pm

    Come sempre chi dice la verità viene sommerso da insulti. Il parma è in d perché si è preferito prendere la società gratis piuttosto che pagare quanto era dovuto. Perché gli attuali azionisti non si sono presentati all ‘asta? Potevano ripartire dalla b pagando una cifra abbordabile . Invece ora hanno una società che ha un valore enorme rispetto a quanto sborsato creando una plusvalenza importante che gli permette di allestire una squadra attrezzata per la categoria giocata. Aggiungiamo i compensi di sky ed è chiaro che chi ha investito pochi spicci è pronto ad una bella speculazione. Se qualcuno avesse amato veramente il parma lo avrebbe rilevato dal fallimento. I soliti speculatori travestiti da salvatori della patria. Aggiungo un altra cosa: quanti campionati in serie A ha giocato il parma prima dell’era Tanzi? In base a cosa si dice che il Parma merita di essere in pianta stabile in serie A? Forse i tifosi dovrebbero guardare con più attenzione chi ha messo i soldi e chi ha semplicemente speculato su un fallimento.

    • linx70

      gennaio 11, 2016 at 5:05 pm

      Speculato su un fallimento ?? Ripartire dalla B con una cifra abbordabile ?? Non so se ve ne siete accorti, ma il bresciano e il ciociaro ci hanno lasciato un chiodo da 70 milioni di euro, Corrado e Piazza appena ci han messo dentro il naso han mollato l’affarone come un brace ardente e avete il coraggio di criticare chi ci ha messo i soldi per ripartire dalla serie d ?? La società ha un valore enorme rispetto a quanto sborsato ?? Ma chi lo dice ?? Da una parte si criticava chi non tirava fuori i soldi, adesso si critica perchè si spende per attrazzare una società a vincere un campionato…..ma siete sicuri di stare bene ??

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Innalzare un muro per bloccare l’immigrazione, ma costruirlo anche scrivendo la parole fine ad una pratica sportiva che dal 1979 coinvolge le popolazione del Messico e degli Stati Uniti d’America. Donald Trump non molla l’idea di voler rafforzare il muro tra le due nazioni. Rafforzare perché, in effetti, esiste già una trincea separatoria in quella vasta area dove ogni anno ad aprile, in una tradizione nata nel 1979 e divenuta continuativa dal 2006, messicani ed americani si riuniscono per giocare a Wallyball; una partita di pallavolo che ha la particolarità di trasformare quel muro, che ancora tale non è, come rete da gioco. Il match viene disputato precisamente nella zona di Naco, nello stato del Sonora per il Messico e in quello dell’Arizona per gli Stati Uniti.

Di schiacciate non se ne vedono data l’altezza della recinzione e del gesto di “murare” gli amici-avversari neanche l’ombra; solo pallonetti, tanta voglia di divertirsi e il desiderio di dare uno schiaffo alla politica mostrando la nullità delle barriere di fronte all’umanità della “gente comune”. Il tutto, però, limitato nell’arco di tre ore ovvero il tempo limite dettato della legge che non permette una sosta più lunga in quella zona di confine.

Col tempo questa tradizione si è estesa anche a zone diverse dal confine messicano-statunitense: sulle spiagge di San Diego, ad esempio, si è giocato un Beach Wallyball” contro i dirimpettai messicani abitanti di Tijuana.

E il muro ideato da Trump, cavallo di battaglia nella sua corsa all’elezione, potrebbe far terminare questa bellissima iniziativa. La costruzione sarebbe troppo alta per permettere agli atleti di giocare, non riuscirebbero neanche a guardarci attraverso; anche se il presidente non dovesse riuscire nel suo progetto per il costo troppo elevato, ci sarà comunque un rinforzo delle barriere e una aggiunta di recinzione che renderebbero allo stesso modo la partita impraticabile.

“Per noi è un modo per celebrare l’unione dei due paesi”. Questo aveva dichiarato Jorge Villegas, sindaco di Sonora. Parole che vanno ben oltre lo scevro patriottismo trumpiano e che da sole potrebbero servire a mostrare l’inutilità e futilità del progetto Trump.

Illustrazione Copertina: Victor Abarca


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Pugilato

East Coast Boxing Club: tra preghiere e guantoni, una speranza per l’Uganda

MariaJose Silva Vargas

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Articolo originale pubblicato sul sito http://cargocollective.com/MarijoSilvaPhotography

Pagina Facebook: East Coast Boxing Club

Entrando dal cancello non appena installato, nuovo di zecca, la piccola discesa di sassi e polvere scende non troppo dolce verso la casa di Hassan Khalil, il coach, “baaba” (padre in Luganda) nello slum di Naguru, nord-ovest di Kampala, capitale dell’Uganda. Attaccata alla casa, modesta, sorge la palestra, vecchia, modesta anch’essa, ma carica e piena di energia.

Hassan Khalil, “baaba”

Senti la corda sempre più veloce che falcia il vecchio parquet, con il legno che salta assieme all’atleta. Nassir fra i campioni ai National Open di Boxe (preludio alle Olimpiadi) salta sempre più veloce davanti allo specchio rotto che copre la parete nord della palestra.

Allenamento di Nassir

Il sudore lascia un tracciato brillante sui muscoli ben fatti e definiti di Mohammed, che allena i“bazungu” (i bianchi) pazzi per questo sport. Nel frattempo Miro, nipote di Hussein, gemello di Hassan, schianta veloci i suoi pugni contro uno dei sacchi consumati, che pendono dalla trave fissata con viti arrugginite vicino l’entrata alla palestra.

Miro

E Hakim, nel frattempo insegna i movimenti di base a tanti stranieri di Kampala, innamorati della boxe, della libertà e flessibilità dell’allenamento; qui regolarmente ogni settimana si allenano 40 non Ugandesi.

Uno dei ragazzi stranieri in un combattimento

Albert e Charles fanno sparring con altri ragazzi dello slum, mentre Farouk e Timo si alternano con Shadir, che schiva e colpisce velocissimo mentre si prepara alla prossima gara. Kassim, in fondo alla sala, con le sue braccia esili ma incredibilmente resistenti e ferme, tiene alti i pao mentre una ragazza canadese e una ugandese si alternano fra jeb e diretti.

Pugni al sacco

Da quattordici anni, la palestra serve come punto di riferimento per lo slum di Naguru, dove Hassan allena giovani e adulti, dove il più piccolo ha 7 anni e il più anziano va per i 60. Hassan stesso ha quasi 60 anni e più di 170 incontri alle spalle: “Non ho mai avuto paura in un incontro – se anche mi dicono di affrontare il campione del mondo, io mi butto, senza paura.

Giovani combattenti

Sulle panche di legno traballanti su cui gli atleti riposano tra un round e un altro, sotto lo sguardo sognante e attento del poster di un Muhammad Ali giovane, la mente del coach va indietro nel tempo e ripensa a quanto fosse pericoloso andare in giro la sera per le vie del quartiere.

Atleti in riposo

La “East Coast Naguru Boxing Club” è oggi più che un’istituzione nello slum (prova a chiedere informazioni a Naguru: “dove si trova la East Coast Boxing?” – te la indicano subito: proprio davanti la moschea”). E’ un punto fermo e una speranza. Hassan pensa ai miglioramenti che può apportare finalmente: servono 4 milioni di scellini Ugandesi (equivalenti approssimativamente a poco più di 1000 euro) per ingrandire la palestra, costruire una nuova entrata e avere uno spazio più ampio per il ring, dove ogni due mesi si organizzano incontri dilettantistici, che vogliono creare passione fra i ragazzi e le ragazze dello slum e raccogliere anche fondi per le attività della palestra.

Appassionati all’incontro

East Coast vs Police

Hassan guarda ai suoi atleti come ai suoi figli. Tra un allenamento e un altro, insegna ai più piccoli (e soprattutto ai ragazzi più grandi) su come ci si comporta, a convogliare le proprie energie nei guantoni anziché nelle violenze di strada e soprattutto insegna un lavoro a chi ha finito di studiare (o che non può studiare).

                                                                                                    Sparring

Infatti Hassan ha iniziato da qualche anno a coinvolgere professionisti in vari settori (come ad esempio falegnameria) e ha aggiunto alla palestra anche una sorta di istituto professionale, dove i giovani possono apprendere un mestiere. L’unico ostacolo è trovare maestri a sufficienza che possano supportare il progetto di Hassan. Ma “baaba” è un vulcano di iniziative: molte scuole di boxe professionistiche pescano tra i suoi atleti migliori ma Hassan non vuole limitarsi a essere una scuola di base e vuole le sue medaglie – ecco che nasce l’idea di costruire una palestra-scuola in cui poter crescere come piccoli professionisti e Hassan si avvia alla costruzione di una nuova palestra in zona Namboole, vicino allo stadio della nazionale di calcio.

Piccolo allievo

Tra preghiere e guantoni, la vita di Hassan gira proprio attorno a Naguru: quando chiedi “Ma perché fai tutto questo, coach?”, Hassan non esita un secondo: Qui c’è troppa povertà. Ho sempre vissuto qui, dove anche mio padre s’impegnava a dare speranza ai bambini dello slum. Per tutti era “baaba”, ma adesso “baaba” sono io, ho un dovere verso questi ragazzi. E i ragazzi rispondono pieni di sogni. Miro, Charles e Farouk (che hanno tutti meno di 23 anni) guardano al futuro e sognano di diventare professionisti fra una decina di anni.

Farouk

Albert, fra gli atleti più grandi (28 anni) scalpita e non vede l’ora di salire di categoria. Hakim, uno dei ragazzi più giovani fra coloro che allenano tutti i giorni, sogna di tornare a studiare. Tutti però sono d’accordo su una cosa: “Le lezioni di questi maestri sono preziosissime. La libertà e l’amore per lo sport che questa palestra esprime sono inestimabili”.

Pain is temporary, pride is forever

E tutti conoscono almeno una persona che è riuscita a uscire dal degrado e dalla delinquenza grazie agli insegnamenti dei fratelli Khalil. E c’è anche chi con la palestra ha riguadagnato fiducia nella vita dopo una tragedia: la storia di Bashir Ramathan, il boxer cieco, è anche finita sul New York Times qualche anno fa.

Charles

Preghiere e guantoni: Hassan, al mattino, chiama i fedeli alla preghiera dalla moschea di fronte casa sua, poi chiama tutti in palestra, a insegnare come si combatte fra sassi e polvere.

I gemelli Khalil

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Calcio

Calcio e Migranti, il Cefal United: “Calcio, linguaggio universale. All’integrazione preferiamo l’interazione”

Francesca Di Giuseppe

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Immigrazione, integrazione, accoglienza. Sono tre parole che sentiamo pronunciare ogni giorno nei Tg e tra la gente. Ragazzi, uomini, donne e intere famiglie che arrivano in Italia con la speranza di tornare a vivere e dimenticare le guerre e le carestie che colpiscono le loro terre.

Lampedusa è entrata nel cuore di tutti noi, è il centro pulsante degli sbarchi e dell’accoglienza ma in tutto il paese nascono centri e associazioni che ospitano e aiutano queste persone catapultate in una realtà completamente nuova.

Una di esse è la Cefal-Emilia Romagna (Lugo e Cotignola), Centro di formazione professionale che opera in diversi ambiti e con diverse iniziative come, per esempio, i Tandem Linguistici: ragazzi di diverse nazionalità che tutte le domeniche (ore 18) si incontrano in una birreria di Lugo per imparare il francese, l’inglese e l’italiano. Un momento di confronto socio-culturale al quale partecipano: richiedenti asilo, ragazze straniere “alla pari”, ragazzi inglesi e lughesi interessanti a imparare le lingue straniere.

Poi c’è un altro progetto che la Cefal ha organizzato per creare coesione: Cefal United è la squadra di calcio composta da immigrati richiedenti asilo, iscritta al campionato Uisp calcio a 5 che conta 18 ragazzi tra i 18 e i 30 anni.

Abbiamo contattato il referente del progetto, Marco Scardovi per farci raccontare qualcosa in più.

Cefal United, come nasce l’idea di organizzare una squadra di calcio?

“Faccio una premessa: il Cefal nasce come centro di formazione professionale all’interno del quale i ragazzi sono impegnati alcuni a scuola altri in attività di volontariato. Organizziamo altresì diversi progetti di interazione socio-culturale rivolti a ragazzi richiedenti asilo politico tra questi, c’è anche l’ambito sportivo e soprattutto calcistico che è una delle discipline preferite infatti ci sono dei ragazzi tesserati in alcune squadre locali. A un certo punto però abbiamo pensato di creare un team tutto nostro per consentire a questi ragazzi di avere degli obiettivi di medio e lungo periodo; fare allenamenti settimanali e giocare la partita, nel tempo possono riuscire a restituire loro un po’ di fiducia e in se stessi e negli altri grazie proprio al confronto durante i match”.

In quale campionato siete iscritti?

“Al torneo Uisp calcio a 5. Una scelta che ha diverse ragioni: in primis la volontà di coinvolgere più ragazzi possibili, in secondo luogo per questioni logistiche in quanto il calcio a 11 ci avrebbe portato a trasferte troppo lunghe e impegnative mentre il nostro progetto punta all’allenamento quale fattore di crescita e formazione dello spirito di squadra. Il calcio a 5 ha infatti tempi diversi dal calcio a 11 ma il campionato è lungo, in 8 mesi avranno modo di creare interazione fra loro e con gli altri”.

Com’è composta la squadra?

“Abbiamo tre allenatori-calciatori italiani con ragazzi che provengono dall’Africa Sud Sahariana Occidentale che chiedono asilo politico”.


L’immigrazione, tema cado che divide. Voi avete scelto l’inclusione attraverso il calcio, perché?

“Perché il calcio parla un linguaggio universale ed è lo sport che piace a tutti. Quando si parla di immigrati e immigrazione, si usa spesso il termine integrazione. Io personalmente preferisco parlare di interazione, lo ritengo più idoneo in quanto parlare di ‘integrazione’ è come se presupponesse un peccato originale”.

I ragazzi, come hanno accolto la proposta di fare una squadra di calcio?

“Molto bene. Anzi, cominciano a vedersi dei risultati. Ogni giorno il loro pensiero è alle famiglie, ai figli e alla loro terra lontana; riuscire a dare un momento di svago, divertimento e serenità è importantissimo anche per ciò che riusciamo a trasmettere all’esterno”.

Il nome, Cefal United, ha una spiegazione?

“Spesso la molteplicità di etnie può creare tensione tra gli stessi ragazzi. Partendo dal fatto che il nostro primo intervento mira a creare interazione fra loro, la Cefal United nasce proprio per dare il senso di unità, di compattezza. Avevamo anche pensato di mettere nel nome un qualcosa di tipico del loro dialetto ma ci siamo ricreduti: sono talmente sottili a volte le differenze tra una paese e un altro che avremmo scontentato alcuni e favorito altri, ma non era questo lo spirito di squadra. Cefal United significa unità”.

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