Sette lunghi anni. Tanto ha dovuto aspettare Brian Schmetzer per riprendersi ciò che era sostanzialmente suo e che gli era stato portato via senza troppi complimenti tra le proteste di molti tifosi dei Seattle Sounders. Ma andiamo con ordine.

Schmetzer, classe 1962, nasce proprio a Seattle ed inizia ad appassionarsi al mondo del calcio, il soccer come lo chiamano da quelle parti, grazie a papà Walter, che diventerà pure il suo primo allenatore quando Brian entrerà a far parte delle giovanili di un club chiamato Lake City Hawks.

Nel 1980, una volta uscito dalla high school, Brian Schmetzer firma per i Seattle Sounders, allora militanti nella North American Soccer League (più comunemente nota con l’abbreviativo di NASL); inizia così il legame tra Schmetzer ed i Sounders. Un binomio destinato a durare molto a lungo, seppur tra varie peripezie.

Col naufragio del progetto legato alla NASL, infatti, i Seattle Sounders spariscono e Schmetzer è costretto a trasferirsi altrove. Tra calcio tradizionale ed indoor (che negli Stati Uniti a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta prende sempre più piede), Schmetzer mette insieme oltre 200 presenze, unite ad un buon bottino di reti.

Viene pure segnalato come uno dei migliori talenti della propria generazione all’interno del panorama americano; insomma, non uno dei tanti.

Schmetzer, però, a soli 26 anni, inizia a capire che la sua grande passione legata al calcio non si può arrestare soltanto alla carriera con gli scarpini ai piedi ed un pallone da mandare in rete. Brian Schmetzer comprende che il suo desiderio più profondo è quello di diventare un giorno allenatore.

A questo si debbono le esperienze come assistente all’interno degli staff tecnici di Tacoma Stars e Seattle SeaDogs.

Arriviamo, dunque, al 2002; l’anno del grande ritorno. I Seattle Sounders e Schmetzer si riabbracciano dopo oltre vent’anni (se si esclude una nuova, brevissima, parentesi da calciatore nel 1994). Il ruolo, stavolta, è diverso ma gli obiettivi sono i medesimi: portare i Sounders il più in alto possibile e formare calciatori dal futuro roseo.

L’impatto è straordinario. Nella prima stagione sulla panchina dei Sounders, Schmetzer infila un record fatto di 23 vittorie, 4 pareggi ed una sola sconfitta; il tutto condito con la vittoria del premio come Coach of the Year. Tutto molto bello; c’è da dire, però, che siamo ancora nelle serie minori statunitensi e la chiamata da parte della MLS per portare la franchigia di Seattle tra i grandi d’America stenta ad arrivare.

La grande occasione giunge nel 2009. I Seattle Sounders entrano ufficialmente a far parte della Major League Soccer. Per Schmetzer è un sogno che sembra potersi realizzare ed invece tutto finisce sul più bello.

I vertici della società ritengono di aver bisogno di un tecnico maggiormente abituato a tale palcoscenico e nominano Sigi Schmid (ex Los Angeles Galaxy e Columbus Crew) nuovo capo allenatore. Inutile dire che per Schmetzer si tratta di una mazzata; da vero signore, però, si mette a disposizione del club della sua vita ed accetta la proposta di entrare a far parte dello staff di Schmid.

Pure i tifosi la prendono male. Il ritornello è sempre lo stesso: “Non si tratta così una bandiera della nostra società”.

Nel frattempo, passano sette anni e di trofei in casa Sounders neppure l’ombra.

Tutto cambia il 26 luglio scorso. Il board ha deciso: via Schmid e dentro Schmetzer (seppur inizialmente come tecnico ad interim). La situazione ereditata dalla precedente gestione tecnica è desolante: classifica che fa rabbrividire e calciatori demotivati.

Per gli addetti ai lavori, Schmetzer deve provare unicamente a limitare i danni in attesa che una nuova stagione inizi in casa Sounders e si possa trovare un allenatore di grido, pure a livello europeo, che riaccenda l’entusiasmo dei tifosi.

Nulla di più sbagliato.

Schmetzer infila una serie di vittorie impressionante, facendo letteralmente risorgere dalle proprie ceneri i calciatori di casa a Seattle. Sembra incredibile ma è la pura realtà; alla fine, i Sounders si qualificano per i play-off che eleggeranno i campioni della MLS 2016. E’ qui che arriva un’altra notizia importante: altro che ad interim, i Sounders Schmetzer se lo tengono ben stretto e lo nominano come allenatore anche per la prossima stagione.

Ma non è finita. Nella semifinale di Conference contro Dallas, i Sounders si sbarazzano degli avversari già nella gara d’andata con un secco 3-0. Ora l’ostacolo si chiama Colorado Rapids. Mister Schmetzer vuole regalare un altra magia ai suoi tifosi: vincere per volare nella finalissima e regalare il primo titolo della storia ai ‘suoi’ Sounders, gli stessi che gli erano stati ingiustamente strappati via ormai sette anni fa.

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