Una multa per chi non riempie almeno il 75% della capienza del proprio stadio. Pena che raddoppierebbe nel caso in cui non si arrivasse neanche al 50%. E’ questa l’ultima idea che arriva dalla Lega calcio spagnola per cercare di rilanciare il campionato iberico e di esportarlo nel resto del mondo, sulla falsa riga della Premier League. La Liga in questo momento, è il campionato leader nella classifica dei biglietti più costosi e gli stadi, eccezion fatta per Real Madrid e Barcellona, rischiano di svuotarsi . Un dato che fa riflettere e che ha portato la Lega a pensare a questa soluzione per certi versi estrema. Il pacchetto di riforme deciso dai vertici del calcio spagnolo però non riguarda solo le presenze allo stadio ma anche altri fattori come la qualità del manto erboso e dell’illuminazione di ogni campo della Liga, la posizione riservata alle telecamere e l’obbligo imposto ad ogni allenatore a rilasciare un’intervista post partita a bordocampo. Tutto questo sarà monitorato costantemente dalla Lega per confezionare al meglio il prodotto calcio spagnolo.

TERREMOTO FINANZIARIO? Questa soluzione potrebbe rappresentare un vero e proprio terremoto per quanto riguarda i bilanci dei club della Liga. Escludendo le tre grandi, Real, Barça e Atletico, che non hanno problemi a riempire sempre il loro impianto nelle partite casalinghe, altre società potrebbero fare grossa fatica ad arrivare anche alla soglia del 50%. Un esempio su tutte sono Getafe ed Espanyol che non arrivano neanche a coprire la metà dei posti dei loro stadi. Di conseguenza, con l’obbligo di riempire a tutti i costi lo stadio, i biglietti sarebbero venduti a prezzi stracciati. Il risultato sarebbe uno stadio pieno si, ma con la voce “botteghino” che nei bilanci societari diverrebbe ancora più esigua. Un fattore che dovrà per forza di cose essere preso in considerazione per cercare di calibrare al meglio le sanzioni ai danni delle società che non seguiranno gli obblighi della Lega. Di certo in Spagna esistono realtà come Valencia, Siviglia e Atletico Bilbao che pur non essendo ai vertici del calcio spagnolo per fatturato e seguito, non hanno problemi a riempire il proprio stadio. Un segnale preoccupante però è stato dato proprio dalla squadra bianconera, quando in  Copa del Rey, il Mestailla si presentò come un deserto. Una situazione particolare perché era il ritorno di una semifinale contro il Barcellona in cui il Valencia era stato asfaltato 7-0, ma rimane pur sempre un evento più unico che raro per una piazza calda e importante come quella di Valencia. Le eventuali sanzioni sarebbero poi addebitate a fine stagione, proprio quando le società preparano il proprio budget in vista del calciomercato estivo. Una multa più o meno salata ai danni di una società potrebbe cambiare notevolmente la storia di tante trattative magari giù intavolate da tempo, ma anche permettere a società più virtuose di poter agire meglio sul mercato.

MOMENTO STORICO Questa proposta però va ad incastrarsi in un momento storico particolare per ciò che riguarda il tifo da stadio in tutta Europa. Proprio in Inghilterra le 20 società della Premier League hanno deciso, dopo le vibranti proteste dei tifosi, di porre un limite al costo dei biglietti per le trasferte fissandolo a 30 euro. Sicuramente un modello per il resto d’Europa, con alcune società, come il Chelsea e lo Stoke che addirittura garantivano il trasporto ai propri tifosi in trasferta a prezzi bassissimi o addirittura gratuitamente (servizio soppresso con l’avvento del tetto sui costi dei biglietti). Grazie a questa scelta si è calcolato che ogni tifoso britannico potrà risparmiare circa 186 sterline all’anno. Un’attenzione verso i tifosi che da i suoi frutti, dato che la Premier ha venduto la scorsa stagione ben il 96% dei biglietti disponibili, superando addirittura la NBA. Unendo questo dato al momento d’oro del calcio tedesco (93,1% dei biglietti venduti) con stadi pieni e impianti nuovissimi, e alla proposta della Lega spagnola per cercare di portare ancora più gente a vedere dal vivo le partite, allora c’è la speranza che un nuovo modello di calcio moderno ma più vicino alla nuova generazione di tifosi-clienti, possa ancora esistere. Una speranza soprattutto per il calcio italiano, che vive un momento difficile e sembra lontano anni luce da questi numeri e da questi risultati.

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