L’hanno chiamata VAR (Video Assistance Referee), ovvero il sistema tecnologico di moviola in campo che interverrà in aiuto degli arbitri nel prendere la giusta decisione in episodi spinosi. Da molti anni, presidenti, allenatori e giocatori hanno invocato l’introduzione di tale applicazione e, il board della FIFA (IFAB) ha deciso di sperimentare la VAR a partire da Settembre in alcuni campionati tra cui quello Italiano.

Nicchi, presidente dell’AIA, al riguardo, dovrà decidere se verrà utilizzata per le partite di Coppa Italia o della Serie B e il presidente del campionato cadetto, Andrea Abodi ha già dato la sua disponibilità. Il progetto prevede una prima fase offline per il prossimo campionato e un’altra “live” per la stagione 2017/18.

I metodi di applicazione della Var andranno decisi secondo diverse possibilità ma, di sicuro, non potrà essere utilizzato in tutti i casi: sarà possibile solo per i “contenziosi” derivanti da situazioni in cui l’errore, o meno, dell’arbitro, possa inficiare il corretto andamento della gara, come un fallo da espulsione, un rigore o un goal/no goal. Si dovrà, inoltre, decidere se sarà l’arbitro stesso a richiamarne l’uso o interverranno direttamente i tecnici preposti all’utilizzo della VAR a segnalare la necessità dell’uso della stessa. Al vaglio, anche la possibilità, da parte degli allenatori, di richiederne l’ausilio, attraverso il “challenge”, pratica già esistente nella Pallavolo e il Basket.

Sulla questione sono intervenuti Pierluigi Collina definendola “un servizio utile a tutti” e Carlo Tavecchio sottolineando come l’Italia sia stata uno dei primi paesi sostenitori della tecnologia in campo come evidenzia l’introduzione della Goal line technology.

Moviolisti da bar arrendetevi, il futuro è dietro l’angolo.

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