Del fenomeno delle due Lupe romane in Lega Pro ne avevamo parlato individuando le loro caratteristiche da calcio moderno. L’articolo ha suscitato l’interesse della dirigenza della Lupa Roma, in particolare del responsabile comunicazione Valerio D’Epifanio, da tre anni nell’organigramma del club ospitato ad Aprilia. Lo abbiamo incontrato per conoscere anche la sua versione e per saperne di più sulla terza squadra di Roma, che si prepara ai playout del Girone B di Lega Pro.

Il nostro articolo “Da Lupa a Lupa, storie parallele tra Roma e Frascati” ha suscitato il suo interesse. Da responsabile comunicazione della Lupa Roma, vuole aggiungere qualcosa?

Certo, come ogni mattina mi accingevo a fare rassegna stampa e rassegna web trovandomi di fronte, nel caso specifico, il vostro articolo che, seppur ben articolato, mi ha obbligato a fare delle precisazioni. La Lupa Roma FC nella stagione 2015/2016 ha avuto una media spettatori di 754 persone che, per quanto non siano paragonabili ai 6.291 del Pisa, rappresentano comunque numeri superiori a società con una storia sicuramente diversa come Santarcangelo (514), Savona (658), Tuttocuoio (538) e Pontedera (631). Con questo non intendo certo affermare che disponiamo di una vera e propria tifoseria organizzata ma ci teniamo a ringraziare Fiumicino prima (stagione 2013/2014) ed Aprilia poi (stagioni 2014/2015 e 2015/2016) per l’accoglienza ricevuta in questi anni”.

La squadra è nata tre anni fa, dalla nascita ha visto dei miglioramenti in termini di pubblico e tifoseria?

La società in realtà è stata rilevata dal Presidente Alberto Cerrai 5 anni fa nella stagione 2011/2012 in Eccellenza con il nome di Lupa Frascati. Dopo aver conquistato il primo anno la promozione in Serie D e aver sfiorato l’approdo in Lega Pro, l’anno successivo con i play-off di Serie D, posso dire di essere entrato nella Lupa l’anno in cui ha cambiato nome in Lupa Roma. Parliamo del luglio 2013 in cui è iniziato un programma di comunicazione che ha portato risultati molto soddisfacenti nel corso di questi 3 anni. Pensate che ho creato dal nulla i social network che possono contare oggi quasi 9 mila fans su Facebook, quasi 2 mila followers su Twitter e, in conclusione, 600 followers su Instagram. Questo, unitamente ai grandi numeri ottenuti anche sul sito ufficiale della società www.luparoma.it, ha portato sicuramente un ottimo seguito e un incremento del pubblico che ci ha seguito nel corso di questi 3 anni nelle varie attività proposte dalla prima squadra fino alla scuola calcio”.

Quanto vi penalizza la mancanza di uno stadio a Roma in cui giocare?

Questo tema è sicuramente delicato perché rappresentando la Lupa Roma la terza squadra della capitale, avrebbe il sogno, nella persona del suo Presidente Alberto Cerrai, di poter giocare le gare interne a Roma. Questo fin qui non è stato possibile per svariate motivazioni che sono state già analizzate nel corso di questi anni ma la speranza è l’ultima a morire e quindi vedremo cosa ci riserverà il prossimo futuro. Tengo a precisare però, come già detto precedentemente, che siamo stati accolti con grande educazione e rispetto sia da Fiumicino che da Aprilia che ringraziamo sempre per la fattiva collaborazione di questi anni”.

Il “Quinto Ricci” di Aprilia quest’anno è stata la sede delle partite casalinghe, ma lo sentite come il “vostro” stadio?

Certo, in questo momento Aprilia rappresenta la nostra casa considerando che abbiamo disputato al “Quinto Ricci” i due anni della Lega Pro. Ci stiamo trovando molto bene anche se il sogno, come detto, resta sempre quello di poter portare a Roma la terza squadra della capitale dopo Roma e Lazio.

Il fatto di essere nati acquisendo il titolo sportivo della Lupa Frascati vi connota come una realtà tipica del “calcio moderno”, quali sono le sue considerazioni in merito?

Il calcio moderno ormai vede sempre più frequentemente fusioni, connubi, acquisizioni di titoli sportivi da parte di realtà che poi cercano di collaborare. La crisi economica che stiamo vivendo in Italia ha obbligato molti imprenditori ad unire le proprie forze ma posso dire che la Lupa Roma rappresenta una realtà sana e solida che, dopo aver giocato per due anni sotto il nome di Lupa Frascati, si è ora insediata nella zona Axa-Infernetto coinvolgendo soltanto quest’anno 500 bambini della scuola calcio tra Eschilo, Ostiantica e Francesca Gianni con un intero settore giovanile dalla Berretti ai Giovanissimi Provinciali che ha saputo regalare grandi soddisfazioni alla società.

Nella rosa ci sono giocatori d’esperienza come Gaetano D’Agostino e David Di Michele, che ha iniziato la stagione da calciatore ed ora è allenatore. La squadra però lotta per la salvezza, vi aspettavate un piazzamento migliore?

Sicuramente saremmo dei bugiardi se dicessimo che ad inizio anno ci aspettavamo di vivere una simile stagione. Gli obiettivi erano senza dubbio diversi dopo l’ottima stagione 2014/2015 in Lega Pro, ma svariate vicissitudini incontrate nel corso di quest’anno hanno poi portato la squadra a lottare per restare in categoria e mantenere così il professionismo. Sono stati commessi degli errori da parte di tutti perché nelle gioie e nelle difficoltà è necessario secondo me essere sempre uniti”.

La Lupa Roma rappresenta una novità del calcio romano, o vuole raccogliere l’eredità della terza squadra, appartenuta negli anni a Lodigiani, Atletico e Cisco Roma?

La Lupa Roma non vuole raccogliere nessuna eredità perché vive di idee innovative e all’avanguardia che, nel passato, nessuno aveva mai portato avanti in queste modalità. Penso ad esempio all’utilizzo degli scarpini rigorosamente neri Pantofola d’oro che fanno parte del regolamento societario e sono indossati dal primo giocatore della prima squadra all’ultimo bambino della scuola calcio. Questo, unitamente a tante altre iniziative, ci ha permesso di distinguerci in giro per l’Italia dalla Lega Pro alle squadre nazionali del nostro florido settore giovanile”.

Quali sono i progetti futuri? Puntate sulle giovanili e le scuole calcio?

Dopo cinque anni di vita la Lupa Roma in questo momento deve prima pensare a mantenere il professionismo per poter progettare al meglio il proprio futuro. Per quanto riguarda settore giovanile e scuola calcio posso dire di aver visto crescere nel corso di questi anni tanti giovani ragazzi che hanno raggiunto risultati di primissimo livello: penso al titolo di vice-campioni d’Italia della Juniores Nazionale, ai due campionati vinti con gli Allievi Nazionali nelle ultime due stagioni guidate da Carlo Monaco e Mauro Carboni, ai campionati regionali conquistati quest’anno con gli Allievi Regionali Fascia B e i Giovanissimi Regionali Fascia B. Il lavoro svolto dai due responsabili del settore giovanile Giampiero Guarracino e Fabio Melchionna è stato eccellente e ha permesso alla Lupa Roma di imporsi sul territorio come una delle realtà più importanti a livello giovanile. Questo, come detto, lo si deve alla professionalità, all’intuito e alle grandi competenze di Melchionna e Guarracino che hanno saputo costruire un bacino d’utenza di primissimo livello. Stesso discorso posso fare per la scuola calcio che, nel corso di questi 3 anni, si è sviluppata nei progetti e nei numeri raggiungendo quest’anno il traguardo dei 500 bambini dislocati tra i tre centri Eschilo, Ostiantica e Francesca Gianni. Una base di grande prestigio che potrà soltanto aumentare nel prossimo futuro”.

Sabato cominciano i play-out di Lega Pro dove incontrerete il Prato: come state preparando la sfida salvezza?

La Lupa Roma quest’anno è partita male e ha dovuto poi correggersi e migliorarsi nel corso della stagione riuscendo a lasciare alle proprie spalle il Savona che, nel girone B di Lega Pro, è retrocesso direttamente. Ora la formazione guidata dal tandem Di Michele-Quinzi sarà impegnata nel doppio confronto contro il Prato (andata al ‘Quinto Ricci’ di Aprilia sabato 21 maggio alle 16,30, ritorno in casa del Prato sabato 28 maggio alle 15,00, ndr) in cui sarà obbligata ad ottenere una miglior differenza reti nel corso delle due sfide. A livello di organico credo fermamente che la Lupa Roma sia nettamente superiore rispetto a moltissime delle realtà che sono impegnate nei play-out (Prato compreso), che hanno ottenuto la salvezza nel girone B e che si sono posizionate a centro classifica ma, nel calcio, non contano soltanto i nomi. Personalmente posso affermare che nel corso di questi 3 anni c’è sempre stato un comune denominatore nella storia della Lupa Roma: non ha mai e dico mai fallito gli appuntamenti importanti dove, in un modo o nell’altro, è sempre riuscita a mettere in campo quel qualcosa in più rispetto ai propri avversari. Nell’attuale rosa sono presente sia giocatori che hanno visto crescere questa società dall’Eccellenza alla Lega Pro sia calciatori che, arrivati quest’anno, hanno accumulato nel corso della loro carriera importantissime esperienze a livello personale in categorie superiori come Serie A e Serie B. Credo nel lavoro svolto dal tecnico David Di Michele, calciatore di grandissime qualità che ho avuto il piacere di conoscere quest’anno e che, secondo il mio punto di vista, ha tutte le potenzialità per diventare negli anni un allenatore di grande spessore caratteriale ed umano avendo appreso nel corso della sua carriera nozioni e segreti da grandi allenatori del calibro di Luciano Spalletti, tanto per citarne uno. Questa è la sua prima esperienza in panchina e, con l’aiuto di Angelo Quinzi, sta dimostrando di poter guidare questo gruppo verso la salvezza che passa necessariamente dalla sfida di sabato (le gare di andata e di ritorno dei play-out saranno comunque visibili collegandosi e registrandosi su www.sportube.tv in diretta su Lega Pro Channel)”.

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