La storia di Daniela Sabatini ve l’avevamo già raccontata qualche tempo fa, ma è tempo di aggiornarla. La nuotatrice varesina classe 1968 infatti in questi giorni sta terminando la preparazione in vista della sua prossima impresa, la traversata Capri-Napoli in programma per il prossimo 14 luglio.

La Capri-Napoli agonistica si gareggia a settembre, ma a metà luglio viene organizzata sullo stesso percorso una traversata riservata ai master e agli amatori, a chi vuole misurarsi con se stesso e col mare. Daniela ha già disputato la Capri-Napoli nel 2015, vincendola, insieme a tre nuotatori maschi, nella categoria riservata alle staffette in cui i compagni di squadra si alternano in acqua mentre gli altri aspettano in barca il loro turno. Ora la decisione, forse per esorcizzare l’ingresso nell’anno dei 50, di affrontarla individualmente.

Lunedì 27 giugno Daniela è a Riccione, per i Campionati Italiani Master in vasca lunga, vince in 10′ 05” e spiccioli il titolo nazionale Master45 negli 800 stile libero, l’ennesimo di una serie interminabile e, approfittando di essere al mare, lei vive a Sesto Calende, per il giorno seguente ha in programma un serio test in vista della Capri-Napoli, ce lo racconta Luca Monolo, altro nuotatore master molto conosciuto nell’ambiente che l’ha accompagnata in canoa:

“Sveglia ore 7:20, colazione e preparazione di cibi e bevande per l’atleta e il canoista accompagnatore.
Saliamo in macchina con tutta l’attrezzatura necessaria per una traversata oceanica (borse impermeabili che neanche i più moderni sommergibili atomici hanno in dotazione) e ci dirigiamo al Bagno 8 di Rimini.
Ci accoglie Eros, l’addetto al noleggio delle canoe, guardandoci un po’ stranito quando gli diciamo che la canoa ci serve per 5 ore…” ma uscite con questo mare?”
In effetti il mare forza 3 e il vento teso non promettono bene, al massimo accorciamo un pochino il percorso di 20 km che avevamo in mente ci diciamo.
Bando alle ciance, si parte!
Daniela entra e mi dice ” tanto in canoa mi raggiungi veloce…” ” si certo, rispondo, vai avanti che carico il tutto”…
E via controcorrente e contro vento, facendo una fatica immane ci metto dieci minuti a riprenderla in balia delle onde e con la canoa che imbarca acqua per i continui schizzi portati dal forte scirocco .
Si va, mezzora e primo piccolo rifornimento, 1 ora secondo e così via regolari, lei nuota che è un piacere, io bagnato fradicio e affaticato nel remare e svuotare la canoa ogni dieci minuti ( meno male che avevamo le borse oceaniche, cibi e bevande asciuttissimi).
Dopo due ore e mezza e 7 km fatti vedendo mare e vento che aumentano la loro forza decidiamo di girare la prua e tornare indietro.
Daniela ha mal di mare e freddo però mangia ancora regolare, io fatico a tenere a freno la canoa spinta dalla forte corrente e dal vento che ormai è così teso che le onde schiumano violentemente.
Il cielo è sempre più minaccioso ma il ritorno dura solo 1ora e mezza e alle 13:30 sbarchiamo in spiaggia con quasi 15 km fatti.

Nel pomeriggio entrambi avrebbero dovuto gareggiare nei 400 stile libero nelle rispettive categorie, ma, alla fine sono umani anche loro, hanno preferito rinunciare. Adesso Daniela è tornata al suo lavoro presso un Centro Sportivo di Sesto Calende, ma la partenza per Napoli si avvicina a grandi passi, per una sfida che noi osserveremo con discrezione. Perché al di là dell’impresa sportiva quello che succederà in quei 36 chilometri nel Golfo di Napoli sarà per prima cosa un affare tra lei il mare e per seconda  più di quarant’anni di ricordi,  milioni di bracciate, allenamenti, gare, vittorie e sconfitte che inevitabilmente torneranno nella sua testa durante quelle lunghe ore.

Comunque andrà vi racconteremo il resto.

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