La chiameremo “legge Abodi”. Il presidente della Lega di B, Andrea Abodi, prosegue la sua battaglia contro il calcio scommesse a suon di proposte per governo e Parlamento. Dopo aver visto la sua iniziale proposta, di confisca dei beni per i condannati di frode sportiva, trasformarsi in un disegno di legge presentato dal governo nella scorsa settimana, adesso Abodi ritorna sul tema lanciandone via radio un’altra.

Intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io, come rivela il Corriere dello Sport, l’ex manager avrebbe avanzato come nuova proposta, da inserire nel ddl contro il calci scommesse, una norma che assicuri la possibilità per chi denuncia le partite sospette di vedersi riconosciuto “l’anonimato” , in modo da prevenire così, qualsiasi forma di eventuale di ritorsione da parte dei soggetti denunciati.

Una norma quindi, a favore dei “denuncianti” e contro i “denunciati”. In altre parole, ad e contra personam allo stesso tempo. Nel codice di giustizia sportiva esiste già l’obbligo di denuncia per sportivi e non di denunciare “qualsiasi comportamento antisportivo”, previsto dall’articolo 7. Questa nuova norma andrebbe a potenziare il sistema di difesa del calcio italiano.

Da questo punto di vista, secondo Abodi, il nostro calcio sarebbe “ancora troppo fragile” e la prova si sarebbe avuta in occasione della vicenda Farina, quando l’ex calciatore del Gubbio, volle denunciare alla magistratura, la proposta di un suo vecchio compagno di squadra, ai tempi delle giovanili, che voleva coinvolgerlo in un giro di partite “truccate”. Da quel giorno Simone Farina, che oggi è un “ambasciatore” in serie B, è diventato il simbolo di tutti coloro che decidono di denunciare i casi di calcio scommesse.

 

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