In principio è stato (il solito) Joey Barton, poi è toccato al centrocampista agli ordini di Rafa Benitez nel Newcastle Jack Colback; come dimenticare, infine, l’attaccante Kyle Lafferty (passato pure in Italia con la maglia del Palermo), il difensore argentino Martin Demichelis (oggi in odore di MLS per vestire la maglia di Atlanta United agli ordini del ‘Tata’ Martino ma ex Manchester City) ed il tecnico (ormai ex) del Frome TownNick Bunyard.

Chi più pesantemente, chi meno, tutti sono stati toccati dalla stessa problematica: tutti ‘beccati’ a scommettere.

In merito, a partire dal 2014, la Football Association ha introdotto nel proprio regolamento un nuovo articolo‘i calciatori e membri degli staff tecnici di club appartenenti fino all’ottava divisione del calcio inglese (inclusi i campionati femminili) da questo momento non possono più effettuare scommesse su alcun tipo di evento calcistico in qualunque parte del mondo’. Inoltre, alle medesime categorie ‘viene proibito pure di scommettere su fatti legati al calcio come trasferimenti e ingaggi di nuovi allenatori da parte di club nel mondo’.

Fino al 2014, in sostanza, le categorie appartenenti alla FA non potevano scommettere solo su partite o competizioni in cui partecipavano in prima persona o che erano in grado di influenzare. Da allora, invece, è entrato in vigore un restringimento regolamentare importante, atto ad evitare qualunque legame tra calciatori, o addetti ai lavori, e scommesse.

A giudicare da come sono andate le cose, però, non un provvedimento che abbia spaventato più di tanto alcuni dei diretti interessati.

I vertici del calcio anglosassone comunque non demordono e, per aver vinta la propria battaglia, hanno deciso in questi giorni di pubblicare un annuncio, in cui affermano di essere alla ricerca di un avvocato che capisca di calcio e possa dare consigli su questioni che vanno dal comportamento dei giocatori in partite truccate alla protezione dei bambini che militano nelle giovanili (visto lo scandalo emerso per gli abusi sui minori proprio in Inghilterra).

La FA afferma che si tratta di un ruolo nuovo (e pertanto di una sfida stimolante) e diffonde la notizia che il candidato prescelto sarà un avvocato esperto o che abbia una “conoscenza profonda del mondo del calcio e delle sue dinamiche”.

In conclusione, vengono specificati gli ambiti in cui questa sorta di ‘supereroe del calcio oltre la Manica’ dovrà muoversi: “I casi variano dal comportamento sul campo degli addetti ai lavori, al controllo della folla sugli spalti, fino a toccare temi quali anti-doping, partite truccate, scommesse, cattiva condotta finanziaria dei club, casi di discriminazione, commenti offensivi dei media e tutela di bambini o adulti ‘vulnerabili’.

La sfida è stata lanciata; mai come questa volta, tuttavia, l’importante è vincere e non partecipare solamente.

 

 

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