Si può diventare protagonisti di un movimento sportivo nazionale distando più di 1700 km dalla capitale del proprio Paese? Las Palmas, comune di circa 400 mila abitanti situato a Gran Canaria, isola dell’arcipelago delle Canarie, ci sta insegnando che sì, è possibile. Un comune spagnolo che sta vivendo infatti un inizio di stagione sportiva a dir poco magico.

Protagonista assoluta è sicuramente Gran Canaria, società cestistica iscritta alla Liga ACB, il massimo campionato di pallacanestro spagnolo. Durante lo scorso weekend è andata in scena a Vitoria, nei Paesi Baschi, la Supercopa ACB, manifestazione ufficiale fondata nel 1984 che attualmente prevede la partecipazione di quattro compagini: la squadra ospitante, la vincitrice della Liga ACB, quella della Copa del Rey e la squadra meglio qualificata in Europa. In questo caso, quindi, il Real Madrid campione nazionale, il Barcellona secondo in campionato, Gran Canaria finalista della Copa del Rey e semifinalista di Eurocup e, infine, il Saski Baskonia ospitante e quarto in Eurolega.

In semifinale i canari si sono imposti a sorpresa contro i padroni di casa con il risultato di 84-80, davanti agli occhi del loro nuovo acquisto Andrea Bargnani. Una semifinale decisa nei minuti conclusivi, in cui la stella americana Kyle Kuric ha condotto i suoi compagni al successo con un bottino di 24 punti, impreziositi da quattro triple consecutive nel secondo quarto. Al termine della terza frazione le due compagini erano sul pari, ma nell’ultimo quarto gli isolani hanno potuto amministrare il vantaggio procurato dalle triple del finlandese Sasu Sallin e del naturalizzato macedone Bo McCalebb, vecchia conoscenza italiana tra le fila della Mens Sana Siena. In finale, la prima della loro storia, Gran Canaria con un pesante risultato di 79-59 ha dato un’autentica lezione di pallacanestro al Barcellona, vincente nel Clásico di semifinale contro i Blancos. Juan Carlos Navarro e compagni nulla hanno potuto contro gli affamati canari di coach Luis Casimiro, arrivato in estate dopo un’esperienza annuale al Siviglia. Grande prestazione dei soliti McCalebb (15 punti, 5 rimbalzi e 5 assist) e di Kuric (10 punti), di fronte ad un inerme Tyrese Ric, grandissimo acquisto estivo dei Blaugrana strappato ai russi del Khimki. Delusione assoluta per i ragazzi di coach Georgios Bartzokas e prima gioia ufficiale per gli isolani, giunti alla 22esima partecipazione consecutiva alla Liga ACB.

Una storia emozionate quella del protagonista assoluto di questa Supercopa ACB, ovvero Kyle Kuric. Guardia americana di origine slovacca, cresciuta cestisticamente tra l’Indiana ed il Kentucky, durante la passata stagione ha vissuto il momento più difficile della sua vita. Era il novembre del 2015 quando fu regolarmente convocato ad una trasferta di campionato alla Fernando Buesa Arena contro i baschi del Saski Baskonia. L’atleta natio di Evansville non scese in campo a causa di un forte mal di testa che lo colpì durante la giornata. Dopo la partita lo staff medico iniziò a preoccuparsi delle sue condizioni e quindi la società optò per il trasporto all’ospedale di Barcellona, nel quale arrivò la terribile notizia: il cestista era stato colpito da un meningioma, ovvero un tumore cerebrale che ha origine nelle meningi.

La notizia scosse tutta la Spagna: vuoi per le tre operazioni al cervello necessarie, vuoi per una diagnosi così terribile ed improvvisa a fronte di una “banale” emicrania. Difficile trovare le parole per descrivere la forza d’animo di questo grande uomo di 193 cm. Esattamente cinque mesi dopo, infatti, l’americano è rientrato con la canotta della sua Gran Canaria davanti a settemila persone, nel contesto di un’ovazione straordinaria che non può che emozionare. Come spesso accade, il destino gli ha riservato la possibilità di rifarsi nei confronti della sua stessa vita. In quella Fernando Buesa Arena che ha visto l’inizio del suo incubo e con una prestazione magnifica che ha condotto i canari in finale contro il Barcellona. Una finale che gli ha permesso di ottenere, oltre al successo di squadra, anche il titolo di MVP della manifestazione.

Non solo baloncesto nella dorada temporada di questa meravigliosa isola. Infatti, nel fútbol il Las Palmas di Quique Setién non se la passa affatto male. Il Club Desportivo Las Palmas nacque nel 1949 dalla fusione delle cinque squadre delle Isole Canarie, ovvero Gran Canaria, Club Victoria, Arenas Club, Atlético Club e Marino. Sotto la guida di Pancho Arencibia la selezione dei migliori giocatori dell’arcipelago conquistò subito una doppia promozione nei primi due anni, debuttando così nella Primera División nella stagione 1951/52. Il miglior piazzamento dei canari nella massima divisione spagnola risale nell’Época de oro dei primi anni Sessanta: secondo poto dietro al Real Madrid nella stagione 1968/69, un anno dopo il terzo posto dietro a Blancos e Barcellona.

Il Las Palmas conquistò nuovamente la Primera División sotto la guida di Paco Herrera, al termine di quelli che potrebbero costituire i Playoff più pazzi della storia della Segunda División. Da un lato il Real Zaragoza sesto in classifica ribaltò in semifinale il pesante 0-3 casalingo con la sorprendente vittoria per 1-4 al Montilivi contro il Girona terzo, non promosso direttamente nonostante avesse terminato la classifica a pari punti rispetto allo Sporting Gijón secondo. Dall’altro il La Palmas si sbarazzò del Real Valladolid grazie al goal in trasferta segnato all’Estadio José Zorrilla. Nella finale d’andata a La Romareda il Real Zaragoza superò i canari con il risultato di 3-1, vedendo però sfumare la promozione nella finale di ritorno a causa della regola dei goal in trasferta perdendo 2-0 all’Estadio de Gran Canaria.

Se la stagione 2015/16 è stata molto tranquilla per gli isolani grazie ad un sereno undicesimo posto, quella appena cominciata è già una Primera da sogno. Debutto pirotecnico e vincente al Mestalla contro il blasonato Valencia, sconfitto a domicilio con un pesante 2-4 in cui si sono resi protagonisti due nuovi acquisti degli isolani: il bomber croato Marko Livaja ed il centrocampista ghanese Kevin-Prince Boateng. Il primo è una recente conoscenza del calcio italiano che ha ultimato il settore giovanile all’Inter, dotato di un grande potenziale ma anche di un carattere parecchio “fumantino”, prelevato in estate dal Rubin Kazan‘. Carattere particolare ed esperienza italiana in comune con l’ex trequartista del Milan, reduce da un ritorno negativo con i rossoneri e diventato, grazie alla rete contro i valenciani, l’unico giocatore in attività ad aver segnato nei principali campionati calcistici europei: Premier League, Serie A, Bundesliga e La Liga.

Uno schieramento tattico molto particolare quello di Quique Setién, a cavallo tra un 4-2-3-1 ed un 4-3-3 classico, utilizzato soprattutto in trasferta. Al momento gli unici punti di riferimento, oltre al portiere Javi Varas, sono la difesa a quattro capitanata da David García Santana (a Las Palmas dal 2003), la coppia di mediani composta da Roque Mesa e Vicente Gómez e, infine, la titolarità di bomber Livaja. Ma le alternative non mancano. Infatti, il tecnico di Santander varia spesso la composizione dei trequartisti alle spalle dell’unica punta: da Tana (attuale capocannoniere con 3 goal) a Momo, da Viera al marocchino El Zhar passando per il jolly Boateng, per un totale di 10 goal e 4 assist. Infine, valida anche l’alternativa a Livaja, ovvero l’argentino Sergio Araujo, cresciuto nel Boca Juniors ed autore fin qui autore di due goal ed un assist in un totale di 179 minuti, per lo più spezzoni di gara. L’ultima rete delle quali segnata proprio contro il Real Madrid di Zinédine Zidane, valsa il pareggio all’85’ e l’intensificarsi del nervosismo di Cristiano Ronaldo per la precedente sostituzione.

È questa la dorada temporada dello sport a Las Palmas?

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