Molto spesso le vicende del calcio si intrecciano con quelle della politica estera. Nella storia delle competizioni internazionali non sono mancati episodi di partite condizionate o addirittura non disputate a causa delle frizioni tra due o più Nazioni: fece scalpore nel 1973 la decisione della Nazionale dell’allora Unione Sovietica di disertare la partita di ritorno dello spareggio per la qualificazione ai Mondiali tedeschi dell’anno successivo in Germania con il Cile, in segno di protesta nei confronti del golpe che aveva portato  all’uccisione del comunista Allende e all’ascesa al potere del Generale Pinochet. In epoca molto più recente la Uefa ha di fatto impedito che, dopo la crisi della Crimea, squadre russe e ucraine potessero incrociarsi in Champions e in Europa League.

L’ultimo episodio in ordine di tempo riguarda ancora una volta una squadra russa e precisamente nell’incontro di andata tra Fenerbahce e Lokomotiv Moska valevole per gli ottavi di Europa League. La gara disputatasi ad Istanbul era considerata ad alto rischio anche e soprattutto per il difficile momento che stanno attraversando le relazioni tra i governi di Mosca e Ankara, dopo l’abbattimento da parte dei turchi di un aereo militare russo considerato colpevole di aver sconfinato durante il sorvolo dei cieli siriani. Putin ed Erdogan nelle scorse settimane non se le sono mandate a dire (con tanto di introduzione da parte della Russia di dure sanzioni economiche nei confronti della Turchia), e anche l’atmosfera del match del Saracoglu Stadium ne è risultata condizionata.

Ma se gli scontri tra i supporter delle due tifoserie possono rientrare nella categoria della ‘normalità’, sebbene si parli di pietre e bottiglie lanciate contro i pullman degli ultras moscoviti, a fare scalpore è stato il gesto di Dimitri Tarasov, passato quasi inosservato: il centrocampista della Lokomotiv a fine partita si è tolto la maglia da gioco, scoprendo una t-shirt con sopra impressa una foto di Putin e la scritta “Il presidente più educato”. Il riferimento è anche alle milizie (dette, oltre che “Persone educate”, anche “Omini verdi”) che hanno consentito a Mosca di prendere possesso della penisola della Crimea nel 2014. Tarasov nel post-partita ha spiegato il suo gesto ai microfoni dell’agenzia di stampa russa R-Sport: “Putin è il mio presidente e ho voluto mostrare che sono sempre con lui e pronto a dargli il mio supporto”.

La Uefa ha aperto un’inchiesta al riguardo, e Tarasov potrebbe essere squalificato il prossimo 17 marzo, ma il vero rischio era dato dall’alto livello di allerta per quanto poteva avvenire oggi pomeriggio nella gara di ritorno: alla Lokomotiv serviva un’impresa disperata dopo il 2-0 subito a Istanbul, ma l’attenzione di tutti era nei confronti di quello che poteva essere un nuovo capitolo della crisi russo-turca. La gara e il pregara si sono svolti tranquillamente, anche perchè i tifosi della squadra di Istanbul erano molto pochi per via di una mancanza di visto per coloro che venivano dalla Turchia e il risultato finale di 1 a 1 ha premiato il Fenerbahce che passa agli ottavi in virtù del risultato dell’andata. Pericolo scampato.

FOTO: www.sportinglife.com

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