Felice Bonaiti a proposito della montagna disse: “Chi più alto sale più lontano vede; chi più lontano vede più a lungo sogna”. Questa frase credo che un po’ tutti gli alpinisti e gli amanti dell’escursionismo estremo sentano sua. La voglia di arrivare sempre più su porta con sé anche una grande voglia di stupirsi e di continuare a sognare.

Kílian Jornet i Burgada (27 ottobre 1987) è uno scialpinista e atleta spagnolo di skyrunning, specializzato nell’ultratrail. Nella sua carriera ha vinto la classifica finale dello Skyrunner World Series in tre edizioni consecutive dal 2007 al 2009, e successivamente dal 2012 al 2014. Un ragazzo che vuole spingersi sempre al limite, sempre più in là sentire che la fatica porta con sé innumerevoli piaceri. Questa sua voglia matta dell’estremo non è dovuta ad una pazzia, ma è nata dal suo vissuto, esattamente nel periodo della sua infanzia, quando invece di giocare nelle mura domestiche come molti bambini, riusciva già a compiere imprese incredibili. Kílian è nato e cresciuto a Cap del Rec, un rifugio a 2000 metri, gestito dalla sua famiglia in quel di Lles de Cerdanya. I suoi genitori, grandi appassionati di sport e di montagna, sin da bambino l’hanno coinvolto in parecchie ascensioni; a cinque anni Jornet aveva già toccato i suoi primi tremila e quattromila. Crescendo la passione per la montagna non scema, anzi, diventa ancora più intensa. All’età di tredici anni inizia a fare gare agonistiche di sci alpinismo. Una gara tira l’altra e iniziano anche i successi, forse meglio definiti come vere e proprie imprese.

Il 17 giugno 2009 ha battuto (32h54’) il record del percorso G20 che attraversa l’intera isola della Corsica riducendo di quasi 4 ore il record precedente dell’italiano Santucci. Nel settembre dello stesso anno compie un altro capolavoro: altro record abbattuto, questa volta in Sierra Nevada, concludendo il Tahoe Rim Trail (165 miglia ovvero 266 chilometri circa) intorno al lago Tahoe. Il record precedente era di 45h38’ e Kilian ha concluso il percorso in 38h32’. Nel giugno 2010 ha portato a termine la traversata dei Pirenei in 8 giorni e tre ore. Il precedente record era di 15 giorni mentre i normali escursionisti impiegano un mese per compiere questa distanza. Il 28 settembre 2010 ha stabilito il nuovo record di salita e discesa del Kilimanjaro. Ha fermato l’orologio a 7h14’ spodestando il precedente record di 8h27’ di M’Tuy. Un altro record di salita e discesa di un monte l’ha compiuto il 14 giugno 2011 quando ha impiegato 5h19’ per salire e scendere dal monte Olimpo.

A partire dal giugno 2012 ha dato vita aSummits of my life un progetto creato per migliorare i record di salita e discesa in autosufficienza di alcune tra le più note e alte montagne del mondo: Monte Bianco, Cervino, Monte Elbrus, Aconcagua, Monte McKinley e l’Everest. Durante la prima sfida, il Mont Blanc Crossing, una traversata di due giorni dell’intero massiccio del Monte Bianco da Les Contamines Montjoie, in Francia, a Champex in Svizzera, il compagno Stephane Brosse ha perso la vita sull’Aguille d’Argentiere (3900 m). Nel secondo tentativo della traversata dello stesso monte Kilian partito alle 4:46 dalla chiesa di Chamonix raggiunge la vetta (4808 metri di quota) in 3h33’, per poi ridiscendere a Chamonix in 1h24’ realizzando il tempo record di 4h57’40’’ circa 13 minuti in meno del precedente appartenente a Gobet. Nell’agosto 2013 altra vetta messa a repertorio: questa volta sale e scende il Cervino da Breuil-Cervinia, con il tempo di 2h52’2’’ (battuto di 22 minuti il record precedente di Brunod). Il 7 giugno 2014 sfata un altro tabù: in solitaria stabilisce il nuovo record di salita e discesa del monte McKinley (6.194m) in 11h48’ superando di ben 5 ore il record precedente del 2013. Nel mese di dicembre dello stesso anno, dopo un primo tentativo andato a vuoto causa troppo vento, compie l’impresa di raggiungere la vetta del monte Aconcagua e tornare a valle in 12h49’ battendo sia in record ufficiale (Carlos Gomez) sia il record ufficioso (Jorge Egocheaga).

Qualche settimana fa, esattamente il 6 luglio 2016, ha compiuto un’altra impresa stratosferica. È partito all’alba da Les Houches in Francia per arrivare sulla cima del Monte Bianco una prima volta dalla via normale, poi è sceso dal versante italiano, fino al rifugio Gonella. In tutto, il tempo per salire e scendere dalla vetta più alta d’Europa è stato di 4 ore e 20 minuti. Non contento, dopo essersi riposato un po’, è ripartito in corsa per ritornare poi in vetta passando dal ghiacciaio Miage. Da qui una nuova breve pausa, poi ha ripercorso la via francese in discesa, per poi tornare al punto di partenza. Jornet, una volta arrivato a Les Houches ha fermato il cronometro sul tempo totale di 12 ore, in cui è riuscito a coprire 6.700 metri di dislivello per la sua doppia salita.

Kilian stupirà ancora e non smetterà di alimentarsi di queste forti emozioni. Una sua dichiarazione fa capire benissimo qual è il suo spirito, ed in particolare come affronta le montagne: “Mi alleno tanto, per me non è uno sforzo, è la mia vita normale in montagna”. Con queste convinzioni e con il grande amore che ha per le montagne, imprese come quelle che ha compiuto, non saranno le ultime e faranno parte della sua vita, per sempre.

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