Lo scandalo FIFA si allarga a macchia d’olio e le conseguenze ad esso legato non tardano ad arrivare. Dopo la notizia della precaria situazione economica della Conmebol nell’organizzazione della Copa America che si sta svolgendo in Cile in queste settimane, frutto del congelamento dei conti da parte dell’FBI, il Sud America e, in particolare l’Argentina deve far fronte alla problematica relativa ai suoi sponsor principali.

Infatti, il colosso automobilistico tedesco Volkswagen e la banca asiatica ICBC hanno comunicato all’AFA, la federcalcio argentina, che, a seguito degli scandali che hanno coinvolto l’ex presidente della Federazione albiceleste Julio Grondona – deceduto un anno fa – interromperanno il loro rapporto di partnership con il movimento calcistico argentino dopo dodici anni di collaborazione.

Ma andiamo con ordine: Grondona, oltre ad essere stato numero 1 dell’AFA, ha ricoperto il ruolo di vice presidente della FIFA e Presidente della Commissione finanze della stessa. In quest’ambito, le indagini dell’FBI che avevano indicato il segretario generale Jerome Valcke come responsabile di aver avallato la famosa tangente di 10 milioni fatta pervenire a Jack Warner da parte del Sud Africa per ottenere il voto della Concacaf per l’aggiudicazione dei Mondiali del 2010, sono state smentite dallo stesso Valcke, il quale ha indicato come persona incaricata di tale movimentazione illecita proprio Julio Grondona.

Ma non è finita: tra le indagini dell’FBI spunta anche una tangente che Grondona avrebbe ricevuto da Josè Hawilla, CEO di Traffic, azienda leader operante del settore dei diritti televisivi, con l’intermediazione di Alejandro Burzaco, ex Presidente di Torneos y Competencias, società che gestisce i diritti di trasmissione di grandi eventi sportivi sud americani, arrestato in Italia. La tangente girata al numero 1 dell’AFA servì per garantirsi i diritti di trasmissione televisiva della Copa America 2011, ospitata dall’Argentina. Infine, el pibe de oro Diego Armando Maradona, da sempre nemico di Grondona, in passato riferì che l’allora Presidente della Federcalcio Argentina costrinse la compagine albiceleste a perdere volutamente in finale dei Mondiali Italia 1990 contro la Germania dell’Ovest. Cosa che poi avvenne, con il risultato di 1 a 0.

Tornando alle sponsorizzazioni, oltre all’azienda tedesca e alla banca asiatica si deve aggiungere anche l’istituto creditizio sud africano Standard Bank tra le società che si stanno allontanando dall’Argentina. La paura che serpeggia tra gli uffici dell’AFA è data dalla reale possibilità che anche gli altri partner commerciali possano seguire la strada percorsa da quelli sopracitati. Perdere sponsor come Coca Cola, Quilmes, Adidas e YPC potrebbe rappresentare per il movimento calcistico del paese sud americano un danno economico irreparabile.

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