La data della rivoluzione è già scolpita nell’agenda dei destini bianconeri: 28 maggio 2017. E’ la domenica dell’ultimo turno di campionato, quella in cui pare destinato a materializzarsi il passaggio di consegne tra Andrea Agnelli e John Elkann ai posti di comando della JuventusUna storia, che oltre le smentite di circostanza del momento, sta arrivando al bivio nei giorni roventi della bufera per le indagini in corso sui presunti rapporti tra esponenti della ‘Ndrangheta e la società campione d’Italia. Non vi è dubbio che la vicenda al vaglio della Commissione Antimafia, stia mettendo in difficoltà la posizione di Andrea Agnelli e se gli aspetti giudiziari sono ancora tutti da chiarire, quel che già adesso è diventato ancor di più un’emergenza è l’imbarazzo per l’aspetto mediatico di un caso che si fa sempre più scottante. C’è apprensione a Torino sui riflessi che questa storia potrebbe avere all’esterno, c’è il timore di un danno all’immagine del club e di ricadute negative sul brand. Ecco perché John Elkann da un lato tiene un profilo basso, fa dichiarazioni in cui conferma il sostegno ad Andrea e ribadisce che suo cugino rimarrà alla presidenza della Juventus ma dall’altro, a fari spenti, sembra già a lavoro a pieno ritmo per preparare il “piano B”
Lo hanno già ribattezzato ribaltone, Elkann vuole evitare di far passare sui giornali, in tv o sul web il messaggio che alle porte ci sia una guerra di cuginanza e punta a preparare il terreno per una sorta di diplomatico riassetto interno. Cambia la forma, non la sostanza. Undici anni dopo la fine della triade Moggi-Giraudo-Bettega, stavolta all’orizzonte si staglia la probabile uscita di scena dell’attuale triade Agnelli-Marotta-Paritici, con quest’ultimo che sarebbe l’unico ad avere ancora le maggiori chance di rimanere. Per Agnelli già si parla di un’uscita di scena con qualche tempo di pausa, nell’attesa di un chiarimento su questa vicenda, per poi ritagliarsi un futuro in Ferrari. Marotta, sinora fedelissimo di Agnelli, sarebbe disponibile a proseguire anche con una nuova presidenza ma anche qui c’è incertezza e non si può escludere un divorzio. Potrebbe, invece, scattare una promozione sul campo per Paratici, secondo i bene informati proprio al posto di Marotta. Morale della favola: se rivoluzione sarà, ne rimarrà al massimo soltanto uno su tre
 
Elkann sa di dover scalare una montagna: il problema non è quello di prendersi i posti di comando della Juventus, l’aspetto complicato semmai è insediarsi dopo il quinquennio scudettato del cugino. E allora, per sovrastare i prevedibili scetticismi o mugugni iniziali dell’ambiente, l’idea pare essere quella di ottenere il consenso popolare riportando a casa Alessandro Del Piero e affidando a lui la presidenza (formale) del club. L’ex capitano, bandiera e numero dieci juventino sarebbe evidentemente una figura più che altro mediatica e sportiva, visto il brand che si porta dietro, più che un manager. Ma sarebbe pure un segnale forte perché cinque anni fa venne allontanato dal mondo Juve e a farlo fu proprio Andrea Agnelli, l’uomo giusto che viene stimato da tutti per la sua correttezza e forse figura ideale anche per svelenire l’alone di forte antipatia e sospetto cronico che da ogni parte d’Italia serpeggia sulla bontà del dominio bianconero nel calcio di casa nostra. L’alternativa sarebbe la promozione di Pavel Nedved, attuale vice-presidente bianconero ed altro uomo immagine gradito ai tifosi, oltre che profondo conoscitore delle dinamiche interne di casa Juve. Ma Nedved è anche figura molto vicina ad Agnelli: forse troppo. E allora spunta anche il nome di Alessandro Nasi, cugino di John Elkann, amico della moglie Lavinia Borromeo, balzato qualche tempo fa alla ribalta del gossip per la relazione (in corso) con Alena Seredova, ex moglie di Gianluigi Buffon. L’eventuale nomina di Nasi ricorderebbe quella di Jean-Claude Blanc, in passato amministratore delegato bianconero, magari accompagnato da una bandiera calcistica del club come vicepresidente. 
 
Clamoroso, ed alquanto improbabile, sarebbe infine un ritorno sulla scena di Lapo Elkann, anche se c’è chi dice che non sarebbe affatto una fantasia e che Lapo ci stia provando sul serio e con un pressing asfissiante a riprendersi la Juve, magari in tandem con qualche grande ex calciatore juventino a fargli da tutor: lui, il capitano, Alessandro Del Piero.  Nel calderone dei nomi che, comunque, John Elkann valuta e che potrebbero avere un ruolo dirigenziale nella nuova Juventus ci sono David Trezeguet e Andrea Pirlo, ormai prossimo a salutare la Major League Soccer. Per le figure di contorno c’è tempo. Ora sta per tornare Alex. Esce Agnelli, entra Del Piero: la sostituzione è pronta. Del Piero-Juventus, un film che (ri)comincia dal 28 maggio, con la regia di John Elkann. 
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