Sino a luglio dello scorso anno era riconosciuto nel panorama calcistico inglese come un attaccante di medio-basso livello, giunto in Premier League con la maglia del Leicester City dopo una gavetta durata anni sui campi semi-professionistici e tanti problemi fuori dal campo a causa di un carattere tutt’altro che mansueto.

Poi l’inizio della favola che ormai tutti conosciamo e l’arrivo della ribalta a livello planetario grazie alla valanga di gol che ha permesso alle Foxes di compiere la più grande impresa nella storia del calcio britannico (e non solo); stiamo, ovviamente, parlando di Jamie Vardy.

Durante la straordinaria stagione disputata, in tanti, tra addetti ai lavori e semplici tifosi, si sono chiesti quale fosse il segreto di un attaccante sempre così carico e disposto a rincorrere gli avversari anche al 90’ con la propria squadra in vantaggio.

A letto presto la sera? Ore ed ore di esercizio fisico? Macché. La ‘dieta’ dell’uomo dell’anno in Premier League prevede: nicotina, Red Bull e, soprattutto, nessun’ora di palestra. Incredibile ma vero, è quanto emerge sui media del paese anglosassone per bocca di Sir Jamie in persona.

Il numero nove del Leicester, infatti, si è detto felice di ammettere che la sua carica esplosiva sul rettangolo verde derivi da nient’altro che l’energy drink Red Bull, ad alto tasso di caffeina, e la sua borsetta piena di nicotina masticabile.

Il ventinovenne ha aggiunto che andare in palestra per lui equivarrebbe ad un indebolimento delle forze a disposizione e che il peso più grande in grado di sollevare è pari ad una lattina di Red Bull. Vardy ha comunque interpellato i dottori della Football Association in merito al suo uso di prodotti a base di nicotina e caffeina, i quali hanno fornito il loro via libera.

Ascoltato in riferimenti alle sue bizzarre abitudini, il bomber di Ranieri ha risposto: “Si tratta semplicemente di cose che ho sempre fatto. Inoltre ho sentito il parere dei medici e mi hanno detto che non ci sono problemi. Non la chiamerei propriamente una dieta, la Red Bull mi serve più che altro per svegliarmi al mattino. La bibita rende regolari i miei ritmi di vita e prenderla al mattino mi fa stare bene. E’ qualcosa di cui sento il bisogno.

Nonostante sia un calciatore piuttosto longilineo e assolutamente asciutto, basti pensare che i preparatori atletici del Leicester hanno riscontrato sull fisico di Vardy solo il 6% di grasso, l’attaccante inglese insiste ad affermare che tutti i suoi tentativi di avvicinarsi al mondo del fitness sono andati completamente falliti.

Il nuovo Calciatore dell’Anno in Premier, peraltro ex fumatore, ha infatti detto: “Non vado mai in palestra. Se ci andassi, sono sicuro che lo sforzo fisico rallenterebbe la carica che ho a disposizione. Alzare pesi non mi aiuterebbe affatto, anzi. Ogni persona è diversa e questo è il mio modo di essere. Sono sicuro che se un altro professionista facesse ciò che faccio io, non funzionerebbe. Per me, invece, è perfetto così. Ci hanno provato a catapultarmi in palestra ma proprio non sono in grado di riuscire a fare niente lì dentro.

A precisa domanda sull’ultimo peso rilevante sollevato, poi, la risposta è geniale: “Probabilmente quella lattina di Red Bull con cui sono stato fotografato l’altro giorno”.

Nonostante Vardy non abbia violato le norme anti-doping, sia la caffeina che la nicotina sono presenti sulla lista della WADA (World Anti-Doping Agency) come sostanze da tenere sotto controllo, in riferimento al loro tasso di consumo personale, se usate durante le competizioni.

Ad ogni modo, un portavoce della Football Association ha confermato che lo staff medico inglese è a conoscenza delle abitudini di Jamie Vardy e che quest’ultimo è assolutamente inattaccabile per quanto concerne le leggi anti-doping.

Sui media britannici, da Leicester, qualcuno sembra aver fatto filtrare che Vardy avrebbe usato la nicotina masticabile, che possiede un effetto maggiore se messa insieme ad un chewing gum, anche durante diversi incontri. Una voce non confermata dall’entourage dell’attaccante, che ha comunque sollevato interesse in patria. L’ex capo esecutivo della sezione anti-doping nel Regno Unito, Michelle Verokken, ha sentenziato che l’eventuale uso di nicotina durante le partite da parte di Vardy porterebbe alla luce domande interessanti a cui rispondere.

La domanda chiave per le autorità anti-doping riguarda lo stabilire, a livello scientifico e definitivo, se sostanze stimolanti come la nicotina possano alterare le prestazioni di un atleta. Si tratta di un elemento monitorato già dal 2012 ed in questo momento non si tratta di violazione delle regole. La nicotina sappiamo che agisce come stimolante per la frequenza cardiaca e null’altro al momento.”

In attesa di ulteriori sviluppi in materia, nel frattempo, Jamie Vardy continua a fare ciò che gli riesce meglio: buttare la palla in rete. Nell’ultima sfida disputata dai Tre Leoni contro il Galles, infatti, il centravanti del Leicester è entrato dalla panchina ed ha subito tolto le castagne dal fuoco al ct Roy Hodgson mettendo a segno la fondamentale rete del momentaneo 1-1 per i suoi, in grado poi di portare a casa i tre punti grazie al gol di Sturridge a tempo scaduto, e lottando come di consueto su ogni pallone giocabile fino al triplice fischio dell’arbitro.

Che dire, le abitudini di Vardy fuori dal campo lasciano ampiamente a desiderare per un atleta; eppure forse è proprio questo a rendere ancor più speciale e romantica la figura di Jamie, l’ex operaio che viene da Sheffield.

vardy

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