Ha vinto tutto quello che poteva nel mondo del calcio e ha una schiera di tifosi sui social network da far invidia a chiunque.

E ‘ considerato la più grande leggenda del Celtic Glasgow, club che ha guidato a quattro trionfi consecutivi in Champions League.

Fermi tutti. Qualcosa non vi torna? E’ normale. Stiamo parlando, infatti, di Ivica Strok un ‘calciatore’ piuttosto anormale.

Perché? Il motivo risiede nel fatto che Strok non esiste se non nella virtualità di Football Manager.

Ora, però, scopriamo come un finto fenomeno del calcio possa aiutare davvero ed in maniera importante chi i problemi li ha sul serio.

Il maggior successo di Ivica Strok, infatti, non è col pallone tra i piedi, né grazie agli 836 goal segnati nella sua carriera.

L’immagine di Strok è recentemente diventata parte di una campagna per aiutare le persone con problemi mentali.

Ma quando e come nasce Strok? La “vita” di Strok comincia a prendere forma il giorno che il suo nome compare davanti a Jonny Sharples, un ‘malato’ del popolare videogioco Football Manager, che offre alle persone di replicare la carriera di un allenatore, di decidere le tattiche, oppure la firma e la vendita di giocatori.

Sharples non era inizialmente convinto di portarsi a casa questo giovane calciatore croato di 18 anni proveniente dalla NK Zagabria, ma poi ha deciso di rischiare.

La firma è avvenuta nel mese di gennaio dell’anno 2020 (sì, avete letto bene) e da lì Strok è divenuto protagonista di una carriera impressionante, che lo ha portato a vincere tutto con il Celtic e ad essere campione d’Europa con la Croazia.

Grazie a Strok, Sharples ha rivoluzionato il proprio gioco e vinto ogni trofeo virtuale possibile.

L’idolo del ragazzo, però, acquisisce un nuovo e molto più profondo significato a partire dal dicembre 2014, a seguito di una telefonata.

A spiegare i fatti è proprio Jonny:

“Ho chiamato mia sorella e mi ha detto che mio fratello maggiore, Simon, si era tolto la vita. Mi è crollato il mondo addosso. Tutto era cambiato in un attimo. L’unico posto dove potevo scappare era il mio computer portatile grazie alla vita di Ivica Strok”.

Sharples ha iniziato a vivere con ancor più intensità ciascuna delle 22 stagioni della carriera di Strok e ha anche creato un account in suo onore sui social network.

“E’ stato come essere il dottor Frankenstein e rendere vivo il mio mostro. La sua fama è cresciuta così tanto da diventare un’icona oggi. Dopo il suo ritiro, infatti, con un amico, ho creato 150 copie stampate di un giornale fittizio per celebrare le gesta di Strok. Con il ricavato ho scelto poi di raccogliere fondi per un ente di beneficenza.”

Alla fine, si è riusciti a raccogliere circa mille dollari.

Inoltre, il popolare National Football Museum di Manchester ha voluto una copia del giornale, con una T-shirt del Celtic con il nome Strok e il numero 10, da esporre all’interno del proprio spazio.

“E’ stato nello stesso edificio con vere leggende dello sport come Messi, Pelè e Maradona. Ancora non ci credo”, le parole di un sorpreso ed emozionato Sharples.

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