C’è ancora silenzio. Troppo silenzio.
Sono otto anni che circola in ogni luogo a L’Aquila.
Una terra di superstiti e vittime. Di luoghi sacri e vita quotidiana, una volta perfino frenetica.
Anche quando c’è il sole, non è mai abbastanza per scaldare anime e luoghi.

Un posto rimasto ‘senza voce’, dove c’è chi ancora prega davanti alle macerie di quella che era, una volta, una chiesa.

L’Aquila e le sue ferite, per 309 famiglie che hanno perso abbracci e volti, profumi rimasti sui vestiti e pigiami in quella tragica e spietata notte. Mentre in questi otto lunghissimi anni conservano  la disperata necessità di sopravvivere per vivere.

Dall’idea che L’Aquila dovesse diventare uno dei centri più moderni d’Europa alla realtà, cruda, spoglia e triste di quello che è, oggi.
Lo spopolamento,l’abbandono, le speranze riposte, senza risposte..

Quattro anni fa, insieme al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Geologi con il presidente Gianvito Graziano e il consigliere nazionale Michele Orifici, è nato il Premio Avus per la migliore tesi sulla prevenzione sismica.
Fin da subito, fu contattato il giornalista, Umberto Braccili inviato Rai, che scrisse il libro “Macerie dentro e fuori”, rinunciando ad ogni tipo di compenso e rimborso. Proventi che hanno sostenuto i costi dei  processi.

“In fase di processo civile, abbiamo dovuto pagare il compenso per una perizia psicologica dove si dimostrava che eravamo rimasti scossi dalla morte dei nostri figli” dice Angelo Lannutti , presidente dell’Associazione Avus 2009 che quel 6 Aprile, perse la figlia Ivana.

L’università de L’Aquila e il Gran Sasso Science Instituite hanno affiancato l’Associazione dei genitori nel premio. Qualche giorno fa, presso l’aula magna GSSI a L’Aquila, sono stati  premiati Marco Zanini, laureato in Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Padova con una tesi dal titolo “Valutazione della sicurezza sismica con metodi di primo livello: gli edifici in linea”, e Vincenzo D’Oriano, laureato in Geologia e Territorio presso l’Università degli Studi di Bologna con una tesi dal titolo “Sfide alla geologia: le opere di Miozzi e Calatrava a Venezia”.

Alla manifestazione ha partecipato, tra i tantissimi presenti, Vasco Errani, commissario straordinario alla ricostruzione.
Ha rivolto parole ai giovani studenti  di Amatrice, L’Aquila, Teramo e Camerino facendo riferimento al tema della rinascita dopo i devastanti terremoti nel centro Italia di questo ultimo periodo.

Rinascita, questa parola ha un bel suono. Sa di arte, di nuova vita, di emozioni da vivere ancora. Tra passato e futuro, esiste il presente  che per 309 famiglie è ancora dentro un ‘fermo immagine’, un fotogramma di sentimenti che durerà tutta la vita, mentre continuiamo a sperare in una città spogliata dai fantasmi e di nuovo viva per accogliere chi pur non dimenticando è rimasto e quanti arriveranno.

E nel frattempo “Io non dimentico” resta scolpito in questa data.

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