Abbiamo sotto gli occhi lo sforzo fatto dai vertici dello snooker italiano per promuovere la disciplina, per portare il messaggio in più case possibili, per trasformare fans in players. Fuori dalle Alpi però c’è un mondo che si impegna, un movimento che si muove in tutta Europa, nel tentativo di accreditarsi e svilupparsi inseguendo il mito anglosassone.

La European Billiards and Snooker Association, l’autorità dello snooker europeo, è l’ente che tiene un po’ le fila degli sforzi e prova a coordinarli verso direzioni coerenti tra loro. Il Chairman EBSA, Maxime Cassis si concede per un’intervista con grandissima disponibilità: “Non mi disturbate, per lo snooker chiamatemi quando volete”.

I grandi miglioramenti ottenuti in Europa con relativa rapidità sono segno che c’è tanta voglia di snooker. Il Presidente Cassis ha già chiare le prossime mosse: “Next steps? Una cosa importante che stiamo facendo è organizzare meglio le competizioni sotto la nostra supervisione. Questo può portare ad una riduzione di budget e ad un impatto promozionale. L’idea è quella di raggruppare le 9 competizioni in due grandi eventi, che si terranno in due paesi membri EBSA, a rotazione. Quest’anno il primo è stato a Cipro con gli Europei, il secondo sarà in Albania, a partire dalla fine di maggio”.

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Proprio agli Europei di Cipro gli azzurri hanno fatto vedere che di strada ce n’è ancora tantissima, ma la strada è quella giusta e si vede: “A Cipro abbiamo visto il livello dell’Italia. Un paese giovane nello snooker che però sta facendo tantissimo, anche se agli europei ancora non c’erano junior o under 18. Ovviamente per arrivare ad avere un campione serve avere più giocatori, serve coinvolgere i giovani. Sono stato felice però di vedere Tonini e tutti gli altri: il livello sta salendo.

 Il Chairman Cassis applaude al lavoro svolto dalla federazione italiana: “Devo sottolineare i grandi passi intrapresi da Davide Coltro. Le sue scelte sono state importanti per lo snooker in Italia. Sottolineo prima di tutto la formazione di allenatori ed arbitri, non potevano esserci decisioni migliori per provare a garantire futuro a questa disciplina. Continuando in questa direzione si andrà lontano”.

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Dopo lo sbarco, adesso il biliardo inglese però deve crescere ed espandersi a macchia d’olio. Maxime Cassis traccia la direzione da seguire: “Mi piacerebbe vedere più accademie, anche in altre parti del paese. In questo modo si creerebbe competizione. Il segreto per il futuro dello snooker comunque sono i giovani, coinvolgerli vorrebbe dire poter aumentare il bacino di giocatori, aumentare progressivamente il livello e portare tutto il movimento verso l’alto”.

Per arrivare dai giovani l’EBSA sta mettendo in campo un progetto ambizioso e sano. L’idea è quella di far entrare il biliardo inglese nelle scuole, in una versione funzionale all’apprendimento e allo sviluppo delle facoltà matematiche e fisiche: “Già in alcuni paesi lo snooker è giocato dai ragazzi a scuola, anche in Cina. Sicuramente giocarlo può essere allenante per il cervello. Il ‘functional snooker’ si gioca su un tavolo di sei piedi e aiuta per la matematica, per la fisica. L’EBSA ha pensato di portare avanti questo progetto in cinque stati europei: Paesi Bassi, Francia, Bulgaria, Repubblica d’Irlanda e Italia.

 L’Italia è ancora una piccola realtà, ma i primi passi di un cammino che si spera lungo hanno raccolto l’approvazione e gli applausi dei vertici dell’EBSA. L’autorità continentale manifesta una concreta comunione di intenti con il nostro movimento: più snooker nell’Italia e più Italia nello snooker.

 

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