Spa-Francorchamps: 7004 da percorrere. Il circuito più lungo, tecnico e bello del Mondiale di F1. Gli addetti ai lavori lo definiscono “Università della F1”. Vero. Non c’è niente come Spa. E non c’è nessuno come Michael Schumacher, indiscusso e indiscutibile “magnifico rettore” del circuito.

La storia inizia nel 1991 quando un giovanissimo e anonimo tedesco, Michael Schumacher, equivalente di Mario Rossi in Italia, si affaccia alla F1. É un carneade a chilometri zero. Gareggia perché Bertrand Gachot, pilota titolare della Jordan, è in carcere ed Eddie Jordan è in cerca di chiunque possa guidare una monoposto. L’unico disponibile è proprio quel biondino 22enne che guida la Sauber Mercedes nel mondiale prototipi. Come saltare dalla Lega Pro alla Champions League, o dal circolo sotto casa a Wimbledon. Il Circus lo etichetta immediatamente: il “solito raccomandato Mercedes”. Michael Schumacher non fa una piega: indossa il casco, entra in pista e, per la prima volta alla guida di una F1, centra il settimo posto in griglia. Davanti a lui solo Senna, Prost, Mansell, Berger, Alesi e Piquet. Niente male, quel ragazzino. In gara, tradito dalla frizione, è costretto al ritiro. Il suo weekend resta comunque da incorniciare: Briatore, uno che ha fiuto, se ne innamora e lo ingaggia alla Benetton.  E nel Mondiale del 1992 conquista la sua prima vittoria sempre lì, in Belgio. Il resto è storia. Storia, che, qualche anno dopo, si mescola con il mito.

Le lancette si fermano al 27 agosto del 1995: Spa, come spesso accade, regala tempo incerto. Schumacher scende in pista ed è sorpreso dal tipico acquazzone delle Ardenne. Asfalto allagato: il tedesco si piazza solo sedicesimo in griglia. Damon Hill, il suo rivale per il titolo, è ottavo. In gara, però, cambia tutto: la storia si lega al mito. Schumacher si produce in una rimonta entusiasmante. Recupera  posizioni. É ottavo. Poi quarto. Quindi secondo. Quando è in testa inizia a piovere. L’acquazzone può rovinare l’impresa. Schumacher, come Hill, come tutti, dovrebbe montare gomme da bagnato. Nein. Lui non è come tutti. Lui è Michael Schumacher. Resta in pista con le gomme da asciutto, resiste ai tentativi di sorpasso del rivale e centra una impresa storica. Mai nessuno, partendo dal sedicesimo posto, è riuscito a vincere una gara. Mai nessuno, però, è stato e forse mai sarà Michael Schumacher. Ne inanellerà altre cinque, di vittorie, in Belgio. Dove, 26 anni fa, sorse l’alba di una carriera straordinaria, tramontata a Interlagos nel 2012 e sprofondata nel buio di un destino amarissimo nel 2013.

.

Close