San Lorenzo è Boedo, Boedo è il San Lorenzo.

E del suo ritorno nel quartiere a cui appartiene per identità e storia, della sua vuelta a Boedo, abbiamo già parlato abbondantemente.

Alle 21, ora argentina, dello scorso lunedì 24 Ottobre, il San Lorenzo è tornato a Boedo.

Trentadue anni dopo l’ultima volta, una squadra professionistica del Ciclòn ha giocato una gara ufficiale in Avenida La Plata.

E, ironia della sorte, la nuova era de los Cuervos si è aperta proprio come si era chiusa: giocando a pallacanestro.

Nel dicembre 1979, quando il Gasometro chiudeva i battenti sotto la pressione della Dittatura, nella palestra San Martin, qualche passo più in là, si continuava infatti a giocare a basket.

E si continuò fino al 1984, anno della chiusura della San Martin.

Un distacco così forte, quello fra il basket e Boedo, da far scomparire addirittura la squadra fra il 1986 ed il 1992. E trovare il ritorno nel professionismo solo nel 2012 ed il primo scudetto la scorsa stagione.

Non che mancasse la tradizione, anzi. Pur senza risultati a livello nazionale, il basket a Boedo contava, ogni anno, quasi trentamila partecipanti fra corsi, squadre ufficiali ed iniziative di vario genere (fonte: Clarin.com).

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Con la gara contro Bahia, vinta 72-57, il basket è tornato a Boedo e con lui tutto il sentimento di una delle realtà sociali e sportive più amate e conosciute al mondo.

Il Polideportivo Roberto Pando è stato il primo impianto sportivo inaugurato nel nuovo centro sportivo del San Lorenzo. I lavori, cominciati nel marzo 2015, sono costati trentadue milioni di pesos per un palazzetto di 2050 posti a sedere.

L’abbiamo costruito al cento per cento con i nostri soldi, senza chiedere quote aggiuntive ai nostri soci. Credo sia la dimostrazione per i tifosi di tutte le squadre che tutte le società, lavorando bene ed in maniera onesta, possono non solo far sopravvivere un club ma farlo crescere” ha dichiarato il presidente Matias Lammens.

Una serata emozionante per tutti.

Qui ci sono duemila tifosi ma sono quasi quattro milioni ad essere emozionati per questo ritorno, come me” ha raccontato invece lo speaker della serata.

A confermarlo anche Marcelo Tinelli, vicepresidente del club: “è la celebrazione di tanti anni di impegno e lavoro per tornare a Boedo”.

I titoli sono importanti ma qui si parla della storia e dell’identità di ognuno di noi, ed è una cosa di cui non si può fare a meno” ha poi aggiunto.

Ora non resta che attendere il ritorno del calcio al Viejo Gasometro, previsto per il 2018.

Un passo alla volta il San Lorenzo si sta riappropriando della propria storia.

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