Si è sempre discusso su quello che deve fare o meno un atleta fuori dal campo. Non di certo sulla vita che deve condurre, che deve essere (più o meno) sempre sana per poter poi dare il meglio sul campo e negli allenamenti, ma tanto di come rapportarsi alla vita reale. Un atleta famoso, seguito da milioni di persone sui social Network, deve esprimersi su certi argomenti, oppure deve far finta di nulla e ostentare ricchezza e spensieratezza? Questa riflessione ci viene dopo l’episodio che ha coinvolto Claudio Marchisio che su Facebook ha postato la foto di una donna di origini africane in balia delle onde e in piena disperazione appena sbarcata sulle coste italiane dopo un altro viaggio della speranza, che nelle acque italiane è ormai diventata l’abitudine.

Bandiera – Il post di Marchisio è il post di una bandiera della Juventus. Un ragazzo nato e cresciuto nelle giovanili del club bianconero e ora uomo simbolo di una della squadre più forti d’Euorpa. Giovedì scorso Marchisio, colpito dall’ennesima tragedia sulle coste italiane, ha deciso di postare una foto: “Viaggi della speranza che finiscono in tragedia per molte persone! Ancora corpi senza vita nel #mediterraneo. Come la tragedia di Manchester, avvenuta pochi giorni fa, continuiamo a vedere, sentire e leggere notizie strazianti e storie assurde! Come sta cambiando il mondo?”. Questo il testo che il centrocampista juventino ha scritto a descrizione della foto. Un pensiero tutto sommato profondo che vuole avere uno sguardo sul mondo a 360 gradi e non solo su quello che in quei giorni teneva banco e cioè la tragedia di Manchester. Il problema poi però sono stati i commenti che tifosi e fan di Marchisio hanno deciso di lasciare sotto al post: c’è chi elogiava questa presa di posizione e chi ne criticava il contenuto e chi ancora invece rimproverava Marchisio di “impicciarsi” di cose extra calcio e di non pensare solo al rettangolo verde. Senza entrare nell’inutile diatriba di chi vuole accogliere o chi vuole respingere questi essere umani che arrivano in condizioni che di umano non hanno nulla, per sfuggire da situazioni ancora meno umane del viaggio che hanno sostenuto, il quesito che ci poniamo è questo: Cosa deve fare un personaggio importante dello sport? Impegnarsi nel sociale, cercare di dare una sua opinione, far vedere che non è così distante da quello che lo circonda, oppure far finta di nulla e regalare ai suoi tifosi solo attimi di spensieratezza?

Si è sempre detto che gli atleti prima di essere calciatori, tennisti e chi più ne ha e più ne metta, sono uomini, ragazzi. Allora perché criticare la scelta di un ragazzo che sul suo profilo decide di dire qualcosa che va un po’ fuori dagli schemi, che decide di dimostrare la sua sensibilità verso un argomento che molte volte somiglia solo ad un dato statistico? Forse anche questa potrebbe essere una diatriba infinita tra chi sostiene una o l’altra parte, ma la pochezza di alcuni commenti al post di Marchisio lascia veramente sbalorditi. Come nell’occasione del Tweet del cittadino honduregno Jorge Larios che la sera stessa degli attentati di Manchester si diceva dispiaciuto che tra le vittime non ci fosse Pep Guardiola o un altro catalano, i commenti sotto al post di Marchisio non rispettano di certo la volontà del calciatore. C’è chi scrive “Pensa alla Champions” oppure chi dichiara di voler togliere il “like” alla pagina perché il post è (testuale) una “cagata”. Forse la risposta al nostro quesito è che, qualsiasi cosa faccia, un personaggio famoso troverà sempre qualcuno che lo criticherà anche davanti a delle situazioni ed alcune opinioni che non dovrebbero scatenare discussioni perché rappresentano valori assoluti ed universali. Purtroppo con l’avvento dei social è diventato tutto molto relativo, ma a noi piace pensare che ogni atleta abbia delle emozioni ed una sensibilità che potranno essere espresse e condivise con il suo pubblico, senza che nessuno si senta in diritto di criticare la sua scelta.

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