“Una cricca che si spartisce i miliardi del calcio italiano”. Di questo si tratterebbe secondo quello che scrive Lirio Abbate, l’inviato del settimanale L’Espresso. A proposito dell’esistenza di un vero e proprio “cartello” delle televisioni che si spartirebbe i soldi dei diritti televisivi del calcio italiano. E’ questo il quadro che uscirebbe dall’ultima istruttoria dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, presieduta da Giovanni Pitruzzella. Relativo all’asta sui diritti tv bandita dalla Lega nel giugno del 2014 per l’assegnazione dei diritti sulle partite fino al 2018. Sulla quale ci sarebbe stato, come riporta L’Espresso, “un vero e proprio aggiustamento di asta pubblica”. Che sarebbe stato possibile ricostruire grazie ad alcuni documenti riservati (email interne all’azienda di Cologno Monzese delle quali sono riportati alcuni stralci nelle pagine del settimanale) che avrebbero rivelato le “manovre segrete del Biscione”. Per ottenere un “compromesso” che accontentasse tutti i giocatori della partita: sia Mediaset che Sky Italia cioè i due principali contendenti nel mercato dei diritti televisivi legati alle partite di calcio.

Secondo quanto si legge nelle pagine del settimanale, senza quel compromesso, Mediaset sarebbe rimasta “esclusa”, visto che l’“offerta più vantaggiosa” messa sul piatto sarebbe stata quella di Sky. La quale si sarebbe così aggiudicata i diritti Tv fino al 2018 (per il pacchetto satellitare e quello relativo al digitale terrestre). L’asta del 5 giugno, alla quale prendono parte Mediaset, Sky, Fox ed Eurosport, vede infatti in vantaggio l’azienda di Rupert Murdoch. Ed è  per questo che allora, nei giorni precedenti l’assemblea di Lega fissata per il 26 giugno, si sarebbe scatenata l’offensiva di Mediaset per ottenere “un accordo”.

All’interno di alcune email ci sarebbero le indicazioni fornite dal vicepresidente del Biscione Pier Silvio Berlusconi. Il quale, sarebbe voluto andare da Sky “a negoziare sullo scenario A+D”. Vale a dire la piattaforma satellitare e il digitale terrestre. Come si legge sempre nell’articolo di Liri, ci sarebbe tra i manager del Biscione chi auspicherebbe un intervento di Infront (la società con sede in Svizzera che è l’advisor della Lega Calcio) in qualità di mediatore. E infatti verranno avviate “trattative sotterranee” che alla fine porteranno la Lega e Infront “ad assegnare a Sky il pacchetto satellitare e a Mediaset quello del digitale terrestre”. Ma secondo l’istruttoria dell’Antitrust, la soluzione trovata non è il frutto di una valutazione oggettiva delle offerte, ma il risultato di un accordo tra banditori (Lega e Infront) e alcuni dei partecipanti all’asta (Sky e Mediaset)”. La Lega dal canto suo, nell’assemblea del 26 giugno, avrebbe solo “recepito il contenuto della delibera finale”. Inoltre, secondo l’Authority per la Concorrenza, “l’intesa avrebbe recato vantaggio principalmente a Mediaset Premium mentre Sky vi avrebbe aderito perché indotta anche dalla condotta dalle altre parti”. Ma, per il Garante, all’intesa avrebbero lavorato tutti (Sky, Mediaset, Infront e Lega). Anche se con ruoli diversi.

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