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Calcio

Il patto anti-Juve sull’asse Milano-Napoli e il duello Agnelli-Elkann

Emanuele Cammaroto

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Patto di ferro tra Inter, Napoli e Milan per contrastare tutti insieme il monopolio della Juventus. Le tre grandi pensano ad una intesa di non belligeranza, una comunione d’intenti finalizzata a riequilibrare le sorti del calcio italiano. Le prove tecniche di sinergia del vento unanime di protesta che soffia forte sulla Serie A sono tangibili ed ormai testimoniate da segnali mediatici inequivocabili con un coro di malcontento che, dalla Madonnina al Vesuvio, potrebbe presto portare a riporre in un cassetto i vecchi antagonismi geografici e campanilistici per tramutarsi nell’idea di un possibile dossier condiviso sugli errori arbitrali.
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Oltre qualsiasi gap tecnico tra le squadre di vertice, c’è la voglia di invitare perlomeno ad una riflessione l’Associazione Italiana Arbitri e di dare una dimostrazione di forza in Lega Calcio dove alle porte c’è l’elezione del nuovo presidente per la poltrona sinora occupata da Maurizio Beretta (argomento sul quale ancora non c’è accordo). Le tre big sono intenzionate a dare vita alla “triplice alleanza” per arginare lo strapotere, da loro discusso, che sta avendo sino a questo momento la società di proprietà della famiglia Agnelli. Alle due milanesi ed ai partenopei non va proprio giù quanto accaduto nelle recenti settimane, sempre a Torino. Prima nella sfida tra Juventus e Inter poi nella semifinale di andata di Coppa Italia Juve-Napoli e infine sabato scorso con il rigore decisivo al 95′ in favore della formazione di casa e la reazione furiosa del Milan. L’inespugnabile fortino dello Stadium è un tabù che le tre grandi non accettano e mettono in discussione. E la parola d’ordine che anima le proteste di Inter, Napoli e Milan si racchiude nella medesima espressione:“decisioni vergognose”. Il comune denominatore della protesta è la cartina di tornasole di una battaglia che potrebbe presto diventare una guerra senza esclusione di colpi.
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A Torino regna Andrea Agnelli, che vuole vincere tutto per dare il via alla scalata a Exor e il cugino John Elkann, a quanto pare, vorrebbe invece togliergli la presidenza della Juventus e questo duello è molto di più di una questione tutta di famiglia. E’ una resa dei conti totale che sta arrivando al crocevia finale con forti riverberi sul calcio italiano. Sullo sfondo al braccio di ferro Agnelli-Elkann, ci sarebbe insomma la volontà di Andrea Agnelli di non lasciare niente per strada, vuole vincere ogni competizione quest’anno per conquistare il trono di casa Exor. Nel Cda bianconero Beppe Marotta potrebbe schierarsi dalla parte di Elkann, Pavel Nedved sembra pronto a diventare presidente, e Andrea Agnelli nel cda bianconero, paradossalmente, rischia di trovarsi in minoranza. Ha vinto cinque scudetti ma non basta per vincere la contesa di famiglia e lo spartiacque potrebbe essere l’esito di questa stagione. Il presidente regna ma non governa, dicono i bene informati a Torino: se deve fare acquisti, deve passare dall’approvazione del cugino che vuole ribaltare gli equilibri attuali. Andrea potrebbe essere inserito nel Cda della Ferrari e quindi lasciare della Juventus.
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Ed è così che nel bel mezzo di questa guerra fratricida torinese, si ritrovano nel ruolo di spettatori interessati Inter, Napoli e Milan, che non vogliono fare da vittime predestinate e la cui protesta non rivendica i soliti teoremi complottistici volti ad attestare una malafede degli arbitri. L’ira funesta di Inter, Napoli e Milan, batte il chiodo, pur credendo nella indiscussa piena integrità morale di arbitri, guardalinee ed assistenti, sulle direzioni di gara nei casi specifici che hanno dato l’impressione, a loro dire, di essere perlomeno condizionate da una certa sudditanza psicologica del non voler danneggiare i campioni d’Italia, specialmente quando giocano in casa. L’anatema che torna alla mente è quello delle dichiarazioni rese dall’ex arbitro Danilo Nucini al processo Calciopoli: “Se sbagliavi a favore della Juve arbitravi in serie A, se sbagliavi contro la Juve arbitravi in B”. E il pensare comune del popolo pallonaro si interroga sull’ipotesi che qualche fischietto, specie se in corsa per designazioni internazionali, possa avere remore a decidere contro la Juventus perché poi il voto e le valutazioni del più potente club italiano potrebbe frenarne o stroncarne la carriera. Per adesso sono solo maldicenze ma è certo che il fiume di polemiche non si arresterà fino alla fine del campionato e oltre.

 

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36 Commenti

36 Comments

  1. Riccardo

    marzo 17, 2017 at 11:18 am

    LOL, pensavo ad un asse di collaborazione per un progetto di crescita, invece si tratta solo di un muro del pianto

  2. Marco

    marzo 17, 2017 at 11:24 am

    Siamo alla follia. Un caso costruito sul nulla grazie anche ad articoli come questo che gli danno voce.
    Si cita Nucini, test definito dal giudice inattendibile e “squalificato”, arbitro che incontrava Facchetti mentre era ancora in attività e riceveva da lui incontri di lavoro con Paolillo.
    Si citano tre partite dove non è successo nulla, se non che gli sconfitti non hanno accettato il verdetto del campo.
    Hanno in mano la Federazione, la Lega, tutto e continuano a perdere. La truffa di calciopoli gli ha dato respiro per qualche anno poi si è tornati alla normalità.: la società meglio organizzata vince, le altre perdono e piangono. Un caso costruito sul nulla!

    • Massimo

      marzo 17, 2017 at 12:45 pm

      Guarda che il Milan (a parte l’ultimo scudetto) le altre vittorie in campionato e C.L. le ha avute prima di calciopoli.
      Per esempio: ” Non ricordi la C.L. del 2003?… contro chi ha vinto la finale?.

  3. Roberto238

    marzo 17, 2017 at 11:36 am

    Anche io avevo capito questo dal titolo…

  4. CARLO

    marzo 17, 2017 at 11:41 am

    Juve-Napoli – Gol Napoli in fuorigioco + Rigore non “visto” per la JUVE = Il Napoli protesta
    Udinese-Juve 2 rigori non “visti” per la Juve = Udinese protesta
    Juve-Milan gol Milan in fuorigioco + Rigore non “visto” = Il Mila protesta, sfascia lo spogliatoio, subisce pene risibili
    BOH!!!!

  5. mauro

    marzo 17, 2017 at 11:44 am

    io penso che queste tre scimmiette, oppure come se dice a Roma ER CICORIA, ER MECACA ER PIOVICCICA. SONO DEI PIAGNONI, MA NESSUNO RICORDA CHE. CONTRO L’INTER TUTTI HANNO DETO CHE IL RIGORE NON C’ERA CHE ICARDI INDICAVA LA BANDIERINA. CHE A MILANO CONTRO LA JUVE, GLI E’ STATO NEGATO UN GOL REGOLARE DA MASSA.. CHE CONTRO IL NAPOLI COPPA ITALIA IL GOL DEL NAPOLI ERA IN FUORIGIOCO. CHE A TORINO CONTRO IL MILAN NON E’ STATO DATO UN RIGORE NETTO A DYBALA. CHE IL GOL DI BACCA ERA IN FUORIGIOCO. IL FATTO E’ CHE NON CI VOGLIONO STARE. CHE CONTRO IL SASSUOLO AL MILAN NON SONO STATI DATI 2 RIGORI CONTRO NETTI E CHIARI. CHE CONTRO IL CROTONE I DUE RIGORI AL NAPOLI NON C’ERANO. LORO SI DIMENTICANO SEMPRE QUELLI A FAVORE. SONO DEI POVERACCI. FANNO PENA.

    • alb

      marzo 17, 2017 at 4:18 pm

      a proposito di memoria selettiva…l’inter lamenta l’abbraccio di lichsteiner che era rigore, non quello di icardi che non lo era….il napoli lamenta il rigore su albiol, che c’era e il non rigore su cuadrado (visto che reina tocca la palla e dopo 200ms prende cuadrado), il milan lamenta un rigore forzatissimo (non volontario con giocatori vicinissimi) dato al 95:30 (quando la partita doveva finire al 94….che certo non pareggia un rigore non subito al 10′, mentre ci sono riprese che mostrano che i 4cm di fuorigioco di bacca visti in alcune immagini, spariscono se viste da altre….e nel dubbio si lascia correre) ….tutti di fila, tutti contro squadre di alta classifica (chissenefrega se contro una piccola avete subito un torto, qualche torto in partite minori non pareggia i favori ricevuti in quelle importanti)….siete i piu forti non c’è dubbio, ma anche i piu aiutati e i piu arroganti……

  6. Carlo

    marzo 17, 2017 at 12:17 pm

    Come sempre
    Se si tocca la vecchia signora e si segnala solo la verità bisogna essere attaccati e offesi
    Ricordiamoci che la Juventus è stata mandata SOLO in serie B per le truffe organizzate con gli albitri

    • Fabio

      marzo 17, 2017 at 3:04 pm

      Si informi, prima di parlare per niente! La Juve è stata condannata con un processo sportivo basato sugli indizi e non sulle prove. Anche nel processo penale, dove è stato condannato il solo Moggi, e si è scoperto solo dopo, che tutti i dirigenti, avevano rapporti o addirittura, chiedevano esplicitamente di avere arbitri a loro favorevoli (vedi Facchetti), alla Juve non è stato imputato nulla, in quanto non esistono prove di alterazione di campionati!

      • alb

        marzo 17, 2017 at 4:22 pm

        eravate (?) come il PSI di craxi ai tempi di tangentopoli….li tutti rubavano milioni, craxi i miliardi…..e cosi tutti i dirigenti parlavano con i designatori, ma solo voi regalavate schere criptate e ottenevate costantemente favori dagli arbitri…..ti ricordo che fu il vostro avvocato a chiedere la B !!!

  7. Augusto

    marzo 17, 2017 at 12:31 pm

    Ma in rappresentanza Inter non c’era una foto in cui non fosse Moratti il riferimento?

  8. ROSARIO

    marzo 17, 2017 at 12:39 pm

    Forse è perchè gli arbitri aiutano la Juve, se è la Juve l’unica squadra a rappresentare l’Italia in Europa e che il 12/13 aprile incontrerà il Barcellona?

    • max

      marzo 19, 2017 at 9:57 am

      Forse perchè il Porto non è il Real Madrid.

  9. Renzo Bevilacqua

    marzo 17, 2017 at 12:39 pm

    In questo campionato il Milan con 8 sconfitte e 5 pareggi:34 punti persi ed un distacco di 17 punti prima della partita di Torino,il punto perso contro la Juve penalizzerà il Milan per la champions? Si vedrà !!! La direzione Milan dovrebbe preoccuparsi maggiormente dei punti persi con le altre squadre e calmare i propri tifosi,una squadra non vince 5 e forse 6 scudetti consecutivi così per caso solo con errori arbitrali,io credo che sia il frutto di una mentalità vincente.

  10. rosario

    marzo 17, 2017 at 3:37 pm

    LA COSA CHE MI DISPIACE E’ CHE UN GIORNALE COME IL FATTO,DI CUI SONO UN FEDELE LETTORE,NON RICORDI MAI (VERO signor scanzi???)I TORTI SUBITI DALLA JUVE,CHE SONO MOLTI QUEST ANNO…NON MI SOFFERMO SU QUELLO O QUEST’ ALTRO EPISODIO,MA SUL FATTO CHE L’ UNICO QUOTIDIANO ITALIANO SERIO,CAPACE DI RACCONTARCI TUTTE LE MALEFATTE DEI NOSTRI PARTITI
    (DESTRA E SINISTRA) COMPROMETTA LA SUA REPUTAZIONE DI GIORNALE LIBERO SCHIERANDOSI APERTAMENTE CONTRO…O MEGLIO SE GLI EPISODI SONO PRO JUVE PARLA DI CALCIO,ALTRIMENTI DA VOCE A PAGLIACCI COME ADL,GALLIANI(PROPRIO LUI)ECC.DA NON CREDERE.
    CHIEDO ALL’ EDITORE DI DARE UN OCCHIO E DI RACCONTARE I FATTI ANCHE NEL CALCIO….SIGNOR SCANZI PERCHE NON MI RISPONDE DANDO UN OPINIONE SULLE PARTITE RUBATE DI QUEST’ ANNO????

    • enrico

      marzo 17, 2017 at 3:43 pm

      Scusami Rosario ma dove leggi uno schieramento da parte del giornale in questo pezzo? Mi sembra che abbia solo esposto i fatti che vedono le tre squadre accomunate dallo stesso malcontento per presunti torti (che per me non sono tali) che loro ritengono di aver subito. Non vedo nessuna faziosità nell’articolo.
      Saluti

  11. Rosario

    marzo 17, 2017 at 4:15 pm

    Enrico non mi riferivo all articolo odierno,guardati gli articoli del fatto dopo le partite incriminate e capirai cosa intendo….comunque a parte il calcio rimane L unico GIORNALE italiano….

  12. pasquale

    marzo 17, 2017 at 4:17 pm

    Bevilacqua non fare lo gnorri…non è il punto perso dal Milana pesare ma alla fine,vedrai,saranno molto più importanti i due punti “guadagnati”dalla juve

  13. luigi

    marzo 17, 2017 at 4:28 pm

    sig. Enrico non faccia lo gnorri la faziosita’ non c’e’ bisogno di esternarla, traspare in modo latente ma oltremodo lampante
    e i fatti evidenziano che si evita di citare i torti subiti dalla juve

  14. MAX

    marzo 17, 2017 at 5:25 pm

    Il valore delle squadre lo si vede nelle competizioni europee. Non mi sembra che Milan, Inter, Napoli o le altre (che riescono a partecipare grazie a quelle squadre che comunque ottengono qualche risultato e assicurano i posti per partecipare) diano lustro al calcio italiano (chi proprio non partecipa, chi prende 5 goal sia in trasferta sia in casa). La Juventus mi sembra che qualche risultato lo ottiene (finale c.l. con il Barcellona con goal di Morata regolare e annullato, posizionamento tra le prime 8 da qualche anno) e non ci sono “favori arbitrali”. Forse c’è qualche altra cosa (voglia, determinazione, organizzazione): poche parole e tanta abnegazione….. Le altre squadre provino a imitare……… e poi basta con rivangare sempre calciopoli… basta ricordare che ai mondiali dove l’Italia ha ben figurato l’apporto di giocatori della Juventus è stato sempre determinante (1978, 1982, 2006)……

  15. Massimo

    marzo 17, 2017 at 6:15 pm

    In nessun paese al mondo una squadra di qualunque sport si permette di fare causa alla sua federazione, perchè verrebbe immediatamente estromessa da tutte le competizioni.
    Già questo spiega tutto.

  16. Andrea Colli

    marzo 17, 2017 at 6:38 pm

    Il nemico del mio nemico è mio amico. Questa è la sostanza. Si mettono insieme contro la Juventus, pur odiandosi, per la loro incapacità di fare una squadra forte che batta la Juventus. E’ anche un po’ la storia della volpe e l’uva con la differenza che la volpe rinunciò all’uva perchè non ci arrivava, pur dicendo che tanto era acerba. Inter, Milan e Napoli invece sono alla ricerca di teoremi per nascondere la loro debolezza di fronte alla Juventus. Se domani la Juve non riuscirà più ad essere la migliore, anche se accadranno episodi di gioco (come i rigori dubbi dati al Napoli contro il Crotone o all’iner contro il Bologna o al Milan contro il Sassuolo ecc.)) l’inter a), della Juve non ne parleranno più. Sono patetici.

  17. isavit

    marzo 17, 2017 at 6:38 pm

    Bellissimo articolo, l’unica nota stonata è “Le tre grandi” riferito a Milan Napoli e Inter.

  18. eugenio

    marzo 17, 2017 at 6:53 pm

    Vorrei sapere quante coppe dei campioni la iuve ha vinto negli ultimi cinque anni, che in italia ha vinto gli ultimi cinque campionati.

  19. EUGENIO

    marzo 17, 2017 at 6:56 pm

    Io non capisco la juve ha tanti campioni che non gli servono gli aiutini, ma comunque li ottiene sempre e in una partita di calcio ci sono migliaia di modi per aiutare una squadra.

  20. Gabriele Barrasso

    marzo 18, 2017 at 12:22 pm

    Vi ho sempre considerato l’unico giornale in Italia onesto e senza padroni da accontentare , ma il Vs livore sulla Juve non me lo spiego, visto che scrivete cose totalmente false :
    Titolate AGNELLI INCONTRA I MAFIOSI, ma un ‘informativa dei carabinieri dice che la Juventus è parte lesa ( ma questo sul Vs giornale non lo ho trovato !!!!!!!!!! )
    Sulle partite in questione cito il Sig. Carlo :
    Juve-Napoli – Gol Napoli in fuorigioco + Rigore non “visto” per la JUVE = Il Napoli protesta
    Udinese-Juve 2 rigori non “visti” per la Juve = Udinese protesta
    Juve-Milan gol Milan in fuorigioco + Rigore non “visto” = Il Mila protesta, sfascia lo spogliatoio, subisce pene risibili
    BOH!!!!
    A proposito di rigori a favore vi lascio una statistica della lega calcio
    RIGORI A FAVORE STAGIONE 2016/2017
    Roma 12
    Fiorentina 9
    Milan 9
    Lazio 8
    Pescara 7
    Sassuolo 6
    Atalanta 5
    Sampdoria 5
    Chievo 5
    Cagliari 4
    Crotone 4
    Inter 4
    Napoli 4
    Juventus 3
    Bologna 2
    Empoli 2
    Genoa 2
    Udinese 2
    Palermo 1
    Non mi sembra che la Juve abbia ricevuto più rigori dei piagina
    Allora di cosa si lamentano o vogliono di nuovo mandarci in serie b così potranno vincere tranquillamente.

    • max

      marzo 19, 2017 at 10:03 am

      Commento da classico sveglione.
      Il problema non sono i calci di rigore.
      Il problema è il modo in cui dirigi le partite, nei dettagli,
      falli, falletti, fuorigioco determinanti fischiati e non, cartellini sventolati a caso ect..sono i piccoli dettagli che incanalano le partite.
      Il calcio di rigore fischiato al 95esimo contro il milan è stato l’apice, perchè bisogna avere l’onestà intellettuale di ammettere che una cosa del genere contro la Juve non è mai stata fischiata in tutta la sua storia, incidendo nettamente sul risultato finale.

  21. CG

    marzo 18, 2017 at 2:18 pm

    Prima hanno approvato il passaggio dell’Associazione Italiana Arbitri sotto la FIGC ed ora si lamentano.

  22. Roberto

    marzo 18, 2017 at 10:33 pm

    E’ veramente vergognoso vedere che gli allenatori, i giocatori i tifosi tra i quali ci sono i giornalisti, sbraitano solamente per i presunti vantaggi alla Juve, poi non dicono nulla su dituazioni che penalizzano la Juve.
    Tutti contro la Juve anche quando gioca in Europa, proptio il caso di dire w l’Italia.
    Il Fatto sempre così preciso nei fatti di politica si dimostra tifoso e fazioso e anti juventus nel calcio, direi che non siete corretti con i vostri lettori di fede juventina

  23. Napoli

    marzo 19, 2017 at 10:01 am

    Azz ma so tutti juventini…..beh…superate il Barcellona e poi ne parliamo….siete ancora in corsa perché avete evitato il Real…farete solo due partite in più…e capirete come ci si sente piccolini in Europa….praticamente sarà juve Chievo….solo che il Chievo sarete voi ……e nessun Rocchi di turno vi salverà…

  24. GianLuc

    marzo 19, 2017 at 12:01 pm

    Eccoli qui i piangina, ora fanno pure l’alleanza…tutto questo rosicamento è musica per le mie orecchie…non riuscendo a vincere NIENTE sul campo ora ci riprovano con le carte bollatre…POVERACCI!!!

  25. GianLuc

    marzo 19, 2017 at 12:05 pm

    # IO GIOCO MALE lo vedrei più appropiato.

    • Matteo

      marzo 19, 2017 at 2:43 pm

      io invece vedrei più APPROPRIATO che lei tornasse a scuola

  26. Laura

    marzo 19, 2017 at 12:29 pm

    Continuate a tifare per una squadra di Torino che appartiene ad una famiglia che ha sfruttato l’italia e gli italiani, per poi abbandonarli al fine di pagare meno la manodopera e ottenere vantaggi fiscali. Probabilmente vi piace “vincere facile” ed è per questo che non riuscite nemmeno ad ammettere i vantaggi che la Juventus ottiene dagli arbitri italiani (per fortuna non stranieri ed è per questo che la scuadra nelle coppe non funziona).
    Per me lo sport dovrebbe essere un confronto onorevole tra squadre legate ad un territorio che giocano con mezzi analoghi e senza favori da nessuno. Siete voi tifosi che alimentate questa vergogna. Per me il campionato lo vincerà veramente la squadra che arriverà seconda dopo la Juventus. Ora lo stanno capendo anche gli altri. Juventus e juventini mi dispiace per voi. Prima gli Agnelli avevano almeno un po’ di stile e pudore, ora neanche quello

  27. Claudio Saggini

    marzo 19, 2017 at 12:37 pm

    Possibile che anche il “Fatto” tratti l’argomento da Bar Sport come tutti gli altri giornali?
    L’articolo serve a distrazione per non parlare del mal costume tutto Italiano di dividersi gli introiti televisivi con un sistema medioevale aristocratico stile Marchese del Grillo.
    Come un non vedere che i “TRE MARCHESATI” del nord con il “DUO BANCARIO” di Roma capitale e UN BARONE napoletano che sta con i piedi su due staffe con almeno altri CINQUE presidenti cialtroni di club provinciali che hanno interesse personale a mantenere l’impianto aristocratico.
    UN SOGNO: Renzi vero rottamatore con Lotti Ministro dello Sport che commissiariano la Lega Calcio e impongono in attesa di eventi la divisione dei diritti televisivi in parti uguali: Cosa perfettamente legittima come negli USA.
    Pensate, anche il Torino di Travaglio avrebbe le possibilità di vincere lo scudetto e non di primeggiare nella classifica di destra come diceva il Buon Mazzone. ClaudioSaggini

  28. enrico

    marzo 19, 2017 at 2:38 pm

    Io non capisco gli juventini che si incazzano per questo articolo..non vedo nulla di fazioso..racconta le intenzioni dei tre club in oggetto senza andare a schierarsi sugli episodi..io personalmente pur non essendo della juve non credo che siano episodi discutibili o comunque dettati dalla volontà di far vincere la Juve..se vi incazzate solo perchè vengono riportati i fatti sembra quasi che al riguardo avete il nervo scoperto..ripeto non esistono polemiche all’interno dell’articolo..prendetevela con le presidenze di Milan Inter e Napoli ma non lamentatevi se qualcuno riporta il loro malcontento (giustificato o meno)

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Calcio

Bruno Neri, il calciatore partigiano simbolo della disobbedienza al Regime Fascista

Simone Nastasi

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Per la Festa della Liberazione, vi raccontiamo la storia di un giocatore simbolo della Resistenza al Regime Nazifascista, Bruno Neri, il calciatore partigiano.

Anche l’Italia ha avuto il suo Carlos Caszely. Il calciatore ribelle che non ha voluto accettare il corso della storia. Che non si è piegato al cambio di potere in atto all’interno del suo Paese, il Cile: fuori la democrazia e dentro la dittatura militare. Che ha sbagliato un calcio di rigore importante o si è fatto espellere in una partita dei Mondiali e soltanto, a quanto pare, per fare uno screzio al tiranno. Beccandosi perciò gli strali del generale Augusto Pinochet.

Molti anni prima di Carlos Caszely c’è stato chi ha voluto anticipare le sue gesta. Ribellandosi al potere governante e diventando un “eroe” popolare, ma non per quanto fatto vedere sul campo, ma fuori. E’ successo in Italia. Ai tempi del fascismo. Quando Bruno Neri vestiva la maglia della Fiorentina. Ancora oggi, lo ricordano come il “calciatore partigiano”. Per via di quella sua militanza antifascista che lo portò, una volta scoppiata la guerra, a decidere di imbracciare perfino le armi.

Ma il gesto che entrerà per sempre negli almanacchi della storia del calcio, accadrà in un giorno del 1931. Quando a Firenze si deve inaugurare il nuovo stadio progettato dall’architetto Pier Luigi Nervi. Un impianto voluto direttamente dal Duce, che infatti sarà progettato a forma di lettera “D”.  Si sarebbe chiamato “Giovanni Berta”, in onore del celebre squadrista fiorentino. Per poi negli anni successivi, diventare dapprima lo “Stadio Comunale” e poi successivamente (come si chiama oggi) “Artemio Franchi”.

La partita inaugurale è prevista il 13 settembre del 1931. Quel giorno è infatti in programma la sfida tra la squadra di casa la Fiorentina e la compagine austriaca dell’Admira Vienna. Sugli spalti gli spettatori presenti sono 12 mila. Lo stadio può contenerne molti di più ma i lavori non sono ancora stati terminati. Prima del fischio di inizio è previsto (come di norma) il saluto alle autorità presenti in tribuna. Per l’occasione, quel giorno, allo stadio “Berta” ci sono anche il podestà fiorentino Della Gherardesca e altri gerarchi fascisti . Quando l’arbitro fischia, i giocatori della Fiorentina sollevano il braccio destro per omaggiare i rappresentanti del regime. Tutti meno che uno. Lui, Bruno Neri il quale sarà l’unico di quella formazione a non rivolgere verso le autorità il consueto “saluto romano” (come fece, allo stesso modo, Matthias Sindelar in occasione di Germania-Austria). Nonostante sia ancora un calciatore,  Bruno Neri è già un convinto antifascista. Il quale, molti anni più tardi, dopo l’armistizio di Cassibile nel 1943, deciderà di arruolarsi nella Resistenza partigiana. Assumendo il ruolo di comandante del Battaglione Ravenna, con il nome di battaglia “Berni”.

La guerra, tuttavia, non gli impedisce di continuare a giocare a pallone. Con la maglia del Faenza, nel 1944, partecipa infatti al campionato Alta Italia. Sarà quello, l’ultimo campionato della sua vita. Morirà infatti, il 10 luglio del 1944 dopo uno scontro a fuoco con i soldati tedeschi avvenuto ad Eremo di Gamogna, sulle montagne dell’Appenino tosco-Romagnolo. Da quel giorno, Bruno Neri detto “Berni” diventerà per tutti il calciatore partigiano.

 

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Calcio

Johan Cruijff, la dittatura argentina e il rifiuto ai Mondiali del ’78

Maria Scopece

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Avrebbe compiuto oggi 71 anni Johan Cruijff, il Profeta del Goal, massimo interprete del calcio totale olandese. Nella sua infinita carriera, ci fu un episodio che ancora oggi è avvolto nel mistero: il suo rifiuto a partecipare ai Mondiali del 1978 in Argentina. C’è chi parlò di boicottaggio, ma la verità sembra essere un’altra.

Il 24 marzo di 42 anni fa si insediava in Argentina uno dei regimi più sanguinari della storia del Sud America. Un colpo di stato guidato dal tenente generale Jorge Rafael Videla spodestò Isabel Peròn e instaurò una dittatura militare che produsse qualcosa come 30mila desaparecidos, una triste pagina sulla quale, ancora oggi, non è stata fatta piena luce.

La dittatura di Videla (conosciuto anche come “Hitler della Pampa”) durò dal 1976 al 1981, cinque anni sanguinari che videro però anche un momento di gloria. Fu il 1978 quando l’Argentina si trovò ad ospitare i mondiali di calcio e a vincerli in una storica finale contro l’Olanda. Gli Orange, dati da tutti per favoriti, erano a caccia della definitiva consacrazione perché, nonostante il bel gioco, non avevano ancora alzato alcun trofeo. Non l’alzarono nemmeno quella notte perché l’Argentina s’impose ai tempi supplementari per 3 reti ad uno. Per molti, tra commentatori e tifosi, la responsabilità di quella sconfitta e della mancata consacrazione di una generazione di calciatori, che non arriverà nemmeno successivamente, fu di Johan Cruijff che decise di non partecipare ai campionati mondiali.

Molte furono le ipotesi in merito a questo “gran rifiuto”. C’era chi parlava di questioni economiche e contrasti tra sponsor, chi delle pressioni della moglie Danny Coster e  chi, ricordando il suo “no” nel 1973 al Real Madrid, allora ritenuta la squadra del dittatore Francisco Franco, e il suo approdo sull’indipendentista sponda blaugrana a questioni di natura politica.

A dirimere la faccenda ci ha pensato lo stesso Cruijff, 30 anni dopo. In un’intervista a Radio Catalunya nel 2008 il campione orange rivelò che a farlo desistere fu un tentativo di rapimento, non andato a buon fine, a danno della sua famiglia. “Non andai in Olanda perché qualche mese prima subii un tentativo di rapimento che cambiò per sempre la visione della mia vita, e con essa quella del calcio.” – racconta Cruijff  – “Qualcuno entrò nella nostra casa e puntò un fucile in testa a me e mia moglie, davanti ai nostri figli nel nostro appartamento a Barcellona“. Dal racconto di Cruijff il rapimento si concluse in un nulla di fatto perché lui riuscì a liberarsi e i ladri – rapitori si diedero alla fuga. Se l’epilogo del crimine è fumoso, con molta chiarezza il campione orange ha raccontato che in seguito la sua vita cambiò in maniera radicale, i suoi figli furono sempre scortati dalla polizia e lui stesso si faceva accompagnare sempre da guardie del corpo anche agli allenamenti. Qualche anno dopo Cruijff lasciò l’Europa e concluse la carriera da calciatore negli Usa.

Inevitabilmente dopo le sue rivelazioni si fecero molte ipotesi sulle identità dei banditi. Senza lasciare la traccia politica si pensò a balordi mandati da Videla in persona o a franchisti dell’ultima ora. La faccenda non fu mai chiarita.

Cruijff, con tutte le sue complessità e contraddizioni, ha scritto per sempre il suo nome accanto a quelli di una generazione splendida, per certi versi perdente, ma forse per questo eroica.

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Calcio

Koulibaly, una rincorsa lunga una telefonata

Ettore zanca

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C’è chi dice che il treno delle occasioni passa una volta sola. E se non siamo bravi a prenderlo, la nostra vita non avrà la direzione che speravamo. Ogni scelta è un viale alberato o una discarica a seconda della scelta precedente. E invece c’è chi dice che a dispetto di futuro e coniugazioni varie, il nostro destino è segnato e va contro il nostro sbattergli la porta in faccia.

Oddio, il signore qui sotto il destino lo ha proprio sfidato, rischiando che fosse pure permaloso. Più che la porta in faccia, gli ha sbattuto il telefono in faccia.
Quel viso in foto, da ieri lo avete tutti familiare. Kalidou Koulibaly, senegalese, difensore del Napoli di Sarri. Angelo d’ebano sceso dal cielo ad incornare la palla che ha riaperto una stagione. All’ultimo respiro ha trafitto la Juve in casa sua, riaprendo i giochi per lo scudetto e creando paradisi artificiali di prostrazione e gioia orgasmica a seconda della prospettiva.

Ma fermiamo un attimo tutto. Come ci è arrivato Kalidou su quella palla? Su calcio d’angolo, direte voi. No, non dicevo quello, perchè per arrivare lì, il ragazzo è partito da lontano e ha rischiato di non arrivare. La sua rincorsa parte dal 2014. Si trova a casa e riceve una telefonata. Dall’altro lato una voce dice: “pronto, sono Rafa Benitez, allenatore del Napoli, vorrei sapere se sei interessato a venire a giocare da noi”, la risposta è di quelle che lascerebbero interdetto anche un maestro zen: “piantala con questi scherzi, dai vieni a casa che ti aspetto, smettila, non ci casca nessuno”, e Kalidou, sorridendo, mette giù. La voce richiama, riproponendo lo stesso refrain, dice di essere davvero Benitez e di allenare il Napoli, ma niente, nuovamente “smettila dai, non è bello questo scherzo”, e giù la cornetta.

Kalidou era convinto che a chiamarlo fosse un suo amico che gli faceva continuamente scherzi telefonici, aveva chiuso e si era rimesso seduto a guardare la tv. Dopo cinque minuti riceve un messaggio del suo agente: “sta per chiamarti Benitez, deve parlarti, rispondi al telefono”. A quel punto la disperazione, che dura poco per fortuna, perchè Benitez dimostra che “poscia più che la permalosità, potè insistere” parafrasando Dante. E ritelefona. Stavolta Kalidou si scusa quasi in ginocchio e ascolta l’allenatore del Napoli. Ecco da dove arriva tutta la rincorsa per quel gol. Capite bene che dare un colpo di testa dopo questo correre non poteva che essere una sassata. Ma Kalidou è recidivo però.

 

Qualche tempo dopo un magazziniere del Napoli lo avvicina e gli dice: “Kalidou, mi dai una tua maglia? me l’ha chiesta Maradona”, capirai, stavolta è uno scherzo davvero, Kalidou è generoso però, per cui prende la maglia ma ammonisce: “se volevi la mia maglia potevi chiederla senza tante scuse, poi addirittura che la voglia Maradona, dai…”, appunto, dai. Qualche giorno dopo Kalidou riceve un messaggio, contiene una foto. Diego Maradona con la maglia di Koulibaly, Diego gli ha scritto e lo ringrazia per il dono.

Vai a fidarti di chi dice che siamo artefici del nostro destino. Qui il destino è arrivato sfondando la porta e entrando di prepotenza. Più o meno come ha fatto Kalidou dopo una corsa, con quella sassata di testa nella porta bianconera. Veniva da lontano, nonostante tutto.

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