La storia siamo noi. Così così potrebbero e vorrebbero cantare i tifosi del Palermo. Come Francesco De Gregori vorrebbero rivendicare il diritto di essere in un presente diverso. Più rispettoso del passato.

L’immagine è quella di figli disorientati. Un padre benevolo e generoso, è di colpo diventato ambiguo, assurdo nelle scelte e soprattutto senza uno straccio di idea, pronto solo a rinnegare il lavoro degli allenatori dopo poche ore.

Stavolta ho chiesto alla gente, perchè come dicevo prima citando la canzone, è la gente che fa la storia. Ho chiesto a tre amici che frequentano lo stadio, Vito Discrede, Dario Pezzino e Pippo Tranchina, in più, ho voluto chiedere ad un tifoso che vive oltremanica, seguendo il Palermo da Londra, Milian Sortino.

Dario, tifoso passionale e dal concetto quasi “spagnolo” del calcio, in bilico tra letteratura e passione, inizia la sua disamina ricordando il Palermo che fu, quello che forse abituò male, o troppo bene i tifosi, Cavani, Toni, Barzagli, Pastore, Miccoli, nomi che da soli facevano sussultare sulla sedia. E ora?

Ora Vivo il momento attuale con il fatalismo di chi sa da dove viene e sa dove ritornerà.Le scelte attuali sono per molti versi incomprensibili, anche guardandole dal punto di vista di un imprenditore  interessato solo ai guadagni.
Non mi aspettavo una campagna acquisti di riparazione di valore assoluto, ma mi aspettavo comunque l’acquisto di 2-3 puntelli di categoria , da questo punto di vista, affidare la squadra al Capitano Corini, mi aveva dato speranza di un disegno che andasse in questa direzione.
I fatti accaduti dopo Empoli mi hanno lasciato basito, mettere in dubbio nuovamente l’operato dell’allenatore è per certi versi intollerabile. Posso accettare le sue scommesse slave, ma se richiami una bandiera la devi rispettare e se così non fosse penso che sarà riuscito a cancellare quel poco che è rimasto della nostra passione.
La cosa triste in tutta questa vicenda e che all’orizzonte dopo Zamparini non c’è niente che induca a sognare ancora una volta”.

Un attimo di silenzio prima che parli Vito, uomo saggio, rosanero fino al midollo, legato da un vincolo viscerale ad una città che lo ha fatto anche star male, per le risposte che gli ha regalato. Vito non è solo uomo di calcio guardato, ha giocato nei campi polverosi, ha un passato di chi sa cosa significhi la vita da mediano dell categorie inferiori.

La società del Presidente Zamparini è la più vincente e gloriosa di 116 anni di storia rosanero. Alla luce di ciò non si capiscono alcune scelte sempre tese ad un progressivo allontanamento dall’ambiente della tifoseria. Non è solo una questione di risultati:il tifoso ha capito che i tempi (economico-sociali) sono cambiati;quello che da più fastidio è la supponenza e la spocchia di chi crede di dartela sempre a bere; bastava porsi alla gente con un po’ di sana e reale umilta’ e le cose sarebbero andate meglio. Abbiamo visto cose inenarrabili negli ultimi tre anni:giocatori ceduti e acquistati senza senno, un andirivieni di decine di allenatori e dirigenti, nessuna pianificazione seria. E in ultimo il trattamento riservato al nostro Genio Corini, riconosciuto da tutti (squadra e tifosi) come icona per un estremo tentativo di salvezza e delegittimato senza ritegno dal presidente. Un continuo violentare la nostra passione. Sono un umanista quindi spero sempre in un uomo migliore; tuttavia nel caso specifico la vedo male:a meno di improbabili ravvedimenti, prima se ne va meglio e’ per tutti.”.

Pippo Tranchina è da tanto che vede la partita dalla curva, che vede e conosce i gradoni degli stadi in cui il Palermo ha giocato. Nemmeno nella punta minima di squallore ha mai fatto mancare il suo sostegno.

“Quel che resta del sogno, si può riassumere così, parafrasando il titolo di un famoso film del 1993, quello che appunto stiamo vivendo noi, noi tifosi rosanero. Per rendere meglio l’idea, di ciò che rappresentava per molti di noi tifosi, la massima serie, un episodio su tutti, vissuto in prima persona: vacanze estive, anno 1997, Vieste, io e una coppia di amici, allora fidanzati, Gianni e Gisella, e lei chiede a lui: “ Se ti dicessero di esprimere 3 desideri, realizzabili, cosa chiederesti?”. Lui, senza scomporsi, per niente rispose: “La salute, per tutti i miei cari, il matrimonio e IL PALERMO IN SERIA A”. Adesso non ci resta altro che guardare indietro e rivedere quelle che sono state le migliori gesta, le migliori soddisfazioni, le migliori partite, dal 2004 ad oggi, considerandole ormai come un sogno. Ogni tanto dal cilindro, chiamato “colpo di mercato” è uscito fuori qualcosa di buono, un jolly su cui puntare, sicuri di vincere, come Belotti, e ancor più Dybala.
Tutto questo ha un solo attore principale, un individuo che la gente, fino a qualche tempo fa osannava, e che fino a pochissimo tempo fa ancora ringraziava, per tutto quello che ci aveva dato la possibilità di vedere e di godere, ma che recentemente non ha fatto altro che distruggere, ridicolizzare, agli occhi di tutta l’Italia. “Il mangiallenatori” per eccellenza, definito ormai da tutta la tifoseria, con i peggiori appellativi possibili, colui che ha preso noi tifosi in ostaggio delle sue scelte scellerate, senza senso e prive di ogni fondamento. Tante volte ha declamato il passaggio di mano della società rosanero, a possibili acquirenti, in ordine cronologico, Arabi, Americani, Cinesi, salvo poi scoprire, il nulla di tutto ciò. Già lo scorso anno aveva manifestato chiaramente la sua ferma volontà di retrocedere in serie B, poi vanificata da uno scatto d’orgoglio dei giocatori, poi tutti ceduti, specie i senatori e gli uomini d’esperienza. Zamparini deve vendere, per il bene di tutti.”.

Oltremanica fa eco Milian Sortino da londra, sospeso in una bolla tra calcio romantica e dura realtà da guardare da troppo, troppo lontano.

Quando si vive lontano, la squadra è uno dei pochi legami forti con la propria terra. Abbiamo vissuto umiliazioni enormi in questi ultimi anni, dopo periodi di vera gioia di competere col calcio che conta. Colori mortificati e difficoltà a capire la gestione societaria. Il feeling si è interrotto, non rimane che prenderne atto, Zamparini per primo. e cedere la società in mani oneste e che hanno una volontà seria di continuare un discorso legato ai risultati sportivi. In questo momento soffriamo senza un termine definito. Di fatto al giro di boa, questa squadra sembra già retrocessa.”.

Da chi si siede allo stadio e vede il rosa sempre più spento ma tifa sperando ancora, a chi da lontano non capisce di che colore sia il futuro, i tifosi sembrano tutti o quasi d’accordo, qualcosa deve cambiare, per mentalità o cessione societaria.

Quando questa squadra saliva in serie a, dopo trenta e più anni di purgatorio e un fallimento, ci fu un bellissimo manifesto pubblicitario per celebrarne l’ascesa, si vedeva il Palermo di Toni e Corini (lussi autentici per la B), che festeggiava sotto la curva, con la scritta: “quando tutti vedevano nero, noi vedevamo anche rosa”. Lo fece la banca sponsor del Palermo.

I tifosi vorrebbero sempre la prevalenza del rosa, un colore poco caldo, molto meno sensuale ultimamente.

Dimenticavo, dovevamo parlare del prepartita col Sassuolo, ma come si può vedere, comincia ad avere poca importanza chi affronti fuori, quando in casa litighi con chi ti ha fatto da padre. E ora dimentica che la storia sono loro. I tifosi.

 

 

 

 

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