In fondo, non è mai troppo tardi per cambiare. Se poi parliamo del premio individuale calcistico più prestigioso al mondo che nel 1956 fu assegnato per la prima volta a Stanley Matthews, 41 anni e prossimo al ritiro, allora ecco che il cerchio si chiude. Il Pallone d’Oro in questa stagione di anni ne compie 60 e ha deciso di tornare sui propri passi. Infatti, dopo essere stato assegnato esclusivamente dalla rivista francese France Football per oltre 50 anni, nel 2010 la svolta aveva portato l’ex Presidente Fifa Joseph Blatter a versare 15 milioni nelle casse del gruppo editoriale Amaury e assicurarsi così la compartecipazione nella vita del prestigioso riconoscimento. Ieri, a sei anni di distanza dall’accordo, un nuovo capitolo si fa largo nella storia del calcio europeo: la stessa rivista francese ha infatti annunciato la rottura con la Fifa. Una decisione che secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere maturata dopo l’elezione di Gianni Infantino, desideroso di dare nuova linfa al Fifa World Player, trofeo parallelo al Pallone d’Oro che fu sciolto proprio in occasione del 2009.

Ma cosa cambierà? Molti sono i punti in sospeso che France Football ha annunciato di chiarire martedì prossimo. In primis, l’identikit del potenziale vincitore che negli anni ha subito sostanziali modifiche. Dal 1956 al 1994, il vincitore del Pallone d’Oro doveva essere europeo e militare in una squadra europea. Il limite della nazionalità fu parzialmente abbattuto nel 1995 consentendo a qualsiasi giocatore, indipendentemente dalla nazionalità, di concorrere per il trofeo purché giocasse in una squadra del vecchio continente. L’ultimo limite rimasto, quello della nazionalità del club, fu infine abolito definitivamente nel 2007. Così fino al 2016 il premio poteva essere assegnato a qualsiasi giocatore al mondo con l’unico requisito di essere stato il migliore nell’anno solare. Ma come si decide chi è stato il migliore? Questo è un altro punto che France Football dovrà chiarire. Nell’articolo 10 dello statuto sono fissati i quattro criteri che i giudici dovranno considerare nella votazione: prestazioni nella stagione, valore del giocatore inteso come talento e fair play, carriera e personalità.

Quattro criteri che sopravvivono da sempre e che sono sempre stati la guida nella decisione dei giudici, difficile pensare quindi che verranno modificati, ancora più improbabile la presenza di restrizioni sulla nazionalità del potenziale vincitore. Cambierà invece la giuria. Come ricorda France Football, dal 1956 al 2010, il nome del vincitore veniva deciso in un unico collegio di 96 giornalisti internazionali mentre dal 2011 la decisione del World player of the Year è stata estesa a tre collegi separati: giornalisti, capitani e allenatori delle Nazionali. Si preannuncia quindi un ritorno al passato di grandi proporzioni per uno degli appuntamenti più attesi di ogni stagione ma che inevitabilmente non libererà France Football da quell’ondata di critiche che l’opinione pubblica calcistica gli ha spesso riservato. Ma una cosa è certa: il Pallone d’Oro tornerà ad essere nelle mani della stampa e della critica sportiva.

Nel frattempo, France Football ha rassicurato che il premio del 2016 verrà regolarmente assegnato. Il favoritissimo è il portoghese Cristiano Ronaldo e chissà se la nuova formula, dal prossimo anno, non riuscirà a spezzare la striscia che dura da otto anni e che ha visto Messi e il portoghese monopolizzare il premio più prestigioso del calcio mondiale. Pogba, Griezmann, Neymar e tanti altri attendono speranzosi.

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