A Huelva, cittadina orgogliosa nella bollente Andalusia, il calcio spagnolo è nato.

Gli inglesi che sbarcavano senza sosta nelle miniere di rame del rio Tinto portarono nella città onubense la cultura del football e nacque così il 23 dicembre 1889 il Real Club Recreativo de Huelva.

El Decano, el Abuelo, in poche parole il club più antico di Spagna. Centoventisette anni di storia calcistica ininterrotta.

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El Abuelo, il nonno, ora però è malato.

Il Recreativo Huelva è ad un passo dal fallimento e continua senza sosta la lotta per far sì che questo non accada.

Il Club andaluso, che ha disputato nella scorsa stagione la Segunda B, si ritrova con un debito che si aggira attorno ai due milioni di euro.

Circa un milione nei confronti dei propri tesserati, sia per la stagione appena conclusasi, sia per alcune precedenti.

Il resto suddiviso fra debiti nei confronti dei fornitori e della Federazione.

La città non è però rimasta a guardare e si è stretta attorno al Club.

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E lo ha fatto incredibilmente anche tutta la provincia, dalla quale sono arrivate molte donazioni economiche, nonostante i tifosi biancoazzurri si concentrino quasi esclusivamente in città ed il rapporto con i comuni della zona non sia storicamente tra i migliori.

I tifosi hanno comunque lanciato una campagna di raccolta fondi denominata #LiberosDelDecano, sostenuta dal Trust de Aficionados, dalla Federacion de Penas e dal Comune di Huelva.

Proprio il Comune ha fatto la sua anche dal punto di vista istituzionale. Il 6 Giugno, la giunta socialista con l’appoggio delle quasi totalità del Consiglio Comunale, ha messo in atto l’esproprio forzoso delle azioni Gildoy che deteneva il 70% delle quote del Recre diventando di fatto azionista di maggioranza e proprietaria del Club.

Il primo ultimatum per la sopravvivenza è scaduto a mezzogiorno del 30 giugno scorso.

La campagna di raccolta fondi #LiberosDelDecano ha raggiunto quota 665.000 euro e continua senza sosta anche con l’aiuto di ex calciatori.

Non ultimo Nolito, fra i protagonisti dello sfortunato Europeo della Roja, che ha messo all’asta la propria maglia.

La cifra ha permesso di pagare i debiti contratti con l’AFE, l’associazione calciatori spagnola, e sopratutto di evitare la retrocessione d’ufficio in Tercera, che avrebbe ridotto al lumicino le speranze di salvezza per la società andalusa.

Antonio Ramos, consigliere di maggioranza e portavoce del Comune, ha raccontato come ora sarà possibile tentare di rinegoziare gli altri debiti con la Federazione e ha rassicurato i piccoli creditori e fornitori sul fatto che verranno presto pagati.

Nonostante il velato ottimismo che trapela dalle parole di Antonio Ramos e la boccata d’ossigeno successiva alla scadenza del primo ultimatum, la partita per la salvezza del Recreativo rimane più aperta che mai.

Ai tifosi non resta che attendere e continuare a sperare.

L’8 Luglio ci sarà un concerto per raccogliere ulteriori fondi.

Sono all’asta i terreni della Ciudad Deportiva.

Sul sito web liberosdeldecano.com continuano le aste e le campagne di crowdfunding.

Sono previsti nuovi cortei per le strade della città.

Il Recreativo ha ringraziato con una frase emblematica attraverso i propri mezzi di comunicazione: “Tutti insieme ce la faremo. Il nonno deve essere molto orgoglioso di tutti i suoi nipoti”.

Sarà un’estate più calda del solito a Huelva.

C’è da salvare un nonno malato, e con lui tutte le storie che ha visto e che ha ancora voglia di raccontare.

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