Dove sono Mumo, Lev, Helenio, George e Omar, l’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso? Tutti, tutti, dormono sulla collina”. La meravigliosa canzone di Fabrizio De AndréDormono sulla collina” abbraccia idealmente i cinque nomi citati – Mumo (Raimundo) Orsi, Lev Yashin, Helenio Herrera, George Best, Omar Sivori – in un rimando all’Antologia di Spoon River – la raccolta di poesie che il poeta statunitense Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di St. Louis – che più nostalgico non si può. Una passeggiata nella memoria, lungo una galleria che vede i più grandi nomi del mondo del calcio (non solo giocatori, ma anche allenatori, dirigenti e giornalisti) scomparsi e mai dimenticati.

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Una sorta di “Superga dell’anima” quella che Gigi Garanzini, ottima firma del giornalismo sportivo, ha messo nero su bianco nel suo libro “Il minuto di silenzio, storia del calcio attraverso i suoi eroi” (Mondadori, 288 pagine, 18 euro), un volume che raccoglie 135 ritratti di uomini indimenticabili, non solo nello svolgere la propria professione. Con l’obiettivo di “ricambiare le emozioni che hanno regalato a generazioni di appassionati. E insieme per riviverle, per continuare a tramandare le loro gesta, le imprese, e perché no, le umane debolezze”, si legge nella presentazione. Tutti loro “dormono sulla collina del football”. Ragazzi come Gigi Meroni e Gaetano Scirea, vecchie glorie come Afredo Di Stéfano e Stanley Matthews, cantori come Gianni Brera ed Eduardo Galeano, solo per citarne alcuni. Se il calcio è rimasto lo sport più bello del mondo, lo deve – principalmente – a loro.
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Un libro toccante, questo, che lo stesso De André avrebbe letto volentieri. L’8 gennaio scorso i giocatori della sua squadra del cuore, il Genoa, sono scesi in campo indossando la maglietta con su ricamata la scritta “Al Genoa scriverei una canzone d’amore, ma sono troppo coinvolto”. Firmato Faber. Certamente il marketing, ma perché no – in un mondo così cinico – anche un modo romantico per omaggiare il poeta genovese e la sua fede rossoblù. In questo senso, a metà del 2013 è uscito nelle librerie un volume interessante, ricco di documenti inediti e interventi di molti personaggi vicini al cantautore. Scritto da Tonino CagnucciIl grifone fragile – Fabrizio De André, storia di un tifoso del Genoa” (Limina, 171 pagine, 16.90 euro) racconta di un amore, quello di Faber nei confronti del club rossoblù, intimo e privato. Sviscerandolo (benissimo) anche così: “Il Genoa è stato il suo pudore. In tutta la sua produzione non l’ha mai nominato. Il Genoa è stato il suo amore. E quando verranno a chiedertelo un amore così lungo, tu non darglielo in fretta”.

 

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