L’UEFA alla fine ha detto sì. Con una decisione presa a maggioranza di 28 voti favorevoli e 24 contrari, il Congresso che si è riunito il 3 maggio scorso a Budapest, ha deciso che il Kosovo farà parte della “grande famiglia”. La federazione kosovara, sarà dunque un membro della grande Confederazione europea che raggruppa le federazioni di calcio del Vecchio Continente. Adesso, ai sensi di questa decisione, a partire dalle prossime edizioni di Champions ed Europa League, anche le squadre che militano nel campionato kosovaro potranno  prendervi parte. E ad oggi, se il campionato terminasse domani mattina, il Kosova Vushtrii sarebbe la squadra campione e parteciperebbe di diritto alla prossima edizione di Champions League. Ma la decisione, come forse era prevedibile, ha finito per sollevare un vespaio di polemiche. E come scrive anche il sito del Corriere dello Sport, la Federcalcio della Serbia (che continua a considerare il Kosovo come una sua provincia autonoma)  avrebbe già annunciato un ricorso contro la UEFA presso il Tribunale internazionale per l’arbitrato sportivo a Losanna.

A dirlo, all’interno di una conferenza stampa congiunta, sono stati il ministro dello Sport serbo Vanja Udovicic (vecchia conoscenza della pallanuoto italiana con trascorsi nel Posillipo) e il capo dell’Ufficio governativo serbo per il Kosovo Marko Djuric. Secondo i quali “ con questa decisione si calpesta il diritto, si getta sotto i piedi lo statuto dell’UEFA e si pone lo sport al servizio della politica”. Anche secondo l’ex milanista Savicevic, attualmente presidente della Federcalcio montenegrina, sarebbe stato violato lo statuto dell’UEFA. Il quale all’articolo 5, nella sezione riguardante i requisiti per la “Membership”, prevede infatti che “l’appartenenza all’UEFA è aperta alle associazioni di calcio di un Paese situato nel continente europeo, riconosciuto come indipendente dalle Nazioni Unite. E il Kosovo (che si è autoproclamato indipendente dalla Serbia il 17 febbraio 2008) ad oggi non figura tra i membri dell’Onu.

Anche se ha ottenuto il riconoscimento da parte di 115 Stati ( tra i quali Stati Uniti, Francia e Regno Unito) mentre non è stato riconosciuto da un gruppo di 82 (tra i quali la Cina e la Russia). E nonostante nel 2010 un parere della Corte Internazionale di Giustizia abbia stabilito che l’autoproclamazione di indipendenza non abbia violato né il diritto internazionale generale, né la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza che  nel 1999 pose il Kosovo sotto il controllo provvisorio delle Nazioni Unite, stabilendo però come obiettivo anche quello di “riaffermare la sovranità e l’integrità territoriale della Jugoslavia” della quale oggi la Serbia è considerata il successore riconosciuto. La Federazione Serba lamenta comunque una violazione dello Statuto dell’UEFA. E a breve anche la FIFA potrebbe esprimersi per sul possibile ingresso del Kosovo tra i suoi membri.

Se anche l’organismo presieduto da Infantino, dovesse esprimersi in maniera favorevole,  la questione si farebbe ancora più complessa. Infatti l’eventuale ammissione consentirebbe alla nazionale di calcio kosovara di partecipare alle qualificazioni per i Mondiali di calcio.  E attualmente, sono diversi i calciatori di origine kosovara che militano in altre nazionali. Alcuni dei quali hanno anche giocato o giocano ancora nei campionati italiani. Come il portiere Samir Ujkani che difende la porta del Latina. O l’ex centrocampista di Lazio, Fiorentina e Napoli Valon Behrami il quale attualmente (insieme a Granit Xhaka del Borussia Monchengladbach) milita nella nazionale svizzera. O ancora l’ex granata Migjen Basha. Tra i difensori ci sarebbe un altro ex laziale Lorik Cana mentre in attacco l’ex interista Xherdan Shaqiri.  Per non parlare del talentino del Manchester United, Adnan Januzaj. A conti fatti, sarebbe una squadra niente male.

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