Il dinamismo di Allen, i lampi di genio di Ramsey, l’immensa classe di Bale: il Galles a Euro 2016 sta stupendo tutti, e grazie ai suoi talenti e a un collettivo di tutto rispetto si è tolto la soddisfazione di vincere il suo girone di qualificazione precedendo anche l’Inghilterra. La scintillante vittoria sulla Russia ha esaltato una nazione piccola (solo tre milioni di abitanti) ma orgogliosa, che si ritrova a sperare in traguardi fino a pochi anni fa semplicemente utopici. Ma la bella storia di questa squadra che sta attirando le simpatie degli sportivi europei prende il via dalla tragica scomparsa, nel 2011, dell’allora CT Gary Speed, che da calciatore è stato una vera icona del calcio a Cardiff e dintorni.

Quando si pensa allo sport in Galles è inevitabile immaginare un pallone ovale e un campo da rugby: in questa disciplina, infatti, i Dragoni’ sono tra le principali potenze mondiali. Per quanto riguarda il calcio le giornate gloriose per i gallesi sono state decisamente poche: prima dell’Europeo francese l’unico grande torneo cui la Nazionale era riuscita a prendere parte sono stati i Mondiali del 1958, quando ad interrompere il sogno di Charles e compagni era stato Pelè con il suo Brasile ai quarti di finale. Dopo di allora il buio completo, nonostante la presenza di Ryan Giggs in squadra tra 1991 e 2007.

Il compagno di squadra più importante dell’ex ala sinistra del Manchester United è stato di sicuro Gary Speed, il giocatore gallese con più presenze in Premier League proprio dopo Giggs. D’altra parte l’Inghilterra pallonara da queste parti è più che un riferimento, tanto che i principali club del Paese (come lo Swansea di Guidolin e il Cardiff City) sono associati alla Football Association di Londra e militano nei tornei inglesi. Appesi gli scarpini al chiodo Speed, dopo un ventennio passato tra Leeds, Liverpool, Newcastle e Sheffield non resiste al richiamo di casa e diventa il giovane Commissario Tecnico della Nazionale gallese.

L’ex centrocampista imposta un importante lavoro che inizia a dare i suoi frutti quasi immediatamente: al giovane Ramsey viene data grande fiducia, Bale cresce sempre di più come leader, e anche se la qualificazione all’Europeo 2012 sfuma le basi per il futuro appaiono solide. Ma in questo futuro Speed decide di non esserci: il 26 novembre 2011, dopo aver partecipato a un programma della tv inglese come ospite ed aver assistito poi ad un match di campionato del ‘suo’ Newcastle United ad Old Trafford al fianco del leggendario capitano dei ‘Magpies’ Alan Shearer, il CT gallese torna a casa, nel cui garage la moglie lo trova impiccato la mattina successiva. Lo choc per il suicidio dell’ex calciatore quarantaduenne è enorme: Speed non ha lasciato nessun messaggio di motivazione per il suo gesto, e mai aveva palesato una forma di depressione.

Dopo le toccanti celebrazioni la Nazionale gallese onora la memoria di Speed nel modo migliore, continuandone il lavoro con il successore in panchina Chris Coleman: nonostante la mancata qualificazione ai Mondiali del 2014 la crescita non si interrompe e lo scorso novembre arriva lo storico pass per l’Europeo francese. Il resto è storia di questi giorni, con la rappresentativa di un piccolo Paese che ha saputo mettere in fila colossi come Inghilterra e Russia e ora sogna ad occhi aperti. Non dimenticando però da dove si è partiti e nel nome di Gary Speed, con cui tutto ha avuto inizio.

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