Fine settimana davvero complicato per il numero nove capitano dell’Inter Mauro Icardi. L’argentino è finito sotto accusa non per il rigore fallito contro il Cagliari e i 3 punti persi contro i sardi, ma per la sua autobiografia Sempre Avanti uscita il 10 ottobre scorso, che ha scatenato l’ira dei sostenitori del club nerazzurro nello specifico riferendosi all’episodio verificatosi nel dopo partita della sfida Sassuolo – Inter del febbraio 2015. La squadra usciva sconfitta per 3 a 1 dal Mapei Stadium e una delegazione di giocatori della compagine meneghina capitanata proprio da Icardi cercò di placare gli animi dei tifosi giunti in trasferta.

Questo il racconto dell’attaccante: “A fine partita ho trovato il coraggio di affrontare la Curva a fine gara, insieme a Guarin. Mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: “Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti”. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo. Nello spogliatoio vengo acclamato come un idolo… I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”. Avevo sputato fuori queste frasi esagerate per far capire loro che non ero disposto a farmi piegare dalle minacce. Una settimana dopo un capo storico viene da me: pretende ancora le mie scuse. “Non devo chiedere scusa a nessuno di voi, se vi va bene perfetto, altrimenti ciao… Oggi fra me e i tifosi della Nord c’è rispetto reciproco, come è giusto che sia. Anche loro hanno un ruolo importante per il successo della squadra…”.

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Dichiarazioni che sono state smentite dalla Curva Nord che, attraverso comunicato, ha criticato aspramente Icardi, invitandolo a togliersi la fascia e a ritirare il libro per poi rimetterlo in commercio, previa correzione del passaggio “incriminato”. Il capitano dell’Inter si è detto sorpreso della contestazione, sottolineando come le sue parole all’epoca furono esagerate ed evidenziando che, all’interno dell’autobiografia fosse ben sottolineato il suo giudizio sulle sue dichiarazioni. Evidentemente non è bastato: la Curva Nord, rappresentata da una quarantina di persone si è presentata sotto cosa di Icardi, esponendo uno striscione che non lascia molte interpretazioni: “Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o la fai da infame?“. Secondo Massimo Brambati, opinionista dell’emittente 7Gold, che vive nello stesso palazzo del bomber argentino, ci sarebbe stata un’aggressione da parte degli ultras presenti, scongiurata solo dall’intervento del portiere dello stabile che avrebbe mostrato una pistola. Testimonianze smentite da Wanda Nara che ha dichiarato di essere rientrata in casa in tutta tranquillità. Per Icardi adesso si prospetta una multa salatissima e probabilmente la perdita della fascia da capitano. Oggi è previsto un incontro con Ausilio e Zanetti. C’è da ricucire poi il rapporto con la Curva Nord che si sarebbe detta disposta a perdonare il capitano solo dopo aver ritirato il libro per correggere il passaggio del Mapei Stadium per poi poter essere rimesso in vendita.
Attendiamo nuovi sviluppi.

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