Sembrava che l’impresa l’avessero già fatta allo scorso Europeo dove incredibilmente raggiunsero i Quarti di Finale. Ma quando parliamo di Islanda, evidentemente, le sorprese non mancano mai. Questa piccola Nazione che conta circa 355 mila abitanti (meno di Firenze) è riuscita a qualificarsi per i prossimi Mondiali di Russia 2018 grazie alla vittoria per 2 a 0 contro il Kosovo in un girone che vedeva contendersi il pass squadra ben più blasonate come la Croazia, Turchia e l’Ucraina, diventando lo Stato più piccolo a qualificarsi nella storia dei Mondiali di Calcio.

Un gruppo di ragazzi combattivi che grazie al caro e vecchio “catenaccio e contropiede” hanno fatto la storia anche in quest’occasione. Ma quali sono i segreti della piccola grande Islanda?

In primis l’alimentazione. I calciatori islandesi, infatti, effettuano quotidianamente spuntini a base di carne di squalo, tagli di balena crudi ed hamburger di pulcinella di mare. Rimanendo fedeli alle proprie tradizioni culinarie, i giocatori seguono un regime alimentare unico nel suo genere e difficilmente “digeribile” per chi non è abituato. La carne di balena, ad esempio, viene servita cotta come una grossa bistecca oppure finemente tagliata per essere mangiata cruda.

Un altro piatto tradizionale è chiamato ‘hakarl’ ed è a base di carne di squalo. In tempi antichi, i cuochi del paese nordico erano soliti addirittura urinare sulla carne di squalo per favorire la neutralizzazione del fetido odore di ammoniaca. In seguito, la carne veniva fatta essiccare al sole per settimane ed infine mangiata. Aneddoti veramente incredibili.

Lo chef inglese Dan Doherty, interpellato in merito a queste strane abitudini in occasione degli Europei francesi, è stato uno dei pochi stranieri ad avere il coraggio di assaggiare le fettine di squalo e le ha descritte come il cibo più terribile mai mangiato nel corso della sua vita: “Si tratta di un piatto che ho consumato in Islanda. Me lo hanno servito in un barattolo e la carne era tagliata a forma di cubo. Ho aperto la confezione e l’odore era così pesante che mi ha quasi bruciato l’olfatto! Poi ho messo la carne in bocca e la lingua ha iniziato a pizzicarmi. Ho dovuto buttare giù il boccone in un sol colpo e poi bere una pinta intera di birra!”

Le stranezze, almeno ai nostri occhi, del cibo consumato dagli atleti islandesi, però, non finiscono qui visto che i ragazzi agli ordini di Hallgrìmsson sono soliti consumare anche testicoli di agnello e parti di testa di pecora bollite. Spesso, quest’ultime vengono poi inserite all’interno di pane tostato.

Che dire, poi, del ‘blood pudding’, a base di zucchero e sangue di pecora, oppure delle viscere di pesce e delle lingue di merluzzo? Sembra il menù di un film dell’orrore ed invece è la pura verità.

Tutto ciò, comunque, evidentemente è riuscito ad aiutare gli straordinari calciatori islandesi dapprima a compiere un’impresa eccezionale terminando primi nel girone di qualificazione alla Fase Finale di questo Europeo e poi ad andarsi a giocare un Ottavo di Finale contro i colossi inglesi di Hodgson, vincendo e uscendo ai Quarti contro i padroni di casa della Francia. Ed evidentemente questa “cucina da incubo” è servita anche a strappare un biglietto per la Russia.

Sempre in occasione della competizione continentale dello scorso anno venne rivelata un’altra chicca per aiutarsi in questa missione. Si scoprì, infatti, che i ragazzi islandesi si caricavano in un modo molto particolare, ovvero con l’ausilio di una foto appesa negli spogliatoi. Cosa è ritratto nella foto? Un cagnolino battagliero che rincorre addirittura un enorme rinoceronte, come a dire ‘nulla è impossibile’.

Chissà se funzionerà anche in Russia. Nel frattempo, il sogno continua.

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