Quattro anni. Tanto ci è voluto per rivedere i Glasgow Rangers tornare nella Premier League scozzese. Quattro anni di sofferenze per la parte protestante di Glasgow che ora può nuovamente rilanciare la sfida ai rivali di sempre o meglio ai nemici di sempre, i cattolici del Celtic. I biancoverdi in questi quattro anni, sfruttando le disgrazie finanziare dei Rangers che li hanno portati al fallimento e quindi alla retrocessione in Third Division, hanno vinto agevolmente gli ultimi quattro campionati. Il calcio in Scozia è solo Rangers contro Celtic, perché per andare a trovare una squadra che non sia una di queste due ad aggiudicarsi il campionato, dobbiamo tornare indietro di ben 31 anni quando l’Aberdeen, di un certo Sir Alex Ferguson, si laureò campione di Scozia. Una vera e propria dittatura che d’ora in poi troverà nuova linfa nelle prossime sfide tra Celtic e Rangers.

Dicevamo nemici più che avversari, sì perché l’Old Firm non è una semplice partita di calcio ma è lo scontro di due civiltà, di due culture, di due orientamenti religiosi. Da una parte i Bhoys, i tifosi del Celtic, figli degli immigrati irlandesi: socialisti, cattolici e repubblicani. Dall’altra i Gers  che rappresentano la borghesia della città, la parte ricca, protestante e fedele alla corona. Una divisione che con gli anni è diventata via via più complessa conservando la sua radice religiosa, a causa dei vari stravolgimenti sociali e politici che ora hanno abbattuto in maniera quasi definitiva la classe borghese e che hanno contribuito a far diventare anche i Rangers una squadra di popolo, i cui tifosi sono ormai la working class della città.

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In una terra che ha vissuto le turbolenze dell’indipendentismo, il calcio ha rappresentato spesso non solo un divertimento ma un ulteriore modo per amplificare uno spirito di appartenenza e accentuare ancora di più le diversità delle due anime della città. Nell’ ultimo Old Firm giocato il primo Febbraio dello scorso anno, valevole per la semifinale di Scottish League Cup e finito 2-0 per il Celtic, le misure di sicurezza adottate dalla Polizia furono notevoli, vietando addirittura striscioni o bandiere che richiamassero all’identità religiosa o politica delle due fazioni (divieto che comunque fu poi disatteso ed aggirato dalle due tifoserie). Le forze dell’ordine alla vigilia del match si raccomandarono anche con le due società per evitare che nessun giocatore in caso di gol si lasciasse andare a esultanze smodate o provocatorie nei confronti dell’avversario. Uno derby vissuto sempre sul filo del rasoio della tensione, condito dallo spettacolo delle scenografie mozzafiato delle due tifoserie , ma che molto spesso è sfociato in violenza pura come nel 1980 quando un’invasione di campo di entrambe le tifoserie portò a una battaglia sul terreno di gioco di Hampden Park conclusa con violente cariche e oltre 200 arresti, oppure nel 1999 quando ci furono ben 113 persone fermate a seguito del match che consegnò il titolo al Celtic. Uno scontro di civiltà che è costato anche delle vittime, basti pensare che solo dal 1996 al 2003 ci sono stati ben 8 morti senza contare il numero di feriti.

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Quindi dopo quattro anni la Scozia e Glasgow riavranno la loro “guerra” e potrà ripartire la centenaria divisione tra Bhoys e Gers, sperando che in un futuro si possa parlare solo di coppe, di campionati assegnati e dello spettacolo dei tifosi sugli spalti. Un’atmosfera quella che si crea attorno all’Old Firm che fa di questa sfida una delle partite più appassionanti e coinvolgenti che il gioco del calcio possa regalare a tutti quelli che lo amano. Un misto di amore per la propria squadra e odio per la parte avversa che rende questa partita unica nel suo genere.

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