Incontriamo oggi Gerson Maceri, sanremese, poco più che trentenne, laureato in Letterature e Civiltà Moderne con una tesi su Mario Calvino, di professione insegnante di scuola secondaria a Pigna, in alta Val Nerva, e grande appassionato di sport. Allena gli allievi del Camporosso, e qualche tempo fa ha portato la formazione di un oratorio del Ponente ligure, quello di San Rocco alle finali nazionali di football sala a Milano, anche è stato tra i fondatori del Rugby Sanremo. Recentemente, unendo la passione per lo scrivere e per la storia a quella per il calcio e per la sua terra ha presentato il suo volume “I Pionieri del Football Ponentino” dedicato agli albori del calcio nel Ponente ligure. Riteniamo importante dare spazio a queste iniziative che potrebbero sembrare locali, ma che in realtà sono fondamentali nel tramandare un patrimonio storico e sportivo che è di tutti.

pionieri

Gerson come sei arrivato a scrivere di storia del calcio e come ti è venuta l’idea di questo libro?

Nel 2007 pubblicai sul web “Sanrepedia – Il mondo biancoazzurro”, un’enciclopedia multimediale interamente e puntigliosamente dedicata alla storia della Sanremese Calcio. Nel corso delle mie ricerche, mi accorsi immediatamente del vuoto non tanto documentario, quanto conoscitivo sulle origini del football matuziano. Il primo dogma facilmente confutabile, per esempio, riguarda la fondazione della squadra, avvenuta nel 1919 e non nel 1904 che in realtà è data relativa all’Unione Sportiva, allora non ancora comprensiva di una sezione calcistica.

Presentaci il tuo libro sul calcio ponentino.

 Ho voluto raccontare le origini di questo bellissimo sport nella mia terra. Nel corso della narrazione narro di trame inedite e di pionieri finora sconosciuti, facendogli prendere forma e vita in un racconto senza edulcorazioni romanzesche salvo quelle dei cronisti dell’epoca, che ci restituiscono ruvidità e approssimazioni del calcio che fu. Nel 2004 la Sanremese ha celebrato il suo centenario con ampio anticipo, tre lustri, sfruttando l’eterno equivoco tra la fondazione dell’ Unione Sportiva Sanremo e quello della relativa sezione calcio, avvenuto in realtà nel 1919, la ricorrenza fu sfruttata in più modi, per assicurarsi il Gala della Serie D, una due giorni sponsorizzata dal Corriere dello Sport e culminata col match tra la Top 11 e la Under 20 della Serie D, per ottenere il ripescaggio tra i professionisti, per ospitare in amichevole la Sampdoria. Ho voluto così rimettere ordine nelle vicende storiche: la sezione calcio della Sanremese inizia ad apparire sui media dell’epoca appunto solo nel 1919, e anche risulta che abbia adottato i colori bianco e azzurri solo nel 1921, prima le divise erano nerostellate, proprio come quelle del Casale.

Fra le rivelazioni di questa ricerca figurano anche la “paternità”ufficiale del football matuziano, spettante all’avventuroso padre francese Théobald Aumasson nel 1910, il precoce confronto coi “maestri inglesi”, quelli della “St. George’s United” nel 1912), gli innumerevoli test match (rugbysticamente intesi: incontri, cioè, non meramente amichevoli ma nemmeno inquadrabili all’interno di competizioni ufficiali), la genesi delle varie espressioni pallonare cittadine (Speranza, Ausonia, Sanremo, Ardita, Risveglio & Co.), e i primi e chiacchieratissimi successi (Coppa Sghirla, 1920, e Coppa Locatelli,1922) nel segno di un grezzo, malcelato professionismo.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Continuerai a raccontare la storia del calcio ligure?

“I pionieri del football ponentino” è solo il primo volume di una collana che comprenderà anche una monografia sullo stadio “Comunale” (già “Littorio”, magnificato negli anni ’30 dagli addetti ai lavori e recentemente scelto per adornare la copertina di “Stadi d’Italia” di Sandro Solinas) e altri “capitoli” significativi della storia biancoazzurra (fra cui l’irripetibile affaccio nel calcio che conta, la Serie B, fra 1937 e 1940). Non escludo anche l’uscita, prossimamente, di una raccolta di racconti sulle miserie umane e tecniche del calcio contemporaneo.

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