Nella schiera dei tanti sportivi che hanno lasciato il Bel Paese per migliorare e crescere c’è anche una intera generazione di giocatori di hockey su ghiaccio passata quasi sotto silenzio. In paesi come Svizzera, Finlandia, Germania e USA si sono ormai abituati a vedere tanti ragazzi italiani tentare la sorte nei campionati giovanili e emergere nelle leghe più importanti. Il primo di loro che andiamo a conoscere è il difensore ex Cortina Michael Zanatta.

Nato a Toronto, da famiglia italiana, milita nella serie B svizzera, la LNB,  e più precisamente tra le fila dell’Ajoie.
Difensore di talento, si è ritagliato un ampio spazio nel suo club e nella Nazionale Italiana che prova a ripartire dopo anni di delusioni e speranze mancate. La sfida di partire e di diventare professionista lui l’ha già vinta e potrebbe anche mancare poco per arrivare nella prestigiosa LNA. Una sfida difficile, ma che si può davvero vincere.

Parliamo di Michael Zanatta, racconta com’è nata la possibilità di giocare nella serie B Svizzera.

E’ nata perchè sia io che mio fratello abbiamo cominciato a giocare lì quando mio padre si trasferì per lavoro… Avevo 10 anni circa e quello fu di fatto l’inizio. Sia io che mio fratello, dopo la lunga militanza, lì abbiamo ottenuto la licenza svizzera che ci permette di giocare come svizzeri.
A livello personale avevo già giocato qui tra i professionisti. Poi però non ho trovato spazio ed ero giovane e quindi ho scelto di tornare in Italia. Dopo 4 anni, il livello era quello che era, economicamente non ti viene offerto tanto e quindi ho deciso di tornare qui.

Quanto è difficile partire e ritrovarsi in una realtà diversa dalla propria?

Di sicuro bisogna essere capaci di adattarsi. Quasi mai si abbina dove vorresti essere tu e dove vai. Certamente ci sono sacrifici come lasciare la famiglia, abitare da solo e nel mio caso vivere in una zona dove si parla francese. A livello fisico, invece, qui ci si allena tutti i giorni e si hanno anche 3 partite a settimana. Non è facile ma, purtroppo, per un giocatore italiano è l’unica soluzione per migliorare e ambire a qualcosa di più.

Tu giochi, come abbiamo detto, nel Red Ice. Come sta andando questa stagione e quali sono i vostri obiettivi?

Il campionato era iniziato bene, ma c’è stato un calo a Novembre e abbiamo perso un po’ di partite di seguito. Giocando anche tre partite in settimana, la classifica è ovviamente cambiata e non in meglio. C’è stato poi il cambio di allenatore prima di Natale perché la situazione non era buona e c’era bisogno di una scossa. Noi arriviamo dal secondo posto dello scorso anno e l’obiettivo iniziale era di fare meglio o uguale. Ora vogliamo finire tra le prime sei e giocarcela ai playoff. Quest anno tutti possono battere tutti, ma noi vogliamo ci siamo e vogliamo vedere dove arriviamo.

Si è parlato molto di tuo fratello Luca e delle voci che lo vogliono in LNA la prossima stagione. Ma quando tocca invece a Michael?

Bella domanda. Io un paio di presenze le ho fatte da giovane, ma non ne ho approfittato. Io ci credo e lavoro per poterci arrivare, ma qui ci sono tanti bravi giovani che escono dai vivai ogni anno. Non è facile fare il salto dalla B alla A quando ti affacci ai 27 anni, per via del ricambio generazionale che c’è in ogni annata. Io non ne faccio un dramma, qui sono contento e mi trovo probabilmente in quella che è la migliore serie B al mondo dopo quella svedese e poi  chissà..Vediamo cosa arriva!

Parlando di Nazionale: c’è un torneo pre-Olimpico e un Mondiale da preparare e tu, sicuramente, vorrai esserci. 

Certo! Se c’è una esperienza che mi ha veramente cambiato è il Mondiale dello scorso anno. Son rimasto stupito da quanto sia bello e interessante vestire la maglia azzurra. Spero di esserci al Mondiale. Per il pre-Olimpico, dubito che la nostra squadra ci lasci andare perché cade la settimana prima dei playoff e il nostro campionato non fa pause. Sono sicuro però che la nostra Nazionale abbia i mezzi per andare avanti. Per quanto riguarda me il discorso è semplice: al Mondiale voglio esserci.

La Nazionale ha cominciato un progetto per riportare i giovani al centro dell’hockey italiano. Secondo te è la strada giusta?

Io sono pienamente d’accordo con il progetto iniziato lo scorso anno. Non ci dobbiamo inventare niente, ma guardare le altre nazioni come hanno lavorato. In Italia si paga caro il fatto di non aver programmato e di aver voluto il risultato senza nulla dietro. Io non ho nulla contro gli italoamericani, come me, tra l’altro, visto che mio padre lo era e io sono nato in Canada, ma un italiano di 22 anni che può farti dieci anni di Nazionale deve venir prima di un italoamericano che arriva in Italia a 30 anni passati e alla fine per mille motivi disputa un solo Mondiale.
Bisogna dare tempo a queste idee, non abbiamo mai avuto pazienza ed ora bisogna averla!

Ultima domanda: convinci i lettori di “Io gioco Pulito” a venire a vedere una partita di Hockey su ghiaccio

Li devo convincere io? (ride) E’ uno sport unico nel suo genere… Dinamico e duro, ma anche leale… Vi divertirete e vale la pena vederlo e di interessarsi. Provateci una volta!

FOTO: Michael Zanatta

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