Da ieri sera, dalle ore 22 in poi, chi tifa l’Hockey Milano Rossoblù si sarà ritrovato la bacheca di Facebook invasa di foto e commenti festosi. Il doppio colpo di cui parlavamo non meno di una settimana fa, si è concretizzato. Dopo la quarta di eventuali cinque gare della serie finale, il Milano conquista il titolo di Campione della Serie B, che ha un po’ il sapore di Campione d’Italia. Sebbene questo attestato spetti ufficialmente ai Rittner Buam del Renon, che lo hanno già vinto a gennaio (una stranezza) e che stasera, nel caso superino Asiago in Gara 5, possono alzare al cielo anche il trofeo della neonata Alps Hockey League (tanto voluta proprio dal Renon), anche il Milano può sentirsi a suo modo Campione d’Italia, a maggior ragione dopo che i trofei conquistati in questa stagione sono diventati due: tutti e due disputati entro i confini italiani: la Coppa Italia, vinta contro il Fiemme il 28 febbraio, e ora la Serie B (che potrebbe riconfigurarsi in IHL, Italian Hockey League), vinta ad Appiano sulla Strada del Vino, al primo match-point sfruttabile per i ragazzi di coach Massimo Da Rin, contro l’Appiano Pirates. Due trionfi in terra altoatesina nel giro di poco più di un mese, e una stagione che si chiude nel migliore dei modi, su due piste distanti da casa.

CHE TIFO! – «Ma noi giochiamo sempre in casa» (da La Gazzetta dello Sport e HockeyTime.net, ndr), chiosa Marcello Borghi, Capitan futuro dell’Hockey Milano Rossoblu, che con il suo gol a 40 secondi dalla fine, ha aperto le porte del trionfo, mettendo la sua importante firma sulla serie finale e sul titolo: suo il gol che ha riaperto la partita sul risultato di 2-0 per l’Appiano, e suo il gol che ha chiuso i conti per il definitivo 3-2 che vale il titolo. La firma del pareggio, è di un ragazzo che aveva già timbrato il cartellino nella finale di Coppa Italia: Tommaso Terzago, già a Milano nella stagione 2014-2015, quando i Rossoblù raggiunsero le semifinali di Serie A, e tornato nel capoluogo lombardo dopo una nuova parentesi in Svizzera. Nel tripudio generale a tinte rossoblu, la frase di Marcello Borghi è emblematica: ieri, all’EisStadion di Appiano, grazie ai numeri tifosi giunti in trasferta, sugli spalti respirava un’atmosfera bollente, che si è poi riversata sul ghiaccio per dare il via ai festeggiamenti inoltratisi sino a tarda notte, quando buona parte dei tifosi ha accolto il ritorno dei giocatori a Milano. Assieme hanno visto le prime luci dell’alba. Un «double» agognato, sapendo che le rivali erano insidiose, ma forse la squadra più forte da sconfiggere, era già stata superata in semifinale: il Merano, che ha dovuto abdicare in favore del Milano. Ciò non toglie che l’Appiano, solida realtà della Bassa Atesina, abbia dato del filo da torcere al Milano: pareggiati i conti mercoledì sera scorso in Gara 2, rimontando due gol di svantaggio, stavolta assaporava già l’idea di giocarsi Gara 5 all’PalAgorà di Milano (dove però ha sempre faticato), dopo che aveva siglato il 2-0 in avvio del terzo periodo. Ma il Milano ha tirato fuori gli artigli, facendo perdere la rotta ai Pirati, che si sono dovuti arrendere. Dopo la Coppa Italia, questo Milano era difficile da battere per chiunque. Solo per la gloria? Sì, solo per la gloria, come si era già sottolineato prima della serie finale. Il Milano ora ha il diritto di accedere alla Alps Hockey League, ma non è previsto che lo sfrutti: il presidente Cambiaghi ha già dimostrato il suo interesse a restare entro i confini italiani, puntando su prospettive più ampie nel caso si decida di percorrere la strada estera.

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GIU’ IL CAPPELLO – L’elogio a questo doppio trionfo passa anzitutto da quanto mostrato sul ghiaccio. Il Milano era fin dall’inizio una delle squadre maggiormente attrezzate per andare fino in fondo, diversamente dall’anno scorso, quando le bruciature dell’autoretrocessione determinarono una fuga da Milano, con un campionato terminato ai quarti di finale. Un anno dopo, durante l’estate scorsa, l’esodo ha invece colpito il Val Pellice (realtà piemontese dell’hockey ghiaccio, ricordate la neonata HCV Filatoio?), portando a Milano forze fresche. Fra queste, c’è il miglior difensore dell’intera Serie B: Andrea Schina, diventato fondamentale soprattutto durante i Playoff, ma non solo: sono tornati Sascha Petrov, estone naturalizzato italiano, e Stefan Ilic, della nazionale serba ma con passaporto italiano in virtù dell’intera carriera giocata in Italia, Marco Pozzi, cresciuto nella cantera rossoblu, che su Facebook festeggia il titolo in maniera eloquente: «quest’anno non abbiamo lasciato neanche le briciole», e Matteo Mondon Marin. Uno chapeau va fatto, oltre che al mattatore di Gara 4, Marcello Borghi, anche al top scorer Domenico Perna, 79 punti stagionali tra regular season e playoff: quarant’anni e non sentirli! Menzione anche per il portiere Alessandro Tura, che gioca un ruolo fondamentale sul ghiaccio, e per il suo vice Riccardo Pignatti, che si è sempre fatto trovare pronto. Come non citare poi i due più interessanti prodotti delle giovanili inseriti a roster quest’anno? L’attaccante Simone Asinelli, tornato a Milano dopo un anno negli USA, che già mostra una buona confidenza col gol, e Andrea Fadani, difensore di carattere, come dimostra la rissa al termine di semifinale Gara 3 contro il Merano, che si è fatto trovare pronto in un reparto colpito ad inizio anno dalla defezione a lungo termine di Andreas Radin. Ma in realtà, non occorrono distinzioni: giù il cappello davanti a tutta la squadra, che ha alzato due trofei al cielo in una stagione che vuol dire rinascita dopo l’addio alla massima serie di due anni fa, ormai solo un vecchio ricordo. La menzione speciale è invece per il coach Massimo Da Rin: tre trofei vinti alla guida dell’Hockey Milano Rossoblu, due serie cadette e una Coppa Italia, niente male! Per proseguire su questa strada, la dirigenza – che quest’anno ha azzeccato tutte le mosse – ha tempo: c’è un’estate intera che nell’hockey su ghiaccio vuol dire trepidante attesa, e che in Italia è sempre attraversata da modifiche e novità, con i Playoff di NHL a tenere compagnia sino a giugno, ma non solo. Tra non molto la Nazionale Italiana disputerà i Mondiali di Top Division a Colonia: la speranza è di non retrocedere, ma si affrontano alcune tra le nazionali più forti al mondo. E’ dura, ma vale la pena crederci, e Milano ospiterà una delle varie premesse di preparazione, l’amichevole di lusso tra Italia e USA, prevista per il 2 maggio all’Agorà, hockey di alto livello, per chiudere in bellezza una stagione da incorniciare.

Per la cronaca del match di Gara 4, potete cliccare HockeyWords.

Foto coreografia © Curva del Milano

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