Una perla targata Sport Illustrated: l’allenatore che più ha inciso sul basket nell’ultimo ventennio, tracciando una via e scavando un solco nel quale i suoi successori dovranno continuare a far scorrere acqua che porta a far girare il perfetto meccanismo del mulino dei San Antonio Spurs, ovvero Gregg Popovich, che racconta uno di quei portatori d’acqua che continueranno la tradizione della gloriosa squadra texana: Kawhi Leonard.

Popovich è un uomo di poche parole, un uomo le cui conferenze stampa sono leggendarie perché spesso monosillabiche, ha usato parole meravigliose per l’erede di Tim Duncan come simbolo degli speroni quando TD si ritirerà (e chi vi scrive, come qualsiasi amante del Gioco, spera che quel giorno non arrivi mai).

Il termine di portatore d’acqua usato in precedenza è scelto perché nel sistema creato dall’ex coach dell’Air Force Academy non esiste una stella solitaria come quella che campeggia sulla bandiera tricolor del Texas, ma una squadra difficilmente battibile, oltre mille vittorie, una striscia ininterrotta di partecipazione ai Playoff NBA dal 1997, con una sola stagione senza Playoff da quando Popovich è in panchina (la prima).

Popovich ha trovato in Leonard quello che ha visto in Duncan, un giocatore che “Vuole l’assoluta grandezza, non gliene frega nulla dell’essere un divo. Non lo troverete su Twitter, Facebook o Instagram. Probabilmente non lo prenderà in un servizio fotografico, su un tappeto rosso o ad una cerimonia di premiazione, anche se è l’ospite d’onore. Anzi, probabilmente se fosse l’ospite d’onore sarebbe ancora più invogliato a marinare l’evento. Leonard ama il gioco ed ignora il resto“. Questa è la prima descrizione che a Sport Illustrated Popovich offre del suo numero 2.

Prosegue poi parlando del suo approccio alla squadra: “Quando Kawhi fa un errore, chiede sempre scusa, non sopporta il dover deludere qualcuno. E’ un ragazzo di soli 24 anni ed ha molta più responsabilità di quasi tutti i coetanei all’interno dell’NBA. Non ce la fa a stare lontano dalla squadra, o dal campo. E’ un drogato di basket, fin da quando era a San Diego State. Non perde mai un allenamento né una partita, non dice mai di no né dice che è stanco. In campo da’ sempre il 110% perché quando non è al meglio sente di star facendo qualcosa di sbagliato“.

Leonard è senza dubbio il più forte giocatore bidimensionale dell’NBA. Non si trovano atleti così forti in difesa e così efficaci in attacco, ed ha margini di miglioramento mostruosi vista anche la sua abnegazione metafisica al Gioco. Ogni giorno, ad ogni tiro sbagliato, si punisce con 30 flessioni. Sembra quasi un samurai per quanto si approcci con sacralità all’arte dell’allenamento in palestra e per quanto odi fallire e deludere se stesso e gli altri.

Mentre il mondo si interroga su Curry, James e Durant, Gregg Popovich non ha dubbi: il futuro della lega si chiama Kawhi Anthony Leonard nato a Riverside il 29 Giugno 1991.

 

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