Il disco d’esordio “Tranches”, targato Stolen Apple, racconta, attraverso la voce e le chitarre, dodici canzoni intrise di sonorità eterogenee e significati ambivalenti, esperienze vissute dentro e fuori la musica in un caleidoscopio di suoni grezzi e parole piene di intimità.

Spogli d’ogni pregiudizio e lontano da tendenze del momento, il gruppo fiorentino composto da: Dugini, Petrarchi, Zatini e Pagani è riuscito a trasporre, nel modo più naturale possibile, il loro suono ‘live’, alternando stili personali ed originalità, ma mantenendo l’immenso patrimonio artistico lasciato dai grandi del passato. Il groove si accompagna ad un mix melodico inedito che lascia il segno. Miscelando rock alternativo di varie scuole (soprattutto americano anni ’90), country desertico, psycho-punk, shoegaze, paisley underground, pop-noise, ballate acide e sonorità alt-country, il suono crossover della band coinvolge e risulta credibile.

Il debutto discografico degli Stolen Applesi muove sulle insicurezze e la precarietà quotidiana senza scivolare mai, ma gridando con forza, urgenza, necessità quanto la fragilità oggi debba essere rispettata, se non addirittura preservata”. E il disco diventa un libro aperto di storie, ricordi e avventure: i dodici brani sono il risultato di un lavoro collettivo, seppure svolto senza esplicita progettualità. Perché l’unica cosa che conta è la libera circolazione di idee: ogni canzone è espressione dello spirito indipendente della band. Ed è per questo motivo che ogni brano ha sì una sua identità, ma altrettante sfaccettature e suggestioni sonore. Da ciò nasce il fine comune del gruppo: il compimento della propria passione, senza vincoli legati ad asserzioni tecniche, mode, o coinvolgimenti esterni.

Trenches, dal titolo forte ed evocativo, difende le resistenze del tempo e rivolge lo sguardo alle speranze della nostra adolescenza: laddove visioni futuristiche sono andate perdute, o sono state disilluse, la musica riavvicina al sogno. Quello a cui l’uomo ambisce, le ‘zone di sicurezza’ dove si celano le nostre fragilità. Un disco solido, un richiamo di emozioni diverse, in aperta controtendenza con le derive elettroniche dell’indie nostrano, “brani energici, che non dimenticano l’importanza della melodia” –

Trenches è un progetto straordinario, un lavoro ricercato e carico di energia che costringe a cambiare rotta. Ogni traccia diventa emozione o frammento di ricordo: è un vero e proprio viaggio a ritroso negli anni 90.

 

LA BAND STOLEN APPLE

La band si è formata a Firenze nel 2008 dai Nest, autori di due lavori pubblicati per Urtovox/Audioglobe (“Drifting”, 2001) e Zahr Records/Blackcandy – Audioglobe (“Isnt’ it?, 2007). Del nucleo originario restano I due membri fondatori: Riccardo Dugini (voce, chitarra), e Luca Petrarchi (voce, chitarra); a completare l’organico Massimiliano Zatini, già aggregato ai Nest come percussionista in alcuni esperimenti acustici e qui al basso, ed Alessandro Pagani (già batterista dei Subterraneans ed una delle menti di Valvola/Shado Records), presente nella formazione per un periodo a metà degli anni ’90 quando il gruppo era denominato Malastrana.

Il nome della band è stato ispirato dalla storia di Ernst Lossa, bambino jenish ucciso nel 1944 dai nazisti nell’ambito del loro programma di sterminio degli individui non autosufficienti, narrata fra gli altri da Marco Paolini nel suo spettacolo “Ausmerzen”.

 

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